Relazioni tra Pro12, London Welsh e Scottish? Nuove conferme

La stampa inglese rilancia quanto scritto domenica da The Rugby Paper: tra Exiles e torneo celtico c’è feeling

ph. Paul Harding/Action Images

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La scorsa domenica vi abbiamo raccontato delle indiscrezioni riportate da The Rugby Paper circa un possibile “switch” di London Welsh e London Scottish dal movimento ingelse di area Premiership, diciamo così, a quello celtico con l’ingresso delle due squadre nella Guinness Pro12. Poi il nostro interesse è stato attirato dall’altra notizia contenuta in quell’articolo, ovvero del debito della FIR nei confronti del board del torneo per oltre un milione di sterline, soldi che i nostri partner vorrebbero entro la fine del mese.
Ma la vicenda riguardante le due formazioni Exiles non era buttata lì: il magazine riportava una dichiarazione del maggior azionista dei Welsh, Kevin Byron, che certo non smentiva la cosa. Ora arrivano  altre fonti a dire che quel dossier è effettivamente sul tavolo. A sostenerlo è lo Standard Sports, che riporta anche le parole di Rowland Phillips, ex coach degli Aironi e ora allenatore capo dei London Welsh: “Parlare del Pro12 non è una distrazione per noi. Quello che posso dire è che per noi potrebbe essere una cosa interessante, ma al momento è una speculazione”.
Anche dagli Scottish non arrivano smentite: la squadra si sta giocando la possibilità di conquistarsi un posto nella prossima Premiership, ma va tenuto conto che ha il gap dello stadio, che non risponde ai criteri minimi richiesti dal massimo campionato inglese.

 

London Welsh e London Scottish hanno uno status particolare: sono infatti membri della RFU ma allo stesso tempo anche delle federazioni di origine, ovvero Galles e Scozia. Un eventuale salto nel torneo celtico necessiterebbe dei via libera di tutte le parti coinvolte e questo rende il tutto inevitabilmente più complicato.
A spingere in quella direzione, quella del Pro12, sono però altre forze. La volontà di riforma del sistema di promozione/retrocessione della Premiership, ad esempio, con un possibile blocco per ben 5 stagioni, cosa che costringerebbe Welsh e Scottish a rimanere per lungo tempo tra i cadetti. Da parte celtica c’è poi l’intenzione di aprirsi un varco nel mercato inglese e più specificatamente in quello di Londra.
E poi ci sono RFU e Premiership: potranno mai le associazioni che governano il rugby inglese dare un placet simile senza colpo ferire? Ci sembra improbabile. Vero è che oltre al fumo sembra esserci pure l’arrosto, e di questa storia ne sentiremo ancora parlare.

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