Milton Haig e la sua Georgia: fateci competere con le più forti e vedrete

Nella giornata di lunedì il ranking ha certificato il sorpasso dei georgiani sull’Italia. Noi abbiamo intervistato il loro ct

ph David Mdzinarishvili/Action Images

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Milton congratulazioni per la vittoria nella European Nations Cup 2015. Questa è la quinta edizione consecutiva che vi vede detentori e lunedì la Georgia ha superato l’Italia al 14° posto del Ranking Mondiale di World Rugby. Come ci si sente?
Ci si sente molto bene al momento e per me è una soddisfazione aver guidato la squadra a quattro titoli (non ero qui per il primo). In particolare, tre dei quattro titoli sono stati vinti proprio a Bucarest, casa dei nostri più temuti rivali, in partite da “chi vince questa, vince tutto”. Sono molto fiero di aver conquistato questi successi. Salire il ranking è il premio per una squadra che vince con consistenza, però so che la Georgia può fare di più, con il giusto mix di obiettivi e motivazione.

 

La Georgia è pronta a bussare alla porta di squadre del Tier 1?
Siamo sicuramente interessati all’opportunità di poter affrontare piu squadre del Tier1. Aver giocato contro l’Irlanda lo scorso novembre ci ha dato molto e ci ha aiutato ad arrivare dove siamo ora. Non siamo noi a decidere di poter giocare con squadre di grande livello, però sappiamo che confrontarsi con i migliori non può far altro che migliorare il nostro rugby.

 

Perché la Georgia non gioca con squadre del Tier1 più regolarmente? Avete invitato squadre come per esempio l’Italia a giocare a Tbilisi?
I periodi per i Test Match Internazionali sono decisi da World Rugby in collaborazione con le federazioni di appartenenza. Come ho detto vorremmo giocare più spesso con squadre di alta classifica ma la realtà è che queste queste “finestre” sono limitate e i Test Match sono praticamente già fissati in maggioranza fino al 2019. Ho comunque ancora speranza di poter giocare contro squadre di fascia superiore negli anni a venire.

 

La Georgia Rugby Union ha come obiettivo quello di entrare nel Sei Nazioni? E se sì, cosa deve fare per raggiungere l’obiettivo?
Se ci venisse offerto un posto nel Sei Nazioni assolutamente sì, lo prenderemmo immediatamente, proprio perché migliorerebbe la qualità del nostro rugby. Non sono sicuro al momento cosa dovremmo fare di specifico per poter arrivare a questo traguardo, però so che dobbiamo continuare a vincere con consistenza, poi chissà.

 

Qual è la tua opinione sul Sei Nazioni? Dovrebbero instituire un sistema di promozione/retrocessione o è giunta l’ora di pensare di allargarlo a sette squadre?
Prima di tutto il Sei Nazioni è il più importante torneo di rugby europeo, probabilmente il più conosciuto al mondo, secondo solo al Mondiale. Sarebbe fantastico se il Consiglio del torneo decidesse di espandere il torneo a sette squadre e includere la Georgia nel processo. Prima di tutto perché la Georgia ha tutti i diritti per identificarsi come la settima potenza rugbistica europea dal momento che per 5 anni consecutivi abbiamo vinto la Eurpean Nations Cup, il torneo che sta subito sotto il Sei Nazioni. Secondo, includendo la Georgia includerebbero una nazione “matta per il rugby”, dove i tifosi di rugby hanno più passione che in ogni altra parte del mondo.

 

Cosa rispondi a coloro che insinuano che squadre come l’Italia per esempio non verranno mai cacciate dal Sei Nazioni perché è meglio viaggiare a Roma che a Tbilisi e il paese offre maggiori benefici commerciali alle federazioni del torneo?
Prima di tutto lasciami dire che Roma è bellissima! Senza alcun dubbio. Però anche Tbilisi è una metropoli interessante e vibrante, ricca di storia e cultura, che ogni turista sicuramente vorrebbe conoscere da vicino. In più, per quanto riguarda il cambio, i turisti con l’euro potrebbe godersi un bel week-end a basso costo. Sotto l’aspetto commerciale, non c’è dubbio che all’inizio non porteremmo gli stessi benefici delle federazioni già appartenenti, ma sono fiducioso che, come il nostro rugby in campo, possiamo raggiungere un punto di espansione e sostenibilità finanziaria.

 

Oggi come oggi i soldi sono veramente più importanti del talento?
Le realtà commerciali sono quello che sono. Senza i soldi il rugby non può crescere, questa è la dura verità, e senza soldi i giocatori non avrebbero la possibilità di poter vivere l’era professionistica come la viviamo ora, cioè senza i benefici dei soldi stessi. Personalmente penso che la parte commerciale del rugby aiuti il rugby stesso a crescere in ogni aspetto, in particolare talento e skills.

 

Il World Rugby Rankings non rispecchia esattamente la forza e l’equilibrio tra le varie squadre. Eppure secondo te oggi potrebbe la Georgia giocare e vincere contro Italia, Scozia e Francia?
L’Italia è una squadra forte, potremmo batterla? Non so. Sicuro mi piacerebbe avere l’opportunità di incontrarla e dare il meglio per batterla. So che possiamo essere estremamente competititivi contro squadre come l’Italia e la Scozia. Per quanto riguarda la Francia, la maggior parte dei nostri migliori giocatori gioca appunto in Francia e ti assicuro che non si sentirebbero per nulla intimoriti nell’affrontarli in campo! Anzi!

 

La squadra è pronta per Inghilterra 2015? Che cammino affronterete nei prossimi 6 mesi verso la Coppa del Mondo?

Siamo sicuri che saremo pronti per Inghilterra 2015. I prossimi sei mesi sono cruciali e sono stati pianificati meticolosamente da un anno a questa parte. Abbiamo messo su un programma di “Strength & Conditioning” che non mi vergogno ad identificare di classe mondiale, e che permetterà ai nostri giocatori di iniziare la preparazione ai primi di giugno. Questa preparazione sarà di dodici settimane, e aiuterà la squadra a raggiungere obiettivi che la Georgia non ha mai raggiunto in passato. Devo ammetere che sono entusiasta e non vedo l’ora di iniziare!

 

Quali sono i tuoi piani dopo la Coppa del Mondo, rimarrai in Georgia o sei pronto ad esplorare nuovi lidi?
Il mio contratto con la Georgia finisce a dicembre di quest’anno e rimanere o no dipenderà da vari fattori, tra cui non serve neanche menzionare la Coppa del Mondo. Dopo i Mondiali ne discuterò con la mia famiglia e prenderemo una decisione che è quella giusta per noi, genitori e figli.

 

di Melita Martorana

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