Dentro il paziente Italia, l’underdog che soffre i pronostici

Dopo tanti anni di Sei Nazioni ancora non troviamo continuità. Ne abbiamo parlato con quattro senatori azzurri

COMMENTI DEI LETTORI
  1. Alberto da Giussano 17 Marzo 2015, 08:37

    Gira e rigira: peggior Francia possibile e peggior Italia vista.
    Quando va bene, riusciamo a mettere insieme una partita accettabile ( nel risultato) in ogni 6N disputato.
    Domenica , poi, senza piazzatori (Orquera, pover’uomo, questanno non va proprio, è lontanissimo da una forma accettabile) era un’utopia pensare di vincere.
    Io credo che ciò vada accettato per formarsi una coscienza esatta di quel che siamo. Il punto di partenza, per quest’Italia è sempre quello: difendere e placcare, e avere l’energia di farlo per 80 minuti. Nel momento in cui ci si rilassa o non si hanno più energie fisiche e mentali per farlo, sono punti sulla schiena a cateratte.

    • M. 17 Marzo 2015, 09:01

      Beh Alberto non è che non abbiamo placcato e difeso, lo abbiamo anche fatto, abbiamo anche avuto ottime touche se per questo. E’ che ogni volta che abbiamo ripreso la palla in mano e avuto il possesso abbiamo gestito pessimamente il tutto. A un certo punto del primo tempo, alla mezz’ora, il possesso era ampiamente a favore nostro.
      Abbiamo avuto una marea di palloni regalati da loro e siamo ripartiti sconsideratamente, a volte proprio buttando via la palla dopo buone difese (Parisse e Sarto che ricalciano dai 22 o poco fuori, Furno con la bala omo a Ghira, il calcio di Orquera che non va fuori ecc.).
      Io in campo ho visto pochissimi giocatori presenti di cervello (Biagi, Minto, Furno, Aguero e Chisto, Ghira) e un sacco di approssimazione e timore. In campo c’erano due squadre con paura di perdere, ok, ci possono stare partite così, ma noi ci siamo pure complicati la vita e fin dall’inizio inserendo Allan rotto e poi non trovando in campo i leader che mantengono la calma e impostano il gioco sulla pazienza e il cervello (come abbiamo magistralmente fatto nei 15 finali a Edimburgo).

      • Francesco.Strano 17 Marzo 2015, 12:16

        Scusate ma cosa c’entra la forma fisica col calciare da posizione CENTRALE un ovale dopo 20anni di carriera professionistica… Guardate preferisco un onesto e discreto giovane come Padovani piuttosto che un Orquera in pensione….

    • acdxer 17 Marzo 2015, 09:50

      Senza un calciatore con percentuali alte diventa difficile stare attaccati nel punteggio a squadre che hanno più capacità nell’interpretare le situazioni di gioco e che capiscono subito che si possono permettere di rischiare il fischio dell’arbitro, tanto il punteggio non cambierà…
      Purtroppo finchè non lo si trova ci sarà da soffrire sotto questo aspetto.
      Non deve essere necessariamente un’apertura. Quelle che potenzialmente già ci sono, tipo Allan e Padovani, hanno talento e creatività, ma non saranno mai dei cecchini. Orquera purtroppo in questa stagione non rende secondo il suo potenziale.
      Fossi nella Federazione una telefonata a Josh Mantellato gliela farei…

      • mezeena10 17 Marzo 2015, 10:41

        dire che uno a vent’ anni “non sarà mai un cecchino” mi pare esagerato..
        magari non diventeranno dei Jonny Wilkinson, ma hanno enormi margini di miglioramento entrambi!
        normale poi soffrire la pressione a quell’ età, prova per un attimo a metterti nei panni di Allan, tutti aspettano il salvatore della patria (e non avrebbe manco dovuto giocare con la francia, prima per scelta tecnica, poi per l’ infortunio; anche se capisco Brunel, vedendo quell’ Orquera, normale abbia preferito comunque un Allan ad una gamba)..

        • malpensante 17 Marzo 2015, 10:52

          mez, per me però Kelly è un enigma. Mai visto uno che regolarmente gli si storca il piede in quel modo. Può succedere a chiunque, una volta, due, ogni tanto, ma così (anche alle Zebre, non solo in nazionale) per me è davvero un mistero. Allan è già più comprensibile che le percentuali non sono granché, ma Kelly la mette regolarmente con buone percentuali, anche da lontano e laterali, salvo poi non centrare l’acca neanche con la fionda. Mah.

          • Rabbidaniel 17 Marzo 2015, 12:15

            Haimona a Calvisano la metteva anche dagli spogliatoi. Per me è semplicemente, se si può dire semplicemente, un fatto di gestione della pressione e del livello che per lui si è alzato troppo tarda. Magari ci si può lavorare, ma a quasi 29 anni è dura.

        • malpensante 17 Marzo 2015, 10:54

          E non è mai normale, e tanto meno accettabile, mandare in campo uno con i problemi fisici di Allan. Mai.

          • mezeena10 17 Marzo 2015, 11:32

            inizio dalla fine, la penso esattamente come te su Allan, come ribadito da ieri..
            su Haimona si è un bel mistero, non giustificabile solo con la pressione ulteriore data in primis dal livello (test), anche perche, come sottolineato, calcia maluccio anche nelle Zebre..
            purtroppo inizio a pensare che lo standard sia questo, le buone partite exploit sporadici..magari è bravo ad adattarsi quando il livello sale, vedi trafila da piacenza fino alla nazionale, ma quando devi dare qualcosa di ulteriore, quel quid in più, si scioglie come neve al sole..l’ età certo non lo aiuta, per “spadroneggiare” devi avere l’ abitudine a giocare a quei livelli, costantemente, esperienza di anni..
            spero di esser smentito ovviamente!

          • zappinbo 17 Marzo 2015, 13:33

            @ mal sembri Biscardi quando ti scagli contro il mondo in cerca a chi dare la colpa per aver rovinato l’apertura del secolo!
            Da come ragioni non lo reputi capace di riconoscere fastidi muscolari, comunicarli, farsi sentire. Neanch’io. Allora é inutile dargli le chiavi della squadra in mano..

          • gsp 17 Marzo 2015, 15:54

            e’ vero Zappinbo, Mal sembri Biscardi coi capelli rosci falsi!

          • ginomonza 18 Marzo 2015, 06:24

            A proposito di Allan messo dentro già infortunato : e se avesse ragione il nuovo scrittore di libri che lo ha chiamato in causa?
            Malpensiero eh 🙁

  2. venezuela 17 Marzo 2015, 08:42

    Forse l’ errore sta proprio a monte…sentirsi favoriti. Io non vedevo l’ Italia favorita con la Scozia, sbagliandomi e non la vedevo favorita nemmeno con la Francia, a differenza di molti forse troppi….l’ impressione è quella di una squadra logora pur avendo giocato ne piu’ ne meno delle altre.

    • western-province 17 Marzo 2015, 09:52

      quoto
      l’italia era favorita solo se i giocatori francesi volevano sbarazzarsi di saint andrè, perchè altrimenti giocheranno pure male ma se hanno voglia di vincere contro di noi problemi non ne hanno (noi stiamo aspettando di poter naturalizzare barraud, che potrebbe essere la trentesima apertura francese)

      • fabrio13H 17 Marzo 2015, 11:44

        Io, basta leggere poco più in giù, sono molto critico sulla considerazione troppo elevata che il rugby italiano mostra di se e concordo che l’Italia non fosse favorita, ma, detta come la dici tu, mi viene da chiederti se allora pensi che le due vittorie con la Francia in anni recenti, ci sono state perché loro volevano liberarsi di qualche tecnico o giocatore. Se invece diciamo che erano momenti in cui non erano in forma, che ci sono girati bene anche parecchi episodi, qualcuno anche arbitrale come nell’ultima azione della prima vittoria dove l’arbitro non ha fischiato un nostro chiaro fallo, non ricordo più se in maul o in mischia ordinata, allora concordo.

        • western-province 17 Marzo 2015, 12:37

          l’italia non aveva i favori del pronostico (se leggi il mio post sotto consiglio di guardare i pronostici di chi accetta scommesse per soldi)
          sulle ultime 2 sconfitte della Francia contro di noi concordo con tutto quello che dici tu (aggiungerei che oltre a non essere in gran forma non hanno affrontato il match con il giusto spirito)

          • zappinbo 17 Marzo 2015, 13:19

            – soffrire i pronostici – , senza mancare di rispetto a nessuno, la trovo una grande cavolata, buona soltanto a giustificare carenze strutturali evidenti

            Quando nella tua carriera hai una ratio% di vittorie del 10% e da quando sei professionista ti hanno inchiappettato a sangue mediamente una su due, ma quando ami ti senti appagato o favorito??
            Ma incomincia a vincerne per un paio di anni, ma per favore..:-)

          • mezeena10 18 Marzo 2015, 01:07

            Ma capisci quel che leggi??? o leggi solo quello che capisci???

          • zappinbo 18 Marzo 2015, 09:28

            Il mio commento non va bene?
            Non c’é in ogni post: “non dobbiamo sentrici favoriti sennó giochiamo male” ecc. “giochiamo meglio senza pressione”
            per me é una minchiata e ho spiegato perché. Allora?

  3. geo 17 Marzo 2015, 08:45

    Ma io credo che la vittoria con la Scozia ci abbia illuso, nel senso che più che altro se la sono persa loro la partita. Stanno facendo un gran lavoro ma i risultati si vedranno nel lungo periodo. Al momento lo stanno pagando tutto.
    La Francia è in crisi ma ha comunque una gran difesa e a questo punto si sono visti tutti i limiti della nostra nazionale che sono sempre gli stessi.
    Mi sembra che siamo sempre allo stesso punto.
    Non so quale potrebbe essere il nostro percorso, se concentrarci su un gioco più “sparagnino” (ma senza calciatore è dura) o cercare un gioco più “arioso”. al momento il percorso non mi sembra che sia chiaro …

    • M. 17 Marzo 2015, 09:04

      Avevamo un’apertura che ha giocato 2-3 allenamenti con gli altri. Poi è uscito anche Morisi. Nei trequarti non è che abbondassimo di giocatori in grado di far fare il “salto” o “inventare”.
      Per me era una partita ampiamente alla nostra portato, non foss’altro perché i francesi ci restituivano la palla sistematicamente. Il fatto è che noi siamo riusciti a fare peggio. E non era nemmeno una partita da spomparsi visti i tantissim in avanti e interruzioni, ora non ho la statistica ma l’impressione è che il gioco effettivo sia stato molto basso come minutaggio.

      • pesopiuma 17 Marzo 2015, 10:38

        Certo non è che avessimo grande talento tra i trequarti, questo è vero…ma a quel livello un minimo di capacità di lettura delle situazioni di gioco è doveroso. Palla in mano hanno sbagliato tutte le scelte. Poi, quantomeno raddrizzare la corsa e fissare l’uomo attaccando la linea ogni tanto sarebbe il minimo, eh…

        • mezeena10 17 Marzo 2015, 10:43

          e anche fare piu di 2 passaggi, mica è vietato! 🙂

          • venezuela 17 Marzo 2015, 10:45

            e magari non in avanti 🙂

          • ginomonza 17 Marzo 2015, 14:17

            Mez ti ho risposto su Burgess

  4. Andrea da Treviso 17 Marzo 2015, 09:18

    Orquera ha anche il coraggio di dare consigli l’unica cosa che dovrebbe dire è “non sono più altezza mi ritiro dalla nazionale” E cercare di fare la differenza con le zebre che anche li non sta facendo bene, molte volte in campo aggrava la già palese inferiorità nei confronti di quasi tutti gli avversari e la confusione nel gioco! (Passa quando dovrebbe calciare e calcia quando dovrebbe passarla).

    • gsp 17 Marzo 2015, 09:36

      Si ritira Orquera e chi gioca? gli va data ancora piú stima perché gioca pur non essendo al meglio. Lo stesso discorso per Bocchino, che pur essendo inadeguato va in campo e ci mette la faccia

      • Andrea da Treviso 17 Marzo 2015, 09:45

        Tanto vale far giocare Padovani Se uno con la sua esperienza gioca così!

        • gsp 17 Marzo 2015, 09:57

          Per fare che? Emettere giudizi definitivi sul ragazzo alla prima partita appena insufficiente?

        • western-province 17 Marzo 2015, 09:59

          scusa ma al massimo la colpa è di Brunel;
          Orquera ha tutto il diritto di continuare a giocare in nazionale se lo chiamano perchè lo ritengono utile, anzi sarebbe grave il contrario
          forse sarebbe meglio chiamare Padovani o Ambrosini ma di questo Orquera non ha colpe

          • mezeena10 17 Marzo 2015, 10:44

            ma infatti!
            mica puo andar li e dire “sono inadeguato, mi ritiro”..
            eddai su!

          • malpensante 17 Marzo 2015, 11:05

            Quante volte Luciano ha giocato con Luke estremo, Masi 12 e Morisi 13? Da quanto non lo chiama nemmeno per vedere un allenamento? Già per lui è un’annataccia, già è ragionevolmente sgonfio e deluso, c’era qualcuno che pensasse che va dentro, pronti via e fa girare la squadra? A parte l’infortunio, la gestione della mediana prima di Luciano è stata inguardabile, anche senza i suoi calci ad minchiam, liberi e non. Venti minuti palla in mano senza fare un centimetro e sbagliando tutto lo sbagliabile: pallacce lente, tarde, sparacchiate di Gori, Allan proprio negativo. Inutile giudicarlo se lo mandi in campo zoppo. Ma neanche prendersela con Orquera a prescindere dal come, dove e quando. Certo che non ha la personalità, la testa e le qualità di Jonno (che con allenatori babbalani, squadre messe male intorno e in giornata no, le sue partitacce se le è fatte pure lui)

          • M. 17 Marzo 2015, 11:08

            MA poi ha fatto sta partita così orrenda? Voglio dire, ok il calcio non buttato fuori e quello che ha portato alla meta dell’estremo ma a parte Minto, Biagi, Furno, comunque positivi, mi pare che Orquera non sia proprio stato tra i più negativi. Tenendo anche conto che è stato proiettato là un po’ così…

          • malpensante 17 Marzo 2015, 11:28

            Come ho scritto a caldo, io mi rifiuto di far l’elenco dei superstiti. Tra l’altro per me Josh ha fatto una partita disastrosa, e mi fermo qui.

          • mezeena10 17 Marzo 2015, 11:33

            piu che altro è stato nullo..

          • M. 17 Marzo 2015, 11:46

            Mah, andrei a vedere quanti placcaggi ha fatto, la mia sensazione era di vederlo un po’ ovunque.

          • gsp 17 Marzo 2015, 11:52

            ma pensa un po’ che a me Gori non era dispiaciuto, nel marasma generale.

            orquera l’ho visto applicarsi abbastanza in difesa.

          • pesopiuma 17 Marzo 2015, 12:38

            Beh, se proprio vogliamo dirla tutta, le responsabilità di Orquera sulla prima meta francese sono da condividere con tutta la linea difensiva, visto che Spedding in ripartenza si è fatto 30 metri in diagonale prima di trovare il buco senza un minimo di opposizione…
            Questo per confermare che, al di là di Orquera, hanno fatto tutti schifo…

          • mezeena10 17 Marzo 2015, 12:43

            placcaggi 5 vero..ma il resto è niente: 0 avversari battuti, 0 break, 0 ricicli, 0 piazzati, 4 metri guadagnati..
            4 kicks, 16 pass, 1 run..
            per me stats alla mano totalmente insufficiente!

          • mezeena10 17 Marzo 2015, 12:43

            e non in metà tempo come detto da qualcuno, Allan è uscito al 12° del primo tempo!

          • zappinbo 17 Marzo 2015, 13:06

            Anche per me Orquera non ha fatto cosí male domenica. Ho visto 2 placcaggi non male (dove il biondo di TV fa 2 passettini a lato)
            Scusate, questo giá non é un fenomeno e lo buttano dentro cosí, dopo infortunio e ritmo = 0, ha le attenuanti o no?
            Ho ce l’hanno solo i casi strani -per non dire sociali- usciti dal progetto apertura?

            Dite quel che volete, al mondiale ci si deve andare con Orquera, l’UNICO 10 italiano che ha (facciamo pure: puó avere) sufficiente personalitá e una partita di livello nelle corde.

            Eppoi: scusate, uno che é spompo e pure parla a fine partita é segno che altri non ce ne sono (parlo per esperienza:-)

            NON GHE NÈ

  5. Andrea da Treviso 17 Marzo 2015, 09:21

    Gli azzurri se vogliono riscattarsi sabato hanno unica possibilità vincere! Non basta una sconfitta onorevole!

    • Francesco.Strano 17 Marzo 2015, 12:18

      Quotone…… Vincere o altrimenti questa volta i rischi saranno pronti

      • western-province 17 Marzo 2015, 12:56

        vincere contro il galles in corsa per vincere il 6n;
        bello e impossibile

  6. Cannonball 17 Marzo 2015, 09:29

    La nazionale italiana è semplicemente una squadra mediocre. E tutto l’apparato rugby Italia non se ne fa una ragione. Continuiamo ad analizzare la situazione da un punto di vista molto vicino a quello dei tifosi, ma non è veritiero.
    Le prestazioni azzurre danno l’impressione del non giovane palestrato neofita. Colui che arriva, si mette i guantini, i vestiti tecnici, la borraccia e poi diventa paonazzo a fare i piegamenti da terra, mentre accanto ha un giovane definito che alza il bilanciere della panca piana con estrema disinvoltura.

    • fabrio13H 17 Marzo 2015, 10:42

      Grande commento! Non so se hai letto ieri quando scrivevo di una persona che voglia sollevarsi da terra tirandosi i capelli verso l’alto (l’immagine è tratta da: “Le avventure del barone di Münchhausen”) oppure dell’uomo anziano che si tinge i capelli, si veste da ventenne e prova a fare il brillante convinto di poter tampinare con successo le ventenni.

      • Cannonball 17 Marzo 2015, 13:08

        Purtroppo no! Ma mi fa piacere che ci sia condivisione di pensiero. Perché la sensazione da “fuori posto” e’ proprio tangibile

    • zappinbo 17 Marzo 2015, 13:13

      descrizione fenomenale. E aggiungo:
      Il tipo se la prende pure e fa l’offeso, perché é sicuro che l’esercizio é facile, ma qualcuno non gliel’ha voluto spiegare bene come si fa ed ora ha male alla schiena (e si sfoga con la moglie:-)

    • francesco totti 17 Marzo 2015, 22:17

      la nazionale azzurra è alla continua ricerca di tempi migliori… qualche partita buona ogni tanto (ma tanto tanto) ci esalta e ci da sensazioni che ci inducono a sopravvalutarla e a idealizzarla..
      però io non butterei via proprio tutto , e partite come contro scozia e Irlanda dimostrano che gli azzurri in campo non sono proprio degli ”0” o ‘fuori posto’..anzi dico che i ragazzi della nazionale per come sta il movimento rugby italiano in generale lo rappresentano e lo onorano fin troppo degnamente …
      una cosa mi ha colpito questo weekend (il famoso paragone tra galles-irlanda e italia-francia) e mi ha fatto riflettere su quale sia il vero gap che probabilmente esiste tra noi e le nazionali più accreditate: la profonda cultura rugbystica intesa come mentalità che poi si traduce in prestazioni eroiche sul campo . noi da questo siamo ancor molto lontani perché prima di essere forti e vincere sul campo bisogna essere forti nella testa. rugbysti puri e convinti .

  7. berton gianni 17 Marzo 2015, 09:31

    Oltre che per OP, chiedo scusa x l’ OT…ma visto che c’è l’ha mandato Fracasso…questo è x lui.
    Non esprimo parere sulla mancata convocazione di gigiRizzo e Cosafai perche’ non so il loro reale stato di forma, ma su TeleCastro…
    Non so se, a sto punto, il cane gli abbia morsicato solo il naso o qualche altra protuberanza perche’ lasciarlo fuori, per scelta tecnica, la giudico una bella stronzata.
    Ferma restando la liberta’ di scelta di JB, palesemente, non avrei visto male un utilizzo di teleCastro, partendo dalla bench.
    Ma, a parte la mia opinione, non mi pare una scelta ne’ ben fatta, ne’ logica.
    Questo perche’ non ritengo che la nostra iper piacevole, libidinosa et lussuriosa vittoria sia giunta dopo una grande partita, per cui non boccerei tutti gli assenti ne’ promuoverei tutti i presenti.

    • Giovanni 17 Marzo 2015, 10:05

      Certo che tra il “nas’ ‘e can” di Castro ed l’augello ferito di Haimona, non si son fatti mancare nulla quest’anno.

      • Sergio Martin 17 Marzo 2015, 10:28

        Peraltro, con tutto quello che è successo dopo la vittoria contro l’Irlanda nel 2013, mi sento molto affine ad Haimona, in questo momento. Comunanza di patimenti e stato d’animo.

        • Giovanni 17 Marzo 2015, 10:30

          Anche tu fosti “ferito nell’onore” dopo Ita-Irl…?

          • mezeena10 17 Marzo 2015, 11:39

            “..cavaliere egli era assai valente
            ed anche in quel frangente
            d’ onor si ricoprì”..

    • Maggicopinti 17 Marzo 2015, 12:06

      Possiamo almeno evitare abitudini da calciofili come quella di storpiare i nomi dei giocatori, manco fossimo Emilio Fede?

  8. berton gianni 17 Marzo 2015, 09:33

    Chiedo scusa a Redazione e forumisti…questo copia incolla nn e’ riuscito !
    Era una intervista di ieri a Sespusso sulla Nazionale. Pensa te cosa e’ venuto fuori..

    • fracassosandona 17 Marzo 2015, 11:20

      ed io che stavo già facendo sciarade ed anagrammi per carpire il messaggio nascosto nel tuo post di cui sopra…

  9. Giovanni 17 Marzo 2015, 09:51

    Stavolta non è stata una questione di “presunzione” come avvenne contro la Scozia nel 2011 e nel 2013. Il problema è che gli azzurri non sono abituati a gestire la fase d’attacco da favoriti (e sottolineo favoriti). La Francia ci ha aspettati, un po’ per prudenza ed un po’ per timore. In campo si è visto: l’iniziativa l’abbiamo tenuta noi per i primi 20-25 minuti. E lì sono emersi tutti i limiti nostri, dei giocatori certo, ma ancor più limiti stutturali, visti e rivisti già in passato. Mi viene da pensare all’Argentina affrontata all’Olimpico nel Novembre 2013. L’Italia che sa, sente che può fare il grande colpo, che può battere un avversario forte ma in difficoltà, ma che deve costringere la difesa avversaria a lavorare molto per creare i buchi giusti in cui potersi infilare. Ma non ce la fa perchè non è quello il tipo di gioco a cui gli azzurri sono abituati, nessuno ha mai insegnato e costretto loro ad assimilare quel tipo di gioco. E, non avendolo, non hanno neanche la mentalità vincente che sostenga la tenuta mentale, necessaria per i giocatori. Così bastano due piazzati falliti e le certezze degli azzurri, basate su “piedi d’argilla”, vengono giù con facilità. In fondo sullo 0-6 e perfino sullo 0-9 c’era ancora la possibilità di rimettere in piedi l’incontro, quanto meno di provare a giocarselo, ma gli azzurri hanno perso completamente ogni fiducia in sè e si vede chiaramente: il II tempo ha il destino segnato, in campo c’è solo la Francia che, peraltro, non fa nulla di eclatante, se non ridurre al minimo gli errori. E con la perdita della fiducia si assiste al crollo anche di storiche certezze acquisite, come la mischia chiusa che viene sistematicamente arata da quella transalpina per tutta la seconda metà di gara o la maul, a cui gli azzurri provano a ricorrere in un paio di circostanze nel II tempo, e che, a differenza della partita con la Scozia, non porta alcun risultato tangibile.
    L’Italia è un po’ come quello studente che per poter riuscire a rendere deve avere una tale sicurezza in sè che deriva solo dall’avere letto, riletto e ripetuto decine e decine di volte il libro di testo che fa da base per l’esame che dovrà sostenere, fino al punto tale da conoscerlo alla perfezione ed averne assimilato ogni singola riga di pagina e perfino la note a margine. Se solo manca una mezza paginetta o ci sono dubbi sull’interpretazione di un paragrafo, ecco che le difficoltà si fanno largo e le insicurezze minano ogni buon proposito singolo e collettivo.
    Negli sport di squadra poi, la difesa è sempre la parte più semplice su cui lavorare: è così nel calcio, nel basket, nella pallavolo e nella pallanuoto. “Difendiamo alla morte” è lo slogan che tutti abbiamo sentito dire o che abbiamo esclamato nella classiche partitelle tra amici, prima o poi. Basta che ognuno sia conscio del proprio ruolo, di ciò che deve fare e di come vada fatto e già si possono ottenere buone performance. Ma l’attacco no, l’attacco non si può improvvisare: è un lavoro certosino, richiede tempo, pazienza, sforzo individuale e collettivo, ottima padronanza dei propri mezzi tecnici ed atletici, confidenza e consuetudine coi compagni, automatismi pressocchè perfetti ed ancora fantasia, inventiva, capacità di interpretare a volo situazioni improvvise e tante altre cose ancora. Non è per nulla semplice e se non si ha il background adeguato alle spalle, perfino una Francia sterile ed insicura diventa un Everest invalicabile. Gli azzurri invece sono molto più abituati o all’exploit del singolo (Campagnaro a Cardiff, Sarto a Dublino, Morisi a Twickenham) o alla forza del pack e della maul, lidi collaudati in cui rifugiarsi per ritrovare le proprie certezze. L’Italia compirà il balzo in avanti nella qualità del proprio gioco, il giorno in cui la vedremo capace dei multifase tipo quello dell’Irlanda contro il Galles: ne conseguiranno risultati migliori e con essi maggiori certezze che renderanno anche meno difficoltoso superare i momenti di sbandamento che possono arrivare durante un match.

    • FRANCO 17 Marzo 2015, 10:12
    • Sergio Martin 17 Marzo 2015, 10:29

      Bravo Giovanni. Con questo intervento possiamo chiudere e sigillare i commenti al post.

      • Giovanni 17 Marzo 2015, 10:31

        Esagerato! Piuttosto mi scuso per non esser stato più sintetico: che la SanIsidrite si stia impadronendo di me??

        • malpensante 17 Marzo 2015, 11:08

          Me lo sono chiesto anch’io. 🙂

          • malpensante 17 Marzo 2015, 11:23

            E non sono granché d’accordo. Tutta ‘sta roba psicologica mi mette l’orticaria, e che i francesi nei primi 20 minuti avessero qualcosa in testa, per me si ricordavano neanche la marsigliese. Li avrebbe massacrati chiunque avesse la più modesta, bosucca e scolastica organizzazione della linea arretrata. A discolpa, le pessime prestazioni individuali: se la palla ti casca regolarmente o te la spediscono col drone, mica è colpa del capostazione. Semmai ha fatto male a chiamarti, ma pover’uomo anche lui, non è che abbia a disposizione le pagine gialle, basta un taccuino di una paginetta.

          • Giovanni 17 Marzo 2015, 11:44

            Non era mia intenzione procurare problemi cutanei. 🙂
            Può darsi che sia come tu dici, ma resta da capire come mai di palloni ne cascassero decisamente meno nelle partite precedenti, se, come tu sostieni, con questa Francia avrebbe vinto chiunque sia dotato di un minimo d’organizzazione. Io non li ho considerati fuoriclasse dopo Murrayfield, ma nemmeno imbrocchiti tutti quanti domenica. Ed allora come si spiega una siffatta debacle collettiva?

          • malpensante 17 Marzo 2015, 11:58

            Che ti è toccato fare la partita.

          • San Isidro 17 Marzo 2015, 14:20

            Giovanni, modestamente, l’ho inventato io…

    • fabrio13H 17 Marzo 2015, 11:00

      Eccellente analisi Ma a questo, se, come scrivi “…deve costringere la difesa avversaria a lavorare molto per creare i buchi giusti in cui potersi infilare. Ma non ce la fa perché non è quello il tipo di gioco a cui gli azzurri sono abituati, nessuno ha mai insegnato e costretto loro ad assimilare quel tipo di gioco”, io rilancio chiedendomi e chiedendo se non sarebbe utile, oltre certo a qualcuno in gamba a insegnarlo fin da bambini quel tipo di gioco, e a qualcuno bravo a salvare il salvabile tentando di insegnarglielo a quelli che sono adulti in questo momento, fare più confronti con squadre all’incirca alla pari e anche inferiori in modo da avere verifiche sul punto a cui siamo in quelle abilità e di avere più possibilità di provare utilizzare quegli schemi con ragionevoli possibilità di successo innescando così un ciclo di miglioramento pur se inizialmente su ritmi più bassi? Purtroppo è stata fatta passare, ed è anche passata storicamente fin dalla mia generazione che ha vissuto come mito il 5N in bianco e nero e forse da quelle ancor precedenti, la convinzione che solo giocare con chi ci è superiore sia utile e l’ipotesi da me fatta viene vista come il ritorno della peste.

      • fabrio13H 17 Marzo 2015, 11:12

        …non per commentarmi da solo 😀 ma me n’è venuta in mente un’altra. Ricordando certe partite con Canada e USA di stagioni recenti, oltre a tutte le sfide con le “3 del Pacifico”, io ho forti dubbi che riusciremmo a imporre un gioco di logoramento multifase, come ha fatto l’Irlanda qualche settimana fa con noi, anche a Georgia e Romania e che non dovremmo invece ricorrere a gran carrettini e a qualche iniziativa personale per provare a vincerla. La partita con la Russia della RWC 2011 farebbe invece pensare che le nazionali alle quali riusciamo veramente a imporre un gioco d’attacco, comincino da quel livello in giù, vale a dire dal 20esimo posto del ranking o giù di lì.

      • Giovanni 17 Marzo 2015, 11:35

        Grazie. Con le squadre inferiori non è molto produttivo giocare, se non una volta ogni tanto, perchè, essendo più lente e meno precise nei tempi d’esecuzione, ne deriva che il nostro gioco venga testato in misura minore. Alla lunga, vincere con loro porterebbe all’illusione di aver raggiunto quei livelli superiori di gioco che da anni ci poniamo come obiettivo e, di fronte alle squadre più forti, ne verremo cocentemente disillusi. E’ un po’, temo, ciò che sta in parte già avvenendo a livello juniores, dove col meccanismo preselettivo delle accademie si crea una “classe d’elite” che si convince (e compiace) delle proprie doti e poi, di fronte ai pari età del tier-one, scopre improvvisamente come la realtà sia differente. L’ideale sarebbe giocare più spesso contro squadre grosso modo sullo stesso nostro livello come Scozia e, in parte, Argentina. Meglio ancora sarebbe se Georgia e Romania si avvicinassero ulteriormente al nostro di livello: sarebbe per noi un pungolo, sia sul piano del gioco che su quello politico.

        • fabrio13H 17 Marzo 2015, 12:07

          Sono d’accordo su ciò che dici soprattutto riguardo ai confronti con le Nazioni di quella che io chiamo “seconda fascia effettiva” ossia Scozia, Argentina aggiungo le “3 Pacifiche” e il Giappone. Tuttavia rimango dell’avviso che il dimostrare di riuscire, certo ogni tanto, a imporre a qualcuno il proprio gioco in tutte le parti del campo come fanno le nazioni del SANZAR con noi, e non si schifano di farlo, utilizzandolo magari, come fanno loro, anche per entrare in forma per partite successive, per provare nuovi elementi e nuovi schemi e, nel nostro caso, anche per iniziare ad acquisire la capacità di logorare l’avversario senza logorarci prima noi, anche se per il momento a ritmi più bassi, farebbe tutt’altro che male. Il che non dico di fare con la Slovenia ma per esempio con gli USA, che negli ultimi due confronti, RWC’11 e TM del 2012, abbiamo battuto con la mischia e con iniziative personali tipo una gran corsa di Gori, e con il Canada con il quale, nel TM del ’12, abbiamo sofferto non poco e per quel che ricordo, anche lì abbiamo vinto soprattutto con la mischia che era più che dominante ma, nonostante ciò, siamo stati in bilico nel punteggio fino agli ultimi minuti a mio avviso proprio per l’incapacità di avere solide soluzioni a tutto campo. Cominciamo a lavorarci su sia pure a livelli più lenti, che comunque i giocatori hanno poi i club professionistici per i ritmi veloci e i TM con Nazioni pari e superiori, che certo dovrebbero continuare a giocarsi.

          • Giovanni 17 Marzo 2015, 12:21

            Il Canada ce lo ritroveremo a Settembre alla RWC e, a mio avviso, sarà un test molto impegnativo…e per scaramanzia preferisco non aggiungere altro!

        • pesopiuma 17 Marzo 2015, 14:52

          potrebbe però avere senso incominciare a impostare i turni di test match in ordine progressivo…il primo incontro con una avversaria al di sotto nel ranking, il secondo con un’avversaria pari (livello di Scozia o Samoa, per esempio), il terzo con una di tier 1…

          • western-province 17 Marzo 2015, 17:35

            i tm grosso modo sono già impostati così
            nov2014 Samoa/Argentina/SAF
            giu2014 Fiji/Samoa/Giappone
            nov2013 Fiji/Argentina/Australia
            giu2013 Sco/Samoa/SAF
            giu2012 USA-Can-Arg

          • pesopiuma 18 Marzo 2015, 11:14

            Beh, oddio, dal 2013 l’unica che sulla carta partiva come sfavorita contro l’Italia è stata il Giappone (che poi tanto ci ha battuto lo stesso). Le altre tutte pari o più forti.

      • megu65 18 Marzo 2015, 00:23

        da genitore e assistente allenatore di minirugby(nel senso che assisto in silenzio e raccolgo gli ovali vaganti) ti confermo che la paura di attaccare è frutto evidente della scarsa assuefazione al contatto, all’individualismo ormai iper radicato e da molta cultura, anche pallonara, dove attingono i nostri figli per giustificarsi, non prendersi le responsabilità ma soprattutto non rischiare MAI.
        Noi ce la mettiamo tutta come genitori, per rendere migliori i nostri figli ma soprattutto i due allenatori che ho conosciuto in Italia prima e qui in Congo adesso mi sembra che siano bravi a lavorare su questi aspetti fondamentali del gioco oltre che naturalmente sugli skills individuali

    • Cannonball 17 Marzo 2015, 11:57

      Parli di inventiva, e poi fai l’esempio Irlanda? Anche a me gli irish piacciono da matti, ma giocano un rugby iper strutturato con un timoniere come Schmidt che sa perfettamente come plasmare il play book a seconda della situazione. Maul, drive e organizzazione del pack sono altre fasi strutturate. Ciò che ci manca non è la scelta se giocare un rugby di situazione o un rugby a struttura. Ci manca la qualità media dei singoli, con cui poter fare o l’uno o l’altro gioco.
      Se non vinci mai gli impatti, e hai solo 1/2 giocatori che possono fare la differenza nella sfida individuale, di che stiamo parlando?
      Io credo che in media ogni nostro giocatore del primo XV sia in sesta posizione rispetto alla qualità dei dirimpettai del Sei Nazioni. Un Vunisa è meglio di un O’Brien, un Cowan, un Lauret?

      • Giovanni 17 Marzo 2015, 12:06

        Sul paragone uno-ad-uno non discuto: a parte Parisse ed un altro paio, siamo inferiori in quasi tutti i confronti. Ma questo sulla carta: quando poi si va in campo contano i fatti. Ed allora mi chiedo (e ti chiedo) come sia stato possibile venir messi sotto così di brutto in quello che è un nostro tradizionale punto di forza come la mischia ordinata?

        • Cannonball 17 Marzo 2015, 13:19

          Guarda, qui si entra in un discorso lungo e complicato. Intanto partiamo dal presupposto che io non mi sono mai arrapato per la nostra presunta e autoincensata superiorità del pack. Quando Cecinelli urlava Lo Cicevooo avevo solo astio. Quella italiana e’ una mischia normale, logora nelle soluzioni da anni di scelte sistematiche comandate dai boss Parisse, Castrogiovanni, Bortolami.. Il nostro pack, di livello medio su scala internazionale soffre come tutta la squadra il deficit di adattamento. Mentre e’ palese che i top team studiano le rimesse e le caratteristiche delle prime linee da fasi statiche, mi pare che lo stile italiano sia quello di riscaldare la minestra andata bene una settimana prima. Questo vale sul binario che ci porta da Edimburgo a Roma. In generale ti ripeto che e’ una questione di aspettative. Di guerrieri samurai che fanno placcaggi spaccaossa e recupero ossessivo del pallone ne abbiamo 1/2 (dove il secondo e’ in ripresa ma ancora appannato rispetto al 2013). Con dei giocatori così puoi impostare strategie legate al mantenimento del possesso, non alla demolizione dei primi otto avversari come fa Irlanda e Inghilterra.

          • Giovanni 17 Marzo 2015, 14:05

            Aspetta, io parlavo del multifase irlandese contro il Galles come esempio specifico di situazione in cui l’attacco funziona perchè ogni singolo componente ha skill elevati e sa esattamente cosa fare e quando farlo: dagli avanti che vanno al sostegno col timing giusto, al mm che riapre il gioco già sapendo dove trovare chi e dosando il passaggio in modo adeguato, ai trequarti che ricevono palla essendo già in movimento e così via. Se i dragoni non hanno subito la meta è stato solo grazie ad un difesa mostruosa. Ma lo usavo come idea di qualcosa a cui dovremmo cercare di avvicinarci, non certo come stile di gioco da adottare passivamente. Nè giocare bene garantisce la vittoria, come appunto successo all’Irlanda col Galles. Ma se acquisici gli automatismi di gioco e riesci a mettere in difficoltà o, quanto meno, ad impegnare severamente i tuoi avversari, ne cresce di sicuro la tua autostima.

        • Cannonball 17 Marzo 2015, 14:25

          Guarda, credo che il modello a cui dovrebbe ispirarsi l’Italia, in quanto squadra con un tasso di qualità inferiore alle prime 10 del mondo sia quello dell’Argentina di Loffreda. Almeno se si vogliono dei risultati sul breve (cosa da non schifare visto che a forza di guardare sul lungo periodo non vinciamo mai).
          Quella squadra era molto pragmatica. Uso del piede chirurgico fino ai 22 mt avversari. Solidità granitica dei primi otto e mediana tremendamente efficace. Un sistema difensivo mutuato dal rugby seven per i trequarti che erano bravissimi a difendere in spazi allargati.
          Certo, anche lì gli interpreti erano di qualità superiore. Ma noi possiamo permetterci di fare un rugby espansivo, con skills approssimative, nei primi 30 minuti con la Francia e poi non portare a casa un punto?

          • Giovanni 17 Marzo 2015, 14:54

            Hai detto poco! Le sapevano fare quelle cose i Pumas. In più ci aggiungo che hanno storicamente una tenuta alle difficoltà e alla pressione superiori alla nostra. Inoltre nel seven abbiamo appena iniziato ad affacciarci: è un altro settore dove dovremmo investire di più.

    • San Isidro 17 Marzo 2015, 14:58

      dopo l’espressione poetica “lidi collaudati in cui rifugiarsi per ritrovare le proprie certezze” per la serie “E il naufragar m’è dolce in questo mare”, @Giovanni presidente dell’Avvocata-Montecalvario subito!
      D’accordo sull’analisi della partita di domenica, tuttavia non credo che l’Italia non sia capace di organizzare un bel gioco in attacco, anzi più volte lo abbiamo visto…e della nostra incosistenza contro la Francia ancora devo capire se si è trattata di una questione mentale o della pochezza del game plan, fatto sta che i due calci sbagliati di Allan e Orquera ci hanno condizionato…
      Sul discorso attacco/difesa hai ragione, anche se pure difendere non è semplice nel rugby…ricordo che nelle partitelle d’allenamento quando ci suddividevano in attacco e difesa a me piaceva più difendere, fare un placcaggio fatto bene penso che sia la cosa più adrenalinica di questo sport, anche perchè con la palla in mano ero una pippa, andavo a fare a capocciate pure in 5 vs 1…una volta in una partita d’allenamento contro quelli della Capitolina uno mise la mano sul pallone, altri due mi presero per le gambe mi portarono a spasso per dieci metri prima di scaraventarmi in touche…

      • Giovanni 17 Marzo 2015, 16:27

        In effetti i “lidi” non potrebbero mai essere “collaudati”, casomai “conosciuti”…cmq, è inutile che cerca di adularmi con fantomatiche promesse di poltrone: la lista PosillipOvalia non si lascia corrompere…almeno, non così facilmente 😀
        P.S.: “altri due mi presero per le gambe mi portarono a spasso per dieci metri prima di scaraventarmi in touche”, e tu non provasti a giocarti l’arma segreta? Coinvolgerli in una dissertazione sulle teorie più avanzate di Zizek! 😉

        • San Isidro 17 Marzo 2015, 16:34

          un pò difficile discutere con l’avversario di filosofia e teorie cinematografiche nel corso di una ruck o di una maul, un giorno ci proverò…

    • Hullalla 18 Marzo 2015, 10:07

      Personalmnte non sono convnto che difendere sia piu’ “facile” che attaccare.
      E’ che ovviamente prima regiatri la difesa e solo dopo cominci a lavorare sull’attacco.

  10. FRANCO 17 Marzo 2015, 10:11
  11. frank 17 Marzo 2015, 10:44

    “l’underdog che soffre i pronostici”

    “Che partire da favoriti ci mette addosso una pressione che forse non riusciamo a gestire.”

    @redazione

    non capisco una cosa: l’Italia era data favorita in che senso?

    tutti i principali bookmakers (italiani e britannici) davano la francia vincente intorno a un handicap di 7-10 punti.

    continuo a non capire in che modo saremmo stati dati per favoriti sabato….senza polemica, solo che non mi trovo molto in queste affermazioni.

    frank

    • frank 17 Marzo 2015, 10:44

      scusate, domenica, non sabato.

      • western-province 17 Marzo 2015, 17:42

        è che quando non siamo fortemente sfavoriti noi ci consideriamo favoriti; ti faccio un schemino
        vittoria Italia pagata 10:1==>ce la possiamo fare dai ragazzi
        vittoria Italia pagata 5:1==>sarà dura ma ho buone sensazioni
        vittoria Italia pagata 2:1==>eddai che abbiamo i favori del pronostico
        vittoria Italia pagata 3:2==>maccheggiocate a fare che tanto ve distruggemo

  12. Toto 17 Marzo 2015, 11:17

    Buongiorno a tutti.
    Seguo fedelmente questo blog anche se non scrivo quasi mai.
    Credo che la questione del calciatore sia della massima importanza. Contro la Francia, l’impressione che ho avuto, e mi pare di capire condivisa da molti, è che gli azzurri siano andati in bambola dopo i piazzati mancati. entrambi, tra l’altro, non impossibili.
    Aldilà di questo, negli ultimi anni abbiamo perso partite su partite per colpa di questa lacuna. Oltrechè si vede che c’è una differenza di spessore tra calciatori stranieri, che adeguano i calci anche alle condizioni meteo, e i nostri.
    Vi chiedo, voi che di rugby ne capite certamente più di me, quelle partite se le avessimo vinte non ci avrebbero dato confidenza, punti nel ranking e autostima? Non sarebbe il caso di dedicare più risorse all’insegnamento delle skills specifiche e all’allenamento di questo fondamentale?

    • fabrio13H 17 Marzo 2015, 11:36

      Mi permetto di consigliarti l’analisi che fa @Giovanni in un commento delle 9.51. Perdiamo o non vinciamo quando sembriamo (e sottolineo questa parola) esservi vicini, per il fatto che ci sono molti parecchi aspetti del gioco, oltre a quello dei calci, sui quali siamo inferiori in modo più netto di quanto non vogliamo ammettere rispetto a chi ci sta davanti. Peraltro vogliamo ostinatamente continuare a confrontarci solo o prevalentemente, con queste Nazioni.

  13. Toto 17 Marzo 2015, 11:45

    Splendida ed acuta analisi, quella del post di @Giovanni!

  14. Toto 17 Marzo 2015, 11:46

    Ps Grazie @fabrio, mi era sfuggita.

  15. gian 17 Marzo 2015, 11:47

    apprezzo luke ed orquera, detto cose giuste e si sono presi la responsabilità, capisco meno le esternazioni di masi e gelden
    il problema rimane sempre quello, è 15 anni che facciamo il 6N e 5 che giochiamo solo con pro, è possibile che ancora “non sappiamo gestire certe situazioni”? allan si era fermato durante il riscaldamento ed i medici hanno detto ok, ma siamo pazzi? orquera è il secondo di padovani, porta padovani, accidenti, da lui accetto molto di più errori di non confidenza! abbiamo gli allenatori dei piazzati, ma abbiamo una media da squadra di serie C formata da ciccioni, facciamoci delle domande o facciamo, come si faceva a 13 anni, una gara di piazzati tra i convocati per vedere chi ha la percentuali migliori! “dobbiamo imparare a fare 35 fasi per mettere in difficoltà gli avversari”, vero, ma sapete la differenza tra fare 3 fasi e 35? il fiato, l’organizzazione e la lucidità mentale….che dei pro non riescano a sviluppare più fasi di una squadra di eccellenza, nonostante la forza della difesa, significa solo che il problema è nell’organizzazione e/o nella lucidità mentale!
    quello che non è accettabile, in fondo, è che questi ragazzi avrebbero tutte le armi per competere al pari degli altri e portarsi a casa le partite che li vedono favoriti, solo che non ne sono capaci (che dipenda da loro o da fattori esterni non lo so) e non sembrano avere quella rabbia e cattiveria da frustrazione che ci si aspetterebbe, anzi, sembrano apatici, pare di vedere le vecchie pagelle: il ragazzo è intelligente, ma non si applica!

    • Stefo 17 Marzo 2015, 11:57

      @ gian di solito son d’accordo con te ma oggi devo farti una domanda: “portarsi a casa le partite che li vedono favoriti”…ma favoriti da chi?Dai tifosi?Da Planetrugby che nel dare l’Italia vincente di 4 sottolinea che fa un pronostico “bold”?Dai media italiani che hanno spacciato Edinburgo per una grande prestazione?

      • gian 17 Marzo 2015, 12:06

        giusto, @stefo, meglio dire “la maggior parte delle partite a portata”, ho usato il termine “favoriti” per legarmi al titolo dell’articolo (che parla di pronostici ed underdog), noi potremo parlare di partire favoriti solo quando avremo una media del 50% di vittorie continuando a giocare solo contro le tier1 e 2

        • western-province 17 Marzo 2015, 12:30

          si può parlare di essere favoriti solo quando chi accetta scommesse per lavoro ci da’ favoriti
          (questo te lo dico da tifoso che pensa di poter vincere anche contro gli AllBlacks) 🙂

          • Stefo 17 Marzo 2015, 12:35

            Bravo wp…

          • Giovanni 17 Marzo 2015, 12:56

            Ok, non eravamo favoriti.
            Possiamo convenire sul fatto che alla vigilia si presentava di fronte a noi una Francia vulnerabile come non mai? Su questa espressione ritieni/ritenete che possiamo trovare un comune punto d’accordo?

          • Stefo 17 Marzo 2015, 13:21

            Giovannie’ quello che diciamo…ma non e’ una differenza da poco

          • gian 17 Marzo 2015, 21:26

            altra ottima discriminante 😀

  16. Stefo 17 Marzo 2015, 11:53

    Anche io sta storia dell’essere favoriti non la capisco, ma secondo me il peccato originale e’ l’aver fatto passare per “grande prestazione” la vittoria ad Edinburgo dove molti dei problemi erano ssempre li’, dall’imprecisione nei piazzati (non capita ad ogni partita di far meta con la palla che rimbalza da un palo su punizione), a delle voragini difensive impressionanti (ed ad Edinburgo gli scozzesi la maggior parte di quelle voragini non le hanno sapute punire), ad una mancanza di idee ed inneficacia nel gioco quando si prova ad andarer a largo salvo giocate dei singoli che capitano ogni tanto.
    La vera differenza tra Edinburgo e’ Roma e l’unica cosa che nella vittoria aveva funzionato e domenica no e’ stato il pack in tutti gli aspetti del gioco, dai set pieces, al portar palla, ai bd…a questo si aggiunga che pur giocando male la Francia non ha giocato malissimo come gli Scozzesi…e l’Itlia invece che giocare malino come ad Edinburgo ha giocato malissimo a Roma.

    Palrare di problema mentale e basta e’ limitatitvo, e’ il dito dietro cui si cerca di nascondersi e giustificare le cose, come quelli che scotennano Orquera o Sarto o altro singolo pensando che basti cosi’ poco per cambiare le cose.

    • gian 17 Marzo 2015, 12:11

      diciamo che l’italia ad edimburgo ha giocato al suo livello e dimostrato una solidità mentale inaspettata ed insperata (infatti a roma….), sicuramente la sorte ci ha restituito un po’ di quello che nel tempo ci aveva tolto in altre occasioni, ma una grande prestazione no, certo che se domenica la testa fosse rimasta la stessa credo che con la mischia avremmo tenuto, le maul sarebbero andate dritte e, forse, il risultato sarebbe potuto essere ben diverso

      • Stefo 17 Marzo 2015, 12:15

        gian ok, una piccola nota, la scozia trova la touche sulla punizione a due minuti dalla fine e tutti discorsi fatti dopo Edinburgo volano via come un castello di carte…

        • gian 17 Marzo 2015, 21:30

          a quello e alla meta di sponda mi riferivo con quello che la sorte ci aveva restituito 🙂
          comunque è appurato, è uno schema delle zebre, ci abbiamo provato pure con la francia, ma allan ha sbagliato il palo perché non lo conosce bene, mentre al secondo tentativo quasi ci riusciva di nuovo, ci ha sfavorito il rimbalzo perché orquera è fuori forma, se c’era haimona finiva in mano a noi e, oplà, il calcio da 7 punti era servito di nuovo 😉

    • Giovanni 17 Marzo 2015, 12:13

      @Stefo: son d’accordo che la vittoria di Edimburgo non sia stata una grande prestazione e che abbia fatto passare in secondo piano i problemi che conosciamo e che abbiamo rivisto domenica. Però contro gli scozzesi non si son visti certi “orrori” visti all’Olimpico. E forse non saremo stati favoriti, ma non puoi negare che una Francia così mal messa non l’avevamo mai avuta di fronte in 16 anni di torneo. Tu stesso durante e dopo la partita hai scritto di aver visto un gioco transalpino molto deludente. Non sono così covinto che abbiano giocato peggio degli scozzesi, quanto meno non nel I tempo. Resto convinto che abbiamo dato loro una grossa mano e con ciò non dico che l’avremmo vinta, ma di certo mi aspettavo un Italia migliore.

      • Giovanni 17 Marzo 2015, 12:16

        Correggo: “Non sono così convinto che abbiano giocato meglio degli scozzesi…”.

      • Stefo 17 Marzo 2015, 12:20

        @Giovanni la Francia ha giocato male, ma non male come la scozia che dopo la meta d’intercetto e’ andata in letargo!
        La Francia e’ ai minimi storici non c’e’ dubbio al riguardo ma per battere i loro minimi sotrici devi fare una buona prestaizone o sperare che loro ne combinino una piu’ di te…non e’ andata cosi’.

        • Giovanni 17 Marzo 2015, 12:24

          Resta il fatto che due anni fa li battemmo. E non erano ai minimi storici.

          • Stefo 17 Marzo 2015, 12:32

            Giovanni due anni fa?Presero il cucchiaio di legno…erano messi male, eccome se erano messi male…stessa gestione PSA senza senso…loro giocarono male e l’Italia fece una buona prestazione.

          • Giovanni 17 Marzo 2015, 12:37

            Quindi, anche stavolta, se avessimo disputato una partita migliore ce la saremmo potuta giocare.

          • Stefo 17 Marzo 2015, 12:42

            Certo e non mi apre di aver scritto il contrario da nessuna aprte anzi…lo scrissi prima della aprtita che per me l’Italia non era favorita, che la Francia era vulnerabile ma che sarebbe servita una buona prestazione epr vincere e che giocare come ad Edinburgo non sarebbe bastato…son riusciti a giocare peggio.

          • Stefo 17 Marzo 2015, 12:43

            Scritto tra l’altro anche li’ si sopra: “per battere i loro minimi sotrici devi fare una buona prestazione o sperare che loro ne combinino una piu’ di te”

          • Giovanni 17 Marzo 2015, 13:00

            Contesto il fatto che ad Edimburgo abbiamo giocato altrettanto male. Secondo me domenica è stato peggio. E non son convinto che la Francia di due anni fa fosse messa male quanto quella attuale. Ma rispetto i tuoi punti di vista.

          • Stefo 17 Marzo 2015, 13:10

            Giovanni e contesti qualcosa che ho scritto simile a te: “l’Itlia invece che giocare malino come ad Edinburgo ha giocato malissimo a Roma.”
            Sulla Francia, e’ messa peggio eprche’ si protrae una situazione da anni, ma quella Francia era messa male, molto male…risultati e cucchiaio di legno son li’ a testimoniarlo.

          • Stefo 17 Marzo 2015, 13:14

            Che l’Italia abbia giocato altrettanto male non l’;ho scritto, anzi ho scritto in un caso malino nell’altro malissimo….

      • Rabbidaniel 17 Marzo 2015, 12:31

        La differenza è che a Edimburgo avevi davanti una squadra che nel secondo tempo era spompata e suicidaria. E molto è stato dato da episodi come il calcio di Horne che non ha trovato la touche. A Roma c’era una Francia che, per quanto inguardabile, a) doveva vincere b) si è appoggiata a fisico, qualità individuale e alla nostra magrissima vena.
        Tutti siamo contenti di aver vinto a Edimburgo, ma, come una rondine non fa primavera, una vittoria contro la Scozia non cambia una squadra. Come ha detto Munari in mirabile sintesi, le nostre vittorie sono episodiche e non sistemiche, episodiche soprattutto con squadre che non siano Scozia, isolane a novembre ecc.

        • ginomonza 17 Marzo 2015, 13:01

          Rabbi che siamo scarsi va bene però lasciamo stare gli episodialtrimenti posso dire che se haimona non telefona il passaggio la Scozia non avrebbe segnato alcuna meta e se…se.. sarebbe stata un’altra partita.
          Io invece penso che la Scozia se la sia fatta sotto perché si giocava il cucchiaio in casa sua e noi fatto quell’obbrobrio di partita perché non siamo in grado di fare due partite di seguito decenti.

          • Rabbidaniel 17 Marzo 2015, 13:29

            Gli episodi contano in una partita in cui hai possibilità di vincere. E sono stati bravi ad approfittarne. Riprendo Munari che parla di vittorie occasionali/episodiche perché questa è la nostra dimensione. Contro la Francia eravamo favoriti? Non credo proprio, piuttosto avevamo possibilità di giocarcela visto che noi venivamo da una vittoria e loro da controprestazioni orripilanti. Il 29-0 è pesante perché figlio di tanti vulnus nostri, prima di tutto la scarsità di giocatori e con poche alternative rodate nel rugby moderno non vai da nessuna parte. E in vista del mondiale dovremmo porci qualche domanda, visto che abbiamo affrontato le teste di serie del nostro girone.

          • ginomonza 17 Marzo 2015, 13:37

            Rabbi sono d’accordo e l’ho detto che siamo scarsi però la questione degli episodi : o si citano tutti o nessuno.
            Quello di haimona e’ stato un episodio costatoci una meta quello di horne pure, costato alla Scozia la meta.
            Tutto li’:fine

          • Stefo 17 Marzo 2015, 13:44

            @gino non credo che rabbi discuta o ponga troppo l’accento sui singoli espisodi ma sull’aspetto generale della partita, di quello che ha detto poi Munari, e di come la partita di edinburgo e’ stata poi analizzata e troppo enfatizzata…sbaglio Presidentissimo?

          • Rabbidaniel 17 Marzo 2015, 14:01

            Sì Stefo, l’episodicità delle vittorie in genere, gli episodi all’interno di una partita ci sono per tutti.

          • ginomonza 17 Marzo 2015, 14:12

            Stefo ho risposto a Rabbi ma era più in generale perché se vai a rileggere i commenti ne troverai assai a proposito di quell’episodio.
            Scozia e Italia sono le più scarse del 6N e l’Italia più scarsa della Scozia e al contrario di molti io l’ho sempre detto da molto tempo.
            Però in quella partita ha perso perché se l’è fatta sotto,non ha retto la pressione del cucchiaio o del White Wash che è molto vicino ora.
            Poi sul resto concordo!

          • gsp 17 Marzo 2015, 14:23

            sono daccordo con Gino. ed anch’io parlo in generale, non riferendomi a Rabbi.

            non ha senso vedere la partita della Scozia e pensare di essere fenomeni o lameno competitivi.

            ma non ha senso neanche fare l’opposto e cioe’ che quelli vittoria non conti niente in se o non sia meritata. S’e’ vinto battendo l’avversario e meritatamente. poi rimaniamo quelli che siamo.

          • Stefo 17 Marzo 2015, 15:07

            @gsp e @gino, ma mi sa che siamo tutti d’accordo, il problema e’ che la maggior parte dei tifosi e molti media hanno esageratamente enfatizzato la vittoria di Edinburgo.
            Una cosa e’ festeggiare la vittoria e dare a Cesare quel che e’ di cesare e cioe’ dire che si e’ mertiato, ma altra cosa e’ parlare di “grande prestazione” o altre cose lette…

          • Alberto da Giussano 17 Marzo 2015, 16:24

            @stefo i media fanno il loro lavoro. Come fai a non festeggiare un evento come la vittoria della nazionale di Rugby. E’ come chi nasce il 29 febbbraio, festeggia ogni 4 anni.
            E’ come farsi una canna una volta ogni tanto.
            E’ come bere una Urquell gelata quando fuori ci sono 34 gradi.
            Difficile mantenere l’autocontrollo.

          • Stefo 17 Marzo 2015, 16:30

            @AdG non son critico del festeggiare, quello e’ ipersupergiustissimo…sono critico della analisi nei giorni susseguenti…e li’ ci vuole la capacita’ di analizzare oggettivamente e non sull’onda dell’entusiasmo…

          • Rabbidaniel 17 Marzo 2015, 17:35

            Munari in telecronaca non era trattenuto e se la godeva. Un paio di giorni dopo ha analizzato a freddo. Il tifoso occasionale si esalta per la vittoria di Edimburgo e si deprime per la sconfitta contro la Francia, invocando l’uscita dal 6N: ci vuole equilibrio in tutto.

  17. xnebiax 17 Marzo 2015, 13:08

    Le dichiarazioni di McLean e Orquera sono sincere e dispiaciute. Orquera ammette i suoi errori, McLean anche (e non erano assolutamente gravi, uno dei più costanti nel rendimento lui negli ultimi 18 mesi).
    In bocca al lupo a tutti i giocatori per la prossima partita.

  18. megu65 17 Marzo 2015, 13:56

    vanno bene le critiche a Orquera, specie se si guardano le statistiche.
    sono le stesse statistiche di Haimona quando abbiamo vinto con la Scozia.
    questo vuol dire che oarmai siamo abituati a giocare senza apertura, in 14 ma è necessario che il 9 giochi ad un buon livello, il primo centro giochi molti palloni e le scelte di calcio siamo indovinate da tutti, specie l’estremo.
    inoltre su gioco molto chiuso, ball carrier con mani ferme, saltatori in palla e maul sempre avanzanti, anche un’apertura respira.
    tutto questo domenica non si è minimamente realizzato e la pecca si è rivelata per quello che è

  19. Il Doge n1 17 Marzo 2015, 14:47

    “ci manca un po’ l’abitudine a giocare partite di alto livello in settimana.” Firmato…Masi .
    Ma che azzo stai dicendo ????????? son 5 anni che i più scarsi giocano in Celtic, i più bravi giocano o in Francia o in Inghilterra, che minkia di alto livello vuoi????? Con la Nazionale giocate 11/12 partite all’anno……..ancora sta scusa si tira fuori ????? ma mi faccia il piacere !!!!!

    • boh 17 Marzo 2015, 17:01

      beh, Zanni, Gori, Minto, Favaro, Biagi Campagnaro, Morisi,ecc. ecc tra l’altro tutti richiesti all’estero. Non è proprio vero che i nostri fenomeni giocano tutti all’estero. Bisognerebbe invece domandarsi del perché questi ragazzi messi assieme (estero e non)non cavano un ragno dal buco. La butto lì, non è che andando in nazionale si senta l’aria di sbracamento generale della dirigenza poco motivante e incentivante?. Tanto per capirsi un ambiente da parastato para….

  20. Danthegun 17 Marzo 2015, 14:48

    D’accordo con i giocatori intervistati. Dobbiamo ripartire subito con un nuovo spirito e lasciarci indietro la brutta prestazione ma con la consapevolezza di aver toccato il fondo (tra le top nations).
    Con partite come quella di domenica è impossibile pensare di recuperare le isole del pacifico nel ranking mondiale, ma nemmeno il Giappone. Ci esponiamo piuttosto al rischio di essere ripresi da nazionali come Usa e Canada oltre alla già citata Georgia.

  21. irishsupporter 17 Marzo 2015, 16:56

    trovate i giocatori prima..anzi i 3/4, anche se gori ,tra gli altri, mi è dispiaciuto meno.

  22. electrocase 17 Marzo 2015, 17:54

    A tutti gli utenti
    ricordare sempre che la nostra squadra è la più debole del torneo
    la differenza di livello è ancora considerevole e non credo che si colmerà in poco tempo
    Vincere contro la squadra “meno distante” o qualche altro match a sorpresa è straordinario.
    Pensate per un solo momento a quello che possono aver provato e provano ancora gli appassionati di Scozia
    Possono solo attendere il prossimo anno consapevoli di essere superiori ma sconfitti
    Va così
    Per noi il percorso formativo sarà lungo e qualche soddisfazione in mezzo aiuta.

    • Rabbidaniel 17 Marzo 2015, 18:08

      Potrei anche accettare, in linea ipotetica, il tuo ragionamento se avessimo delle franchigie di Pro12 come quelle scozzesi e se avessimo un’U20 che produce discreti giocatori e che non arriva sempre ultima nel 6N di categoria e fa l’ascensore ai mondiali tra tier1 e tier2.
      (Le uniche che fanno bei risultati con continuità sono le donne, e ne sono contento. Ma non sono ipocrita, ho visto una volta il rugby femminile in vita mia. Spero vada benissimo e che cresca, ma il vertice resta il maschile, c’è poco da fare).

      • ginomonza 17 Marzo 2015, 19:52

        Ahiahi presidente, c’è poca laicità in questo post 🙂 🙂

      • electrocase 18 Marzo 2015, 09:41

        Buondì Rabb
        non so, credo che per il Pro 12 (che io ritengo necessario) siamo ancora molto “giovani” ed in fase di assestamento (al netto delle difficoltà di cui spesso si parla anche in questo blog) mentre per le U20 il discorso implica tutta l’organizzazione del settore giovanile Naturalmente io guardo oggi con maggiore interesse i settori U14-U16 in termini di “azione di programmazione della formazione” ( U18 ne sono già al limite).
        Il mio compaesano Di Giandomenico sta facendo un gran lavoro con le ragazze ma il settore femminile meriterebbe un capitolo a parte.

        • Rabbidaniel 18 Marzo 2015, 14:19

          Caro Electro, la conclusione che se ne trae è che abbiamo perso già troppo tempo e ne stiamo ancora perdendo, differendo decisioni (non parlo di riforme ché, ormai, è una brutta parola) che avremmo dovuto prendere anni addietro. E nascondendo la polvere sotto il tappeto non si risolvono le cose.

          • electrocase 18 Marzo 2015, 16:43

            sacrosanto!

    • Alberto da Giussano 18 Marzo 2015, 08:00

      Sottoscrivo il tuo appello @elettrocase, riuscissimo anche ad avere , nel frattempo, in poco più di professionalità ( visto che siamo uno sport di professionisti, o presunti tali) sarebbe meglio.

  23. ric 17 Marzo 2015, 20:00

    il rugby non è più autoscontri da un po’

  24. stefano nicoletti 17 Marzo 2015, 21:51

    I giocatori dovrebbero ammettere più chiaramente il problema. Negarlo o smorzarlo non serve. L’ANSIA DA PRESTAZIONE c’è, è evidente ed è evidente che è un problema di squadra e non di singoli.
    Ammetterlo è la PRIMA soluzione del problema: la SECONDA è che i giocatori ne parlino tra loro. La TERZA è stabilire dei meccanismi di squadra per smontare l’ansia durante il gioco, quando il calcio non entra, quando il pallone sfugge di mano a un metro dalla meta, quando l’arbitro ti fischia contro.

    Quindi i casi sono due: o Parisse si prende questo onere, da buon capitano, o serve una figura esterna che guidi la squadra in questo percorso. Prima possibile!

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