L’Irlanda vince la sfida per il primato: 19-9 all’Inghilterra

I verdi restano a punteggio pieno e sognano il Grande Slam

ph. Paul Childs/Action Images

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DUBLINO Un’Irlanda non bellissima ma incredibilmente solida e attenta batte l’Inghilterra, la ridimensiona e fa un passo importante verso la vittoria del 6 Nazioni, sognando il Grande Slam. I verdi hanno interrotto una serie di quattro sconfitte consecutive contro l’Inghilterra e mandato un segnale importante a tutto il rugby europeo.

All’Aviva stadium pioggia mista a neve, freddo e vento per tutta la mattina. Sui treni per lo stadio tutti prevedono una partita con punteggio basso e prime linee protagoniste. Per i biglietti i bagarini chiedevano fino a 2000 euro ma il meteo rallenta la vendita fuori dallo stadio. Gli inni irlandesi sono un ruggito che sfoga la tensione dell’attesa.

Pronti via e l’Irlanda va a segno: rubata in raggruppamento, placcatore che non rotola via su Zebo e Sexton trasforma da 45  metri. Come contro Galles e Italia la partenza inglese è lenta e l’Irlanda ne approfitta subito. Bowe porta un difensore fuori nell’area di meta, mischia sui cinque metri e l’Irlanda sfiora la meta. Altra mischia sui cinque metri per un tenuto alto con i verdi che arrivano di nuovo a centrimetri dalla meta. Fallo inglese e Sexton prende i tre punti facili: 6-0 dopo otto minuti.

Prima azione inglese porta al drop di Ford da 25 metri dopo 12 minuti, dopo che la difesa verde aveva respinto senza affanni le prime cariche: 6-3. L’Inghilterra entra in partita e inizia la battaglia sui punti di incontro. Al 17’ Ford in piazzola dai 45 metri centrale: larga a sinistra. La partita è tesa ma con ritmi non altissimi. L’Inghilterra anticipa più possibile i placcaggi, rendendo la vita difficile agli irlandesi. I bianchi conquistano una punizione nello stesso punto dello sbaglio di Ford e decidono di calciare in touche. Stessa cosa poco dopo per un fallo sui 22 metri, ma l’Irlanda vince due rimesse laterali e ricaccia indietro gli inglesi.

Al 25’ l’Irlanda perde Sean O’Brien (colpo alla testa) ma aumenta la pressione. Hensaw ruba palla a Burrel sui 22 metri costringendolo al fallo. Calcio centrale che Sexton non sbaglia: 9-3 al 30’. L’Inghilterra torna in avanti ma Jordi Murphy ruba un’altra palla. Ford prova ad attaccare dai propri 22 invece di calciare ma perde palla e commette fallo: Sexton di nuovo in piazzola al 35. Palla nella zona di rimessa laterale ma il calcio va largo a sinistra.

Gli ultimi minuti del primo tempo sono ancora una battaglia sui punti di incontro senza grandi occasioni, si va quindi negli spogliatoi con l’Irlanda avanti 9-3 ma che non ha trasformato in meta l’unica vera occasione del primo tempo, dovendosi accontentare di tre punti. L’Irlanda è avanti grazie alla pressione messa su Ford, apparso in difficoltà in alcuni momenti, ma l’equilibrio è totale.

È alla ripresa che il match prende definitivamente la strada di Dublino. Goode salva nella propria area di meta su Henshaw dopo una grande iniziativa di Murray. Poco dopo Watson slalomeggia fra la difesa irlandese ma quando passa commette in avanti.

I padroni di casa aumentano la pressione e scavano il solco decisivo. Al 47’ fallo di Atwood sui 40 metri, Sexton non sbaglia e manda l’Irlanda sopra in break per la prima volta: 12-3.

Un calcio di Sexton per Zebo porta l’Irlanda nei cinque metri. I verdi caricano a sinistra, poi ribaltano il gioco e vanno in meta: calcio di Murray, gran presa al volo di Henshaw (eletto meritatamente man of the match) e meta. Sexton trasforma dalla linea laterale: 19-3 al 53’. Subito dopo esce il numero 10 irlandese per un infortunio al tendine del ginocchio.

La prima reazione inglese porta Ford in piazzola al 59’: 19-6.

Madigan sbaglia il primo calcio in avanti mandandolo fuori senza rimbalzo. I verdi sembrano accusare la mancanza di leadership di Sexton e si affidano all’aggressività nei punti di incontro.dopo il 60’ un lungo possesso nei 22 avversari non porta a risultati. L’Inghilterra prova a reagire ma i suoi uomini chiave deludono, primo fra tutti l’atteso centro Joseph che non ha preso nessuna iniziativa degna di nota. Ford torna comunque in piazzola al 68’ dai 30 metri centrali per un fallo di O’Connell: palla fra i pali e Inghilterra a -10 (19-9).

L’Irlanda dà l’impressione di voler controllare, e arretra il baricentro. L’Inghilterra allora carica e arriva fino alla linea di meta. La mischia sui cinque metri per un tenuto alto viene vinta dall’Irlanda che ricaccia indietro gli inglesi. Su questa azione si spegne la speranza inglese, anche perché l’Irlanda è molto abile nel mantenere il possesso dell’ovale nei minuti successivi. Bianchi di nuovo con la palla a 70 secondi dalla fine, l’ultima azione arriva quasi in meta ma l’arbitro dice che l’inglese è uscito. Finisce 19-9, l’Irlanda va nei pub a festeggiare la 10a vittoria consecutiva (l’ultimo ko un anno fa a Twickenham) e sogna il Grande Slam.

Irlanda:15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Jared Payne, 12 Robbie Henshaw, 11 Simon Zebo, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Jordi Murphy, 7 Sean O’Brien, 6 Peter O’Mahony, 5 Paul O’Connell (c), 4 Devin Toner, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Jack McGrath.

Riserve: 16 Sean Cronin, 17 Cian Healy, 18 Martin Moore, 19 Iain Henderson, 20 Tommy O’Donnell, 21 Eoin Reddan, 22 Ian Madigan, 23 Felix Jones

Marcatori Irlanda
Mete: Henshaw (53)
Trasformazioni: Sexton (54)
Punizioni: Sexton (2, 9, 30, 48)

Inghilterra: 15 Alex Goode, 14 Anthony Watson, 13 Jonathan Joseph, 12 Luther Burrell, 11 Jack Nowell, 10 George Ford, 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Chris Robshaw (c), 6 James Haskell, 5 George Kruis, 4 Dave Attwood, 3 Dan Cole, 2 Dylan Hartley, 1 Joe Marler.
Riserve: 16 Tom Youngs, 17 Mako Vunipola, 18 Henry Thomas, 19 Nick Easter, 20 Tom Croft, 21 Richard Wigglesworth, 22 Danny Cipriani, 23 Billy Twelvetrees.

Marcatori Inghilterra

Mete:
Conversioni:
Punizioni: Ford (59, 68)
Drop: Ford (11)

Arbitro: Craig Joubert (South Africa). Assistenti: Jérôme Garcès (France), Mathieu Raynal (France). TMO: Deon von Blommestein

di Damiano Vezzosi

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