Un 61 a 0 che dice tanto: U20 cartina al tornasole del Movimento Italia?

Si dice che i numeri non mentono: da quando esiste il Sei Nazioni U20 l’Italia ha giocato 37 partite e ne ha vinte solo tre

COMMENTI DEI LETTORI
  1. rf86 16 Febbraio 2015, 08:24

    Personalmente, credo che la nazionale maggiore non puo’ fare di più. Questi siamo, questo valiamo… purtroppo!?
    E credo che abbiamo tre giocatori dai quali non possiamo separarci e sono Geldenhuys, Favaro e Sgarbi… opinione personale ovviamente!
    Per il resto; la colpa é che non c’é formazione in Italia, io ora sono ritornato in Francia disgustato dall’Italia. Qua alleno gli skills dei Crabos (under 18) di Oyonnax e un under 18 in un campionato satellite. In Italia …. lasciamo perdere!

    • mezeena10 16 Febbraio 2015, 10:30

      pero scusa parli di skills, cioe abilità tecniche, e fai gli esempi di tre giocatori che di “tecnico” (buone mani) han poco..
      sul resto del discorso concordo in pieno!

      • rf86 16 Febbraio 2015, 11:09

        si, pero’ Geldenhuys é fondamentale per la touche 5attacco e difesa) il che vuol dire più palloni per noi; Favaro é il nostro miglior placcatore/recuperatore, e Sgarbi in difesa fa la differenza.
        L’anno scorso la miglior partita dell’Italia é stata contro il Galles, ed erano in campo.
        Ripeto, é un’opinione mia

        • mezeena10 16 Febbraio 2015, 13:28

          beh piu di Gelde direi Bortolami e Van Zyl, due veri studiosi della touche..
          non che lui sia male, ma gli specialisti sono altra cosa..
          ma per skills si intendono abilita tecniche, tecnica individuale..
          Favaro non è un 7, per me è un 6..ma le mani lasciamo perdere..
          come Sgarbi del resto..
          tecnicamente per firtuna ci son giocatori migliori!
          ma cambia poco il senso del tuo primo post, manca totalmente formazione adeguata, insegnanti capaci, non autoreferenzialisti spinti, come la maggior parte degli allenatori italiani, con e senza patentino..

          • rf86 16 Febbraio 2015, 14:50

            Si, indubbiamente, anche Van Zyl e il buon Bortolami fanno il loro…

    • lexv 16 Febbraio 2015, 13:41

      Ciao rf! Scusa la domanda ma…cosa sarebbe un “campionato satellite”?

      • rf86 16 Febbraio 2015, 14:48

        allora c’é il campionato Crabos, a cui i ragazzi partecipano con oyonnax per esempio, e ci sono altri due campionati sempre under 18, uno con più squadre e funge da secondo campionato. Quando i calendari lo permettono i giocatori Crabos, rientrano nei loro club, in questo modo il livello di tutti si alza. Perché nel 90% dei casi i club più importanti pescano dai club vicini per le giovanili (dall’under 16)

    • San Isidro 17 Febbraio 2015, 00:55

      ciao @rf86, ammiro quello che fai in Francia e rispetto la tua opinione, ma Sgarbi sono due anni che non convince più come prima sia in attacco che in difesa, poi questa stagione purtroppo è stato sfortunato perchè si è fatto male ad inizio campionato a Newport…gli auguro di rimettersi in sesto e al Treviso il prossimo anno anno può ancora servire, ma dubito che lo rivedremo in azzurro, se non per emergenza, d’altronde anche Brunel il 6N 2014 lo bocciò dopo la partita di Cardiff…

  2. metanoman 16 Febbraio 2015, 08:29

    La cosa che non capisco è perché non riusciamo a ridurre il gap (non dico chiuderlo). Qualcuno mi dice quanto dobbiamo aspettare ancora?

    • Scudiero 16 Febbraio 2015, 18:07

      Due motivi

      1. RESPONSABILE AREA TECNICA – DIREZIONE RUGBY DI BASE – Francesco ASCIONE

      2.DIRETTORE ALTO LIVELLO – Carlo CHECCHINATO

      Dobbiamo aspettare un cambio strutturale della Federazione. I poltroni valgono troppo!

      • San Isidro 17 Febbraio 2015, 00:59

        speriamo veramente in un cambiamento radicale nei prossimi anni con gente più competente…i parametri sulla statura formulati da Ascione li ho sempre trovati una grande assurdità…

  3. TommyHowlett 16 Febbraio 2015, 08:33

    Ma queste cose le avevo capite io una decina e fischia di anni fa; assieme a me ci erano arrivati (forse prima) altre centinaia di migliaia di appassionati rugbysti. Il movimento si crea dal basso, possibile che i cervelloni (?) della FIR facciano sempre orecchie da mercante quando qualcuno glielo fa notare? Ora si è passati alla giuste minacce di cacciata dal Paradiso, che non andranno in porto solo perché eliminando l’Italia dal 6N si passerebbe dalla padella alla brace (60 milioni di abitanti sono sempre un bel bacino, che prima o poi darà qualche frutto). Vediamo se FIR, Coni e Governo riusciranno a sistemare un po’ le cose; il discorso vale anche per altri sport, in primis sua Maestà il calcio, che numeri alla mano rivaleggia con il rugby per penuria di talenti, mascherata solo dall’immenso giro di interessi e quattrini che muove in Italia. Scuola+sport, all’estero la norma, da noi non si sa cos’è.

    • Mr Ian 16 Febbraio 2015, 09:16

      Ci hanno chiuso rugby.it….più di una settimana down

      • Giov 16 Febbraio 2015, 09:35

        Forse ci sono segni di vita. A me ora da sito in manutenzione, aspetta…………..no è ripartito. yuhuuuuuuuuuuu!!!!!!!!

      • TommyHowlett 16 Febbraio 2015, 09:51
        • Sergio Martin 16 Febbraio 2015, 15:31

          …gestito e di proprietá di Kino Properzi, che fa anche da moderatore e interagisce con gli utenti, a quanto vedo… 🙂 un grande

    • lexv 18 Febbraio 2015, 14:24

      Il bacino di 60 milioni non è neanche interamente sfruttato! Tieni conto che manca quasi tutto il centro sud e si potrebbe sfruttare di più il centro!

  4. Stefo 16 Febbraio 2015, 08:40

    Io credo che la cartina di tornasole la diano l’insieme dei risultati del week end perche’ dicono a tutti i livelli ed in diversi “scaglioni” di giocatori dove l’Italia e’.
    La Nazionale: partita tutto sommato buona sul piano della battaglia ma gap pesante alla fine, sconfitta onorevole che da qualche buon segnale rispetto alla aprtita con gli rilandesi ma anche conferma alcune cose: per stare in partita si deve andare su di giri e prima o poi subentra la stanchezza e gli avversari aprono il gap importante.
    U20: quello che dici tu nell’articolo Paolo.
    Celtiche: nel week end dove le alternative sono chiamate in campo arrivano due malrovesci pesantissimi…ora anche da altre parti ci son stati magari risultati soprendenti (Dragons) o sconfitte pesnatine (Cardiff) ma in generlae vediamo che l’Irlanda ed il galles chiudono con 2 W e 2 L il loro week end celtico, mentre la scozia porta a casa 2 vittorie…le italiane chiudono con 2 sconfitte, 13 putni fatti e 97 subiti (ovviamente con Francia ed Inghilterra manca tale confronto diretto).

  5. Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 08:41

    Ripeto ciò che dice Bortolami nell’intervista di oggi.
    ” I risultati verranno quando si allargherà la base”
    Il segreto è tutto lì.
    Ma come si fa ad allargare la base?
    Obbligando le società a farlo.
    Se anzichè togliere il campionato U20, si obbligassero le società di Eccellenza e serie “A” a farlo questo campionato, le cose si aggiusterebbero pian piano da sole.
    Sia dal punto di vista della iniezione di competitività nel sistema che da quello del reclutamento.
    Certo sarebbe un costo in più, non indifferente per le stesse, ma non vedo, nel breve periodo ( 5/7 anni) altra strada.
    Senza andare a toccare: scuola,insegnanti e minirugby, per i quali servirebbe un piano complesso, di cui al momento non vedo gli attori.

    • Stefo 16 Febbraio 2015, 08:48

      AdG quoto te e quindi Bortolami…ma queste cose ormai ce le si dice da anni…ma non si vede un camiamento in tale direzione…

      • mezeena10 16 Febbraio 2015, 10:35

        alberto è la federazione che dovrebbe “obbligarli”, organizzando i campionati, incentivando risultati e “produzione di giocatori”, destinando risorse economiche etc..
        come dice Stefo sono anni che ripetiamo le stesse cose!
        ma lo status quo conviene a qualcuno, all’ oligarchia che gestisce la “cosa pubblica”, soprattutto..

        • gsp 16 Febbraio 2015, 11:52

          mez, l’oligarchia sono i club d’eccellenza.

          • mezeena10 16 Febbraio 2015, 13:29

            seeee..perche secondo te sono i club a dettare la linea federale???
            gli oligarchi sono Ben e compari..

          • gsp 16 Febbraio 2015, 13:42

            Mez, chi li vota? e Ben da dove arriva?

          • mezeena10 16 Febbraio 2015, 14:35

            certo quello è vero, ti ricordo pero che i presupposti erano tutt’ altri..
            almeno a chiacchiere!
            poi che uno una volta eletto spadroneggi a proprio piacimento solo parzialmente è colpa degli elettori..
            la vera riprova la avremo tra meno di due anni, vedremo se, nonostante il sistema clientelare messo in atto, avrà ragion d’ essere il buon senso..
            ma Lui comunque batterà cassa!

      • rugbyRoma 17 Febbraio 2015, 09:35

        A 19 anni anni se sei buono per la regina lo sei anche per il re!!!! Chi non può giocare in eccellenza giocherà in serie A o in B o in C. Magari maturando e salendo di categoria ad un’età a lui adeguata. Il campionato under 20 sarebbe un campionato dei bambacioni!

        • lexv 18 Febbraio 2015, 14:29

          Un campionato che però in passato pareva funzionare e ha cacciato fuori ottimi giocatori!

          • San Isidro 18 Febbraio 2015, 15:28

            infatti…

    • malpensante 16 Febbraio 2015, 09:40

      Alberto, un paio di cose, però. Tra Eccellenza e A ci sono i buoni, i medi, gli scarsi e i truffatori. Vedi tu le percentuali. Obbligare non serve a niente se non a favorire i truffatori e le truffe. A 19, 20 anni, uno gioca nei campionati seniores, dappertutto. Vanno finanziati e tanto campionati u16 e u18, il più larghi possibile e più incrociati possibile fino al girone nazionale. Ci si iscrive chi vuole, la FIR spende per la logistica per tutti, che dalle Isole o dalla Puglia sono sfavoritissimi, e paga chi è più bravo. Senza obbligo di avere la seniores, o se hai pochi u16 e tanti u18: l’unico obbligo è avere il minirugby e e le altre classi d’età, anche mettendosi insieme tra club. Progetto scuola ma per il seven: anche quello monitorato, con protocolli e non fasullo, soldi base e soldi a premio, sempre senza obblighi: se vuoi lo fai, se no niente soldi. Downgrade dell’Eccellenza (basta un tetto agli ingaggi) e seconda squadra, con funzione anche di accademia, alle celtiche ma con i protocolli, le regole, e gli staff condivisi. Per adesso di accademia/seconda squadra una sola: le Zebre son federali e non serve andare a cercare rogne in giro. Stesso (e largo) staff per nazionale, zebre, Francescato e Under 20. Se Treviso vuole bene e si fa un unico staff, se no facciano per il loro meglio. Seconda squadra, sempre e solo se vogliono, anche a loro, e si mettano d’accordo con le Eccellenti. Se tirano fuori giocatori per la nazionale, o contrattualizzano prospetti che van bene alla FIR, soldi. La competizione e le differenze tra Treviso e i Federali può e deve essere essere positiva e non la sciagura di questi anni. E magari vengono fuori anche le franchigie.

      • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 11:26

        Certamente.
        Una reintroduzione del campionato U20, sarebbe un segnale di inversione di tendenza nella direzione che tu hai espresso con dovizia di particolari.

      • Rabbidaniel 16 Febbraio 2015, 11:56

        Mal cose che fra di noi ci diciamo fra anni. Ma…

      • San Isidro 17 Febbraio 2015, 01:05

        approvo @mal…vescovo di Parma subito!

    • tony 16 Febbraio 2015, 09:44

      @Adg non sol allargare la base anche se importantissimo….ma anche costruire un percorso per chi ne ha le qualità che porta all’alto livello…percorso che deve coinvolgere tutte le componenti Federazione,Società,Istruttori,Cultura sportiva che è abbastanza carente in Italia,Dirigenti altra nota dolente…….

      • mezeena10 16 Febbraio 2015, 10:36

        esatto..
        ma non quel “percorso”..
        #unchiaropercorsointesta

    • Basettoman 16 Febbraio 2015, 10:41

      il problema e’ che ci sono societa’ che fanno fatica da sole ad avere un settore giovanile, altre che con la scusa della vicinanza di altre societa’ non lo fanno e puntano sulla senior lamentandosi del fatto che non possano salire ma prendendo contributi federali per il campo.. mentre chi ha un campo vecchio o in coabitazione ma spende tanto per un settore giovanile (che costa non solo in termini di forza ma di trasferte) non prende nulla dalla federazione… cosi facendo si incentiva la senior ed il campo ma non la creazione di giovani… e’ sbagliato ed un meno 8 in classifica non serve a nulla….

    • federico66 16 Febbraio 2015, 11:53

      …le società hanno l’obbligo già di avere tutta la filiera delle giovanili, dal minirugby all’under 18; e se poi hanno la seconda squadra, diciamo già in serie C c’è l’obbligo d’iscrizione di 2 squadre ai vari campionati Junior..
      …la 20 può servire, eccome, ma non mi sembra possa risolvere il problema di allargare la base, tanto che alcune società hanno fatto la seconda squadra per ovviare alla mancanza della 20…

      • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 12:04

        La U20 è necessaria, sarebbe come se nel calcio togliessi la Primavera e il campionato Primavera. Per di più , come tu m’insegni, i ruoli , nel rugby, hanno tempi di maturazione diversi. Se un tre quarti è forte può anche fare il salto dalla U18 alla prima squadra, ma per un avanti è assolutamente essenziale l’U20.

        • federico66 16 Febbraio 2015, 12:13

          …sono d’accordo, ma restano i miei dubbi che questo serva ad allargare la base. parliamo di “ultima” formazione prima di arrivare in prima squadra; e, mi sembra, molto poco di allargare la base. per quello servono altre cose…

        • federico66 16 Febbraio 2015, 12:17

          … e grazie, è vero che si impara da ogni esperienza e/o scambio di vedute, ma penso che ho molto più io da imparare… 😀

    • pesopiuma 16 Febbraio 2015, 17:05

      E’ vero che ci sarebbe un costo, però la Federugby potrebbe pure metterci due soldi, visto quanti ne prende.
      La Scozia ha messo metà dei soldi che la BT ha dato per sponsorizzare Murrayfield sul rugby di base…

  6. Iocopoco-Maioco 16 Febbraio 2015, 08:51

    io penso che in italia c’e’ troppa distanza tra le franchige nazionali e anche club di eccelenza con tutte le altre piccole realta` locali. bisognerebbe attribuire ad ogni franchigia, club di eccellenza, ed eventualmente creare altre franchige nelle parti di italia meno impirtanti dal punto di vista rugbistico; delle zone geografiche da controllare e gestire; in modo da creare un legame piu` forte tra professionismo e amatoriale…come succede nell’emisfero sud!!!!!

    • San Isidro 17 Febbraio 2015, 01:13

      in Argentina, SA e NZ (ma anche alle Fiji e alle Samoa) ci sono le unions territoriali la cui espressione è il team che partecipa ai vari campionati provinciali, in Australia è un pò diverso il discorso…anche a me non dispiacerebbe l’idea di avere in Italia delle unions operative, noi abbiamo i comitati regionali, che sono organi decentrati della FIR, ma non hanno lo stesso ruolo delle vere unions dell’emisfero sud…

      • Iocopoco-Maioco 17 Febbraio 2015, 08:51

        in australia i vari club sono prima iscritti alla federezione del proprio stato ad esempio nel Victoria, sono iscritti alla Victorian Rugby Union e quindi ai Rebels e poi tramite loro anche alla ARU…in questo modo si riesce ad avere un maggiore controllo dei club da ciascun “federazione” in modo anche da instaurare un rapporto piu` vicino tra loro e lavorare in modo migliore!!!

        • San Isidro 17 Febbraio 2015, 15:22

          si è vero sull’Australia…comunque, come detto sopra, concordo con te…

  7. albybona 16 Febbraio 2015, 08:51

    La cosa che fa più rabbia é che i soldi c’erano per poter programmare meglio la formazione del nostro movimento di base. L’ingresso 16 anni fa nell’élite del rugby é stata per noi un’occasione unica,non l’abbiamo sfruttata e adesso ne stiamo pagando le conseguenze. In genere quando si fallisce si cambia a livello dirigenziale. Alla FIR no.

    • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 08:55

      Scusa ma chi deve cambiare i vertici ? Non di sicuro gli utenti di questo blog, che contano come il due di bastoni quando briscola è spade!
      Sono i presidenti di società? Ma se questi li obblighi a fare campionati che adesso non fanno, perchè dovrebbero cambiare chi, attraverso le Accademie, li solleva da questa incombenza?

      • malpensante 16 Febbraio 2015, 09:44

        Temo che saranno i fatti ad azzerarli. Cercheranno di far passare in cavalleria quello che è successo alle Zebre come se fosse cosa d’altri, ma le Zebre sono 100% federali, e senza nessuna autonomia. E’ come se si fossero menati Brunel e Checchinato.

      • federico66 16 Febbraio 2015, 11:58

        …sicuro che le società siano contente di non fare l’unger 20 e lasciare i propri giocatori alle accademie??

        • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 12:07

          Alcune ti garantisco di sì.

          • Basettoman 16 Febbraio 2015, 14:03

            io dico di no…. anche perche’ non viene riconosciuto nulla a chi ha cresciuto un giocatore che poi va’ in Accademia…

  8. Iocopoco-Maioco 16 Febbraio 2015, 08:55

    in questo modo si ha la possibilita` di controllare da piu` vicino e scrutinare nuovi eventuali giovane promesse da portare nella propria franchigia di appartenenza!!! in italia o giochi nelle regioni di grande influenza rugbystica altrimenti potresti anche essere un “fenomeno” ma nn avere mai avuto la possibilita` di postrarlo in piu` grandi palcoscenici!!

    • mezeena10 16 Febbraio 2015, 10:37
      • Iocopoco-Maioco 16 Febbraio 2015, 12:07

        io penso che in italia c’e’ troppa distanza tra le franchige nazionali e anche club di eccelenza con tutte le altre piccole realta` locali. bisognerebbe attribuire ad ogni franchigia, club di eccellenza, ed eventualmente creare altre franchige nelle parti di italia meno impirtanti dal punto di vista rugbistico; delle zone geografiche da controllare e gestire; in modo da creare un legame piu` forte tra professionismo e amatoriale…come succede nell’emisfero sud!!!!!

  9. berton gianni 16 Febbraio 2015, 08:56

    Quello che sconcerta e non poco, e’ il fatto che in tanti su OR abbiano esternato le semplici regole, gli ovvi percorsi e le naturali scelte che ci permetterebbero di risalire la china.
    C’e’ da domandarsi come sia possibile che in Fir proprio nessuno riesca a proporre le identiche proposte.
    Ma cossacasso fanno durante le loro riunioni tecniche ?
    Possibile che tra loro non alzi una sola voce a indicare la retta via ?
    OT : fonti ufficiali smentiscono qualsiasi proposta rivolta a Casinato da parte delle FF.OO.
    In effetti si e’ trattato di un disguido : a Casinato e’ giunta una offerta da parte del III reparto Celere…( gli hanno gia’ trovato il casco e la divisa a sua misura )

    • malpensante 16 Febbraio 2015, 09:54

      Il casco magari gli avrebbe fatto comodo, quello da pugile dilettante. 🙂

  10. davo 16 Febbraio 2015, 08:58

    ma da quanti anni Ascione e’ responsabile dell’alto livello, o comunque bazzica in posizioni “delicate” dal punto di vista federale? Io sono più’ di 10 anni che vivo all’estero, considerando che ho inviato a giocare a rugby nel 1989…..l’ho sentito nominare tantissime volte anche dai miei allenatori, va beh che siamo della stessa regione….pero’ mi sembra che ormai ha fatto troppi danni e chiaramente il colpevole numero 1 di tutto questo.

    • giomarch 16 Febbraio 2015, 09:30

      assieme a chi gli permetteva e/o permette di farli questi danni..

    • mezeena10 16 Febbraio 2015, 10:39

      è un pezzo che bazzica li..
      per curiosita guarda solo quante volte è stato presidente di comitato regionale..
      e non solo nella sua regione, persino in Sardegna!

      • davo 16 Febbraio 2015, 11:31

        pure in Sardegna!! e che diamine. Allora in questo caso individuare il colpevole numero 1 e’ facile. visto gli anni che ha passato in posizioni delicate sappiamo chi e’ il primo da mandare a casa se vogliamo rifondare il tutto.
        Ma in questo caso basterebbe non rieleggere piu’ certi personaggi, ed in questo quanti club sono responsabili?

        • mezeena10 16 Febbraio 2015, 18:56

          purtroppo il sistema è clientelare, finche non si spezzano certi legami tra vecchi presidenti sodali sarà dura mandarli a casa!
          ci sarà la grossa occasione con le elezioni tra meno di due anni, dovessero rivincere gavazzi & co. probabilmente ce li meriteremo! ma sarebbe la fine!

  11. Gigio 16 Febbraio 2015, 09:02

    Premetto che non conosco quale sia la frequenza degli incontri nei campionati under 18 degli altri paesi, ma qui da noi, leggendo il calendario del campionato under 18, vedo che da ottobre ad aprile i nostri ragazzi disputano in media 2 (due) partite al mese. Che ritmi di gioco si possono sviluppare con queste “intensità” di impegni agonistici?

    • mezeena10 16 Febbraio 2015, 10:40

      chiamarlo campionato è una parola grossa!

      • Basettoman 16 Febbraio 2015, 14:06

        concordo…. poi a volte si gioca anche meno, sopratutto nelle zone della pianura dove in inverno nebbia, pioggia e fango la fanno da padrone..senza dimenticare la neve….

    • tomauno 16 Febbraio 2015, 16:50

      ciao io conosco la realtà del galles se può interessare a qualcuno,mio figlio a 18 anni si è trasferito li per imparare l’inglese e crescere come giocatore.
      in galles lui gioca il mercoledi con il college che fa un campionato tra college della regione con il quale fa 2 allenamenti la settimana e il sabato con un club seniores di campionship galles “l’equivalente della nostra seria A” e con loro fa 2 allenamenti la settimana, come lui tutti i suoi compagni di college fanno 2 partite la settimana e 4 allenamenti con il college/club.

      • San Isidro 17 Febbraio 2015, 01:18

        grazie, testimonianza interessante…

      • Gigio 17 Febbraio 2015, 08:11

        Quattro allenamenti e due partite alla settimana a 18 anni! E’ chiaro che a 20 anni il divario con i nostri giocatori diventa abissale e, purtroppo, i risultati lo stanno a dimostrare. Grazie per la tua testimonianza, Tomauno.

      • lexv 18 Febbraio 2015, 14:40

        Interessante! Non è che tra 3 o 4 anni ci troviamo tuo figlio nel pro 12? 😀

  12. maz74 16 Febbraio 2015, 09:07

    Manca una programmazione seria da parte della Federazione e manca anche la “conoscenza” da parte dei responsabili tecnici della FIR.
    Nel mondo anglosassone viene curata in modo molto professionale la formazione dei giovani, in Nuova Zelanda i tecnici formatori delle varie accademie giovanili vengono pagati più dei tecnici del campionato nazionale per esempio. Un’altra regola, per me fondamentale, è la mancanza del “contatto” fino a 10 anni, in modo da obbligare i bambini a giocare insieme, a passare la palla ed imparare le basi delle strutture di gioco, da noi spesso si vede un bambino più cresciuto degli altri, che corre con la palla e tuttti aggrappati per fermarlo.
    La FIR deve rivedere TUTTO, ma partendo dai bambini fino all’Eccellenza.

    • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 09:11

      Però se chiedi di rivedere “TUTTO”, sta sicuro che non si rivedrà “NULLA”. Con amicizia.

      • maz74 16 Febbraio 2015, 09:21

        Hai ragione in Italia vige la legge del gattopardo.
        Bisogna ripartire da cose semplici, non da faraoniche accademie o programmi non attuabili. Bisogna rimettere al centro del movimento di club e dare loro risorse e formazione per i tecnici dei settori giovanili.
        Una regola semplice il “non contatto” fino a 10 anni in modo da aumentare gli skills dei bambini e l’intelligenza di gioco, il bambino più cresciuto non sarà più il fulcro del gioco, ma sarà il passaggio corretto, la velocità di gioco e l’utilizzo della testa per creare buchi, questo fanno in Nuova Zelanda, Inghilterra, Irlanda e tutto il mondo anglosassone.

        • maz74 16 Febbraio 2015, 09:22

          Tra l’altro regola a costo ZERO.

        • gsp 16 Febbraio 2015, 11:44

          Maz, da quanto ci sono le accademie? prima delle accademie la situazione com’era?

          per questo il ritorno ai club va anche bene, ma c’e’ da vedere come e dove.

          i soldi delle accademie (vediamo bene quanti sono) sono soldi per la formazione professionale, non per la formazione generale. quelli ci vorranno cmq, ma quella formazione costa.

          detto questo, io sono daccordissimo, bisogna dare soldi ai club per fare progetti di reclutamento e diffusione dello sport. apriamo i campi, diamo soldi ai club, ma togliamo i soldi al’eccellenza gia’ dall’anno prossimo. Allarghiamo il progetto Edison che c’e’m gia’.

  13. Maggicopinti 16 Febbraio 2015, 09:29

    Io però non ho capito una cosa: alcuni dei giocatori giovani che oggi giocano in nazionale (Morisi, Campagnaro, Sarto) ai mondiali U20 non furono convocati, o giocarono fuori ruolo, o arrivarono solo dopo l’infortunio di altri titolari? Questo vuol dire che nemmeno sappiamo riconoscere i talenti in erba? Ché già i giocatori sono pochi, se poi manco li sappiamo neanche selezionare…

    • malpensante 16 Febbraio 2015, 09:52

      Morisi era un signor prospetto da apertura. Ed era un ottimo centro, che sarebbe anche la logica con cui formare aperture che non siano mezzeseghe che fanno i fenomeni e non sanno passare una palla dritta e tesa saltando l’uomo, o mettere una palla nel marsupio al centro o all’estremo che incrocia. O buttar dentro un drop da dentro i 22, o il 90% dei piazzati facili anziché cagarsi addosso.

      • Maggicopinti 16 Febbraio 2015, 10:54

        Si però rimane il punto, l’U20 aveva giocatori che poi non sono finite nella nazionale maggiore, e non aveva quelli che invece ci sono finiti? Mi sembra un punto critico notevole….

      • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 11:31

        Morisi è un ragazzo dalle qualita’ psicomotorie superiori alla media, per caso impigliato nella rete del rugby. Sarebbe stato un ottimo play maker di basket, e un ottimo calciatore.

        • mezeena10 16 Febbraio 2015, 12:12

          hai letto l’ intervista di Haimona a sportweek? lui vorrebbe giocare centro, il ruolo che sente piu suo!

          • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 15:24

            Purtroppo no.

          • lexv 18 Febbraio 2015, 14:46

            Cioè! Mi stai dicendo che gli fanno fare un ruolo che fa quasi controvoglia?

        • malpensante 16 Febbraio 2015, 19:16

          Per caso proprio no. Tradizione familiare mica piccola e un ottimo posto dove imparare. Boni arriva da lì, e non solo.

      • pepe carvalho 16 Febbraio 2015, 20:07

        Morisi in Asr e al Grande Milano giocava centro non apertura l’hanno voluto apertura in accademia. La sua tradizione familiare è forte: suo padre era tallonatore dell’ASR Milano in serie A, per altro suo fratellino è un ottimo MM in serie A con ASR.
        Le sue qualità sono evidenti e spero sia evidente la scuola Asr dalla qual viene anche Ragusi.

  14. franzele 16 Febbraio 2015, 09:31

    Ascione, responsabile dell’area tecnica della FIR. Da quanto tempo? Da sempre?
    E quanto dovremo tenercelo? Quello che mi fa diventare matto è la assoluta mancanza di prospettive, con una dirigenza che ha sballato ogni singolo obiettivo, che prospettive ci sono?. Servirebbe un grosso cambio di marcia, di facce, di mentalità, ma io non vedo nessuno che si proponga, tutti impegnati a coltivare, male, il proprio orticello

    • maz74 16 Febbraio 2015, 09:36

      ASCIONE ha fatto il suo tempo, anche se non mi è simpatico, ma penso che uno come BORTOLAMI sarebbe un ottimo responsabile del settore tecnico per la conoscenza accumulata negli anni, per aver vissuto in Inghilterra per tanti anni e per la personalità che ha.
      Il dramma che il cambiamento dovrebbe avvenire in FIR partendo dal presidente, ma purtroppo verrà rieletto.

      • grasso 16 Febbraio 2015, 15:40

        Scusa con tutto il rispetto per Bortolami, ma abbiamo bisogno di professionisti con risultati alle spalle. Spiegami perché andare avanti con gente di nome senza nessuna garanzia?
        Non possiamo più permetterci di regalare stipendi a ex giocatori mettendoli tra l’altro in ruoli chiave

        • franzele 16 Febbraio 2015, 21:05

          in tutto il mondo è così, i giocatori più rappresentativi vanno a formare i quadri dirigenti delle rispettive federazioni. Quasi tutti gli allenatori di rugby hanno un passato da giocatori e anche i dirigenti vengono dal campo, in Francia ad esempio: Blanco, Maso, S. André…
          Bortolami è tra i più adatti, non credo che gli manchi il bagaglio tecnico necessario e ha sempre dimostrato ottime doti di leadership. Comunque non è questioni di nomi ma di progetto complessivo, e qui sono cassi…

  15. mic60 16 Febbraio 2015, 09:32

    Allargare la base non è semplice. I paesi più forti hanno intanto una struttura di formazione scolastica bestiale e non parliamo poi dai sedici anni in sù. Secondo me bisogna cercare piano piano e con persone capaci di iniziare questo percorso. Poi tra qualche anno ci saranno i risultati.

    • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 09:45

      Fai un ragionamento sensato di persona che conosce le difficoltà e la realtà. Concordo che non è possibile fare rivoluzioni d’ottobre. Serve però un segnale che indichi, anche flebilmente, una strada in questa direzione. Ma gli attori di ogni implementazionedella base piramidale non possono che essere le società. Non possono essere strutture di tipo verticistico ( Accademie e simili)

      • mic60 16 Febbraio 2015, 09:52

        Finanziamenti da parte dello stato per la formazione di base scolastica.
        Poi cercare di creare 4/5 aree geografiche per lo sviluppo con persone ovviamente specializzate.
        Ultimo gradino creare 3/4 formazioni di alto livello internazionale.
        Buona fortuna

        • Da 16 Febbraio 2015, 10:11

          quoto entrambi

          • Basettoman 16 Febbraio 2015, 14:09

            bellissima idea, pero’ non applicabile in uno stato che vive solo ed esclusivamente di calcio, dove un campo da calcio lo si trova anche in frazioni di venti anime, mentre spesso non ti viene permesso di crearne uno da rugby nei piccoli comuni, ancor peggio nelle grandi realta’… alle scuole italiane tutti calciano il pallone, in altri stati ti offrono anche altre discipline….

    • vecchiopilone 16 Febbraio 2015, 14:57

      Hai ragione allargare la Base è un lavoro da fare ed anche indispensabile. Vedi …sensibilizzare le società ed il loro territorio, programmare metodiche ed obiettivi da raggiungere, preparare tecnici è la cosa fondamentale, ma …ci vuole TEMPO!
      BISOGNA ESSERE SERI E REALISTICI !
      Attualmente il Gap della Nazionale Maggiore con le altre è sempre quello, nel Rank Mondiale siamo scivolati al 14° posto.
      Per quanto riguarda le giovanili U18 e U20 il Gap è ancora maggiore senza vederne la luce.
      La Federazione (rivista nei diversi posti di comando) dovrebbe portare avanti 2 Programmi a lungo e medio raggio, che avranno 2 velocità diverse.
      Il 1° ‘ Lungo raggio (10 anni) riorganizzare la Base partendo dalle società ed arrivare fino alle Accademie, per il mio modesto modo di vedere le cose, sarebbero sufficienti 4 Accademie – 1 Under 20 e 3 U18 Basta e avanzano.
      Il 2° Medio raggio (5 anni) per ogni stagione sportiva la Federazione a suo carico dovrà mandare 5/6 giocatori meritevoli in Inghilterra e in Francia, un 1 anno con la possibilità di un 2° anno. Al termine di questo quinquennio avrà formato sicuramente 10/12 giocatori di Alto Livello.
      …Probabilemente il Gap che c’è attualmente con le altre nazionali U18 e U20 si sarà ridotto notevolmente dando buone prospettive per il futuro.
      ALTRIMENTI NON SE NE ESCE FUORI !

  16. Maxwell 16 Febbraio 2015, 09:41

    Se la soluzione è quella di riaprire il campionato U.20 che si faccia immediatamente… ma io credo che sia ” l’imodium contro la diarrea “( copyright Stefo ).
    Io discuterei di 630.000 persone alla tv per la Nazionale e di 6-10.000 persone che settimanalmente pagano dei biglietti per CL e Eccellenza.
    Parlerei di intere aree ( Intorno al naviglio Martesana… per chi vuole cercare su Wiki) di 1.500.000 di persone con 6 campi di rugby ( le mie radici villorbesi sanno di 2 campi per 18.000 abitanti )
    Parlerei di bambini che non possono prendere i mezzi pubblici a 6-11 anni per il minirugby.
    Parlerei di educatori ( santi …laicamente parlando…) soli con 34 ragazzi che passano 23 minuti a urlare “OOOOHHHH” per l’allineamento….col risultato di sminchiare i ragazzini…. ( Ovviamente l’allineamento è importante…. ma io preferirei dividere il campo in 4 e farli GIOCARE)
    Si può andare un po’ più in su e magari fare regole irlandesi per l’Eccellenza…. 30 stranieri…. 2 per ruolo…. fatti a SORTEGGIO)
    Si potrebbe parlare che la prima persona da assumere non è un D.o.R. ma una squadra di esperti di marketing….
    Si potrebbe parlare…..

    • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 09:51

      Capisco il tuo ragionamento. Ma scorciatoie al duro lavoro di cercare ragazzini, allenarli con fatica, portarli in giro ogni domenica non credo possa esistere.

  17. mauro 16 Febbraio 2015, 09:49

    Con la legge di Ascione, inventore del metrocubo umano, quanti giovani di qualità sono stati espulsi dal movimento?
    Andando indietro nel tempo, e solo per esempio, in un passato remoto Treviso e Tarvisium producevano i migliori 3/4 d’Italia, perchè il bacino umano produceva figli normali. Oggi il meglio è Esposito con tutti i suoi limiti. I Francescato, più simili ai cavallini della Giara (anche per questioni genetiche) che ai cavalloni normanni, non sarebbero mai apparsi nell’universo di Ascione e che dire della coppia regina in mediana Troncon-Dominguez?
    Questo solo per dire che tra le tante cose giuste lette qui sopra si dovrebbe rimettere al centro dei progetti la capacità dei nostri figli di saper giocare a rugby e non il loro cubaggio. Essere rugbisti italiani, non brutte copie della genetica nordica. Quacosa del genere mi sembra lo avesse detto anche il buon Kirwan.
    Sempre in un passato remoto in una finale con Rovigo la Benetton andò in metà con un quasi coast to coast in cui tanti toccarono il pallone e se non ricordo male con dodici passaggi consecutivi senza che la palla cadesse o toccasse terra; le mani, a parte quelle di Michelino Lynagh, erano tutte di figli della nostra terra. Oggi immaginare dodici passaggi senza che cada mi sembra una visione onirica…

    • malpensante 16 Febbraio 2015, 10:00

      Verissimo. Unica attenuante che fisicamente (non solo e tanto nei metri cubi, ma come velocità, contatto e resistenza) la differenza da allora è abissale. Non per questo si devono scegliere solo le stufe economiche e fargli il rivestimento in ghisa, o portare su comunque dei senzatesta o dei senzamani.

    • LiukMarc 16 Febbraio 2015, 10:32

      Fa ancora impressione vederla…

      • soa 16 Febbraio 2015, 10:38

        Che pubblico

        • Maggicopinti 16 Febbraio 2015, 10:57
          • parega 16 Febbraio 2015, 13:09

            e davanti avevano un signor rovigo mica una squadra qualunque

        • berton gianni 16 Febbraio 2015, 11:00

          E potrete dire : c’ero anch’io ! ( gran bei telefilm della tv degli anni in bianconero…)
          Ed io c’ero !
          Sono quello, quarta fila in tribuna, che sta eiaculando copiosamente…

          • mezeena10 16 Febbraio 2015, 12:16

            immagino la goduria! che meta!!!

          • parega 16 Febbraio 2015, 13:10

            bei tempi quelli, i migliori stranieri del mondo e squadre fortissime

          • parega 16 Febbraio 2015, 13:10

            soprattutto perche’ i settori giovanili erano pieni di bravi allenatori….tutto passa da li’

          • gsp 16 Febbraio 2015, 14:04

            eri competitivo all’epoca come nazionale? stai comparando davvero due epoche diverse. se pensi che quello che avevi ieri basti per competere oggi sei proprio fuor di strada.

            e chiediti anche perche’ i club hanno smesso di insegnare quelle cose, e recultare quei giocatori. e non cercare complevoli in federazione in questo caso, perche’ il fatto che le accademie lavorino con quotidianamento con quelli dai 18 ai 20 e’ novita’ recentissima, e la crisi dura da tantissimo.

          • gsp 16 Febbraio 2015, 14:05

            certo, se l’idea e’ trovare soluzioni realistiche.

      • San Isidro 17 Febbraio 2015, 01:47

        splendido video…

    • M. 16 Febbraio 2015, 16:03

      Beh Tronki non è che fosse un fuscellino eh, cos’era di peso, una quintalata?

      • mauro 16 Febbraio 2015, 17:16

        te lo ricordi prima che emigrasse a Clermont la prima volta?

        • vecchio cuore neroverde 16 Febbraio 2015, 20:08

          intendi dire quando ancora giocava da campione?, prima di diventare banale?

          • mauro 16 Febbraio 2015, 22:23

            perchè dissacrare sempre tutto? capisco che per te il rugby si sia fermato alla finale con il Milan, ma santiddio non ti prendono due volte a Clermont se sei banale.
            I tuoi grandi compagni di squadra cosa avranno mai fatto per assurgere all’olimpo rugbistico, quando qualsiasi altro lo mandi a sguazzare nella merda?

          • Hullalla 17 Febbraio 2015, 11:47

            Io ho avuto inizialmente una reazione simile con Nicola Mazzuccato (contro il quale ha volte ho giocato): quando giocava a Padova are un ragazzo magrolino che faceva delle finte e dei cambi di direzione da cappottarti, mentre quando e’ diventato professionista e ha giocato spessissimo in Nazionale mi sembrava un’ala bolsa che correva solo dritto per dritto, andava a sbattere e. spesso, la perdeva nonostante tutta la massa che negli anni ha messo su.

            Mi sono chiesto il perche’.

            Evidentemente al passaggio dal rugby amatoriale degli anni ’80 e in parte anche ’90 (dove l’impatto fisico era praticamente lo stesso nel massimo campionato nazionale e in serie C) al rugby via via sempre piu’ professionistico (dove a parita’ di skills vinceva chi aveva piu’ fisico, e adesso la cosa e’ ancora piu’ vistosa) e’ sempre piu’ difficile fare certi colpi da campione perche’ c’e’ sempre meno spazio.

            Lo stesso e’ capitato nei primi anni duemila, quando Castagnede e’ andato a giocare in Inghilterra: il primo anno pareva che ci fosse solo lui in campo, e poi man mano le difese si sono adattate anche ai fenomeni come lui (e te lo dico perce’ sono andato a vederlo varie volte e Castagnede e’ andato fuori giri fino a distruggersi le ginocchia).
            Vedrai che lo stesso e’ capitato al calcio e a tanti altri sport: con l’esplosione della cultura dele fisico che prota il professionismo, certi “maghi” non hanno piu’ gli sazi e i tempi per fare le loro “magie” con la stessa frequenza.

          • San Isidro 17 Febbraio 2015, 15:32

            Mazzucato (con una “c” solo giusto?) se non sbaglio non era petarchino, ma di scuola CUS Padova…ricordo quando Lomu lo travolse alla RWC ’99…chi mi hai ricordato, il grande Castaignede che andò ai Saracens…

      • franzele 16 Febbraio 2015, 21:15

        prima di Clermont era “normale”, fisicamente parlando. Per il resto, non metto lingua

    • San Isidro 17 Febbraio 2015, 01:44

      quanto hai ragione @mauro…e pensare che uno forte come Fadalti non poteva andare in Celtic per le stupide regole ascioniane…e sicuramente pure Halfpenny sarebbe stato scartato da Ascione, incredibile…

  18. fracassosandona 16 Febbraio 2015, 09:53

    Ascione & Checchinato, responsabili rispettivamente di formazione ed “alto livello”: troppo facile sarebbe chiedervi le dimissioni…
    io sono più cattivo e vi chiedo di farmi un resoconto delle attività da voi svolte, dei progetti attuati, dei risultati ottenuti e di quelli futuri… un analisi costo benefici che qualunque dirigente chiederebbe ai propri quadri con cadenza mensile…

    • gsp 16 Febbraio 2015, 15:03

      andrei anche piu’ duro. resoconto a fine giornta di come hanno impiegato il tempo, ad intervalli di 15 minuti. e vediamo se se ne vanno loro e viene voglia di lavorare.

  19. 6nazioni 16 Febbraio 2015, 09:57

    qualsiasi cosa e’ meglio di niente.
    Il problema e’ l’autoreferenza e non la Meritocrazia.
    In quale paese un dirigente,allenatore,preparatore, occupa una poltrona x
    dieci anni senza nessun risultato?
    questo e’ il problema.

  20. mic60 16 Febbraio 2015, 09:58

    Ke aspettiamo a mandarli a quel paese

  21. soa 16 Febbraio 2015, 10:10

    In primis, ci tengo a fare una precisazione. Secondo me non è dall’under 20 che si capisce la forza di un movimento, bensì da almeno 5 under 20. Quello che voglio dire è che, trattandosi di selezioni limitate in base all’età, può capitare che ci siano dei buchi generazionali che poi sono colmati da altre e il tutto dovrebbe confluire poi nella nazionale maggiore. Quindi, per me, bisogna considerare insieme i risultati degli ultimi 4-5 anni di under 20 e di nazionale maggiore (cosa peraltro fatta nell’articolo).
    Quanto alle soluzioni proposte, sono d’accordo con il togliere il contatto fino ai 10 anni: molte meno preoccupazioni anche per le mamme, maggior facilità di penetrazione nelle scuole (diventa riproducibile in una qualsiasi palestra e va bene per maschi e femmine), sviluppo di abilità tecniche (si spera).
    Avendo acquisito una sufficiente coordinazione motoria – credetemi non è così tanto diffusa tra i miei coetanei e di anni ne ho 25 – i bambini dovrebbero essere pronti per affinare le basi e qui serviranno necessariamente tecnici preparati. Dove il rugby è ben inserito è inutile che la FIR venga a buttare soldi nelle accademie – le vada a fare dove ci sono 3 squadre ciascuna a 50 km dall’altra – e dia direttamente le risorse ai club. Ma non così, bonariamente. Si inserisca la destinazione dei fondi e si controllino sti bilanci. Anche perchè ci sono due belli articoletti del codice penale che farebbero al caso nell’eventualità si usassero i soldi per altri fini.

  22. Da 16 Febbraio 2015, 10:11

    Servono persone competenti che sviluppino il nostro movimento. Punto.
    Oramai è appurato che chi c’era e chi c’è non è in grado di far crescere il Rugby in Italia.
    Non so se, come dice Alberto, sia utile o meno una rivoluzione d’Ottobre. Certo è che, dati alla mano, la situazione così com’è è inaccettabile

  23. Giovanni 16 Febbraio 2015, 10:16

    Ciò che balzava agli occhi era la netta differenza nei fondamentali. Gli inglesi avevano una padronanza ed una dimestichezza con le situazioni di gioco sconosciuta ai nostri. E non mancavano di certo l’impegno e l’amor proprio (rischiare l’osso del collo sul 54-0 per bloccare un avversario a trenta centimetri dalla linea di meta significa giocare col cuore, nonostante tutto). Ma i limiti tecnici erano evidentissimi, pure per un osservatore poco esperto: la trasmissione della palla era spesso incerta, anche senza pressione avversaria, i ball carrier, una volta placcati, perdevano spesso l’ovale, evidentemente poco abituati a quei tipi di contatti, le touche erano un’avventura, la mischia veniva sistematicamente arata, anche su nostra introduzione. Come può il responsabile tecnico del settore giovanile negare una situazione del genere? E’ evidente che manca una formazione adeguata, manca l’abitudine a lavorare sul gesto tecnico ripetuto centinaia e centinaia di volte, correggendo i difetti e poi testandolo in partite vere. Manca l’abitudine al cosa fare, come e quando, su cui invece gli inglesi non mostravano la minima incertezza (il carrier placcato sapeva sempre quando era il caso di tentare l’offload e quando invece attendere il sostegno dei compagni, per dirne una).
    Parisse ha lanciato il grido d’allarme sui ricambi di talento che stentano ad arrivare alla Nazionale maggiore. Chissà cosa avrà pensato, vedendo gli azzurrini in tv.

  24. kinky 16 Febbraio 2015, 10:35

    A mio avviso basarsi solo sui risultati dell’U20 come cartina tornasole è riduttivo…diciamo che è un dato molto importante ma non assoluto. Poi mi portate l’esempio dell’Inghilterra U20 al mondiale di 4 anni fa in Italia la quale è stata la migliore U20 degli ultimi 20/25 anni (prima non ho certo memoria) che è stata battuta a sua volta dalla Nuova Zelanda solo perchè pure questa era una squadra di fenomeni. Ditemi quanti nazionali ci sono dell’Inghilterra U20 di 6/7 anni fa?!? Ve lo dico io pochissimi!
    Poi magari la settimana prossima la nostra U18 batte l’Irlanda (così bissando il successo di un mese fa contro la Francia) e tutti starete a dire che forse qualcosa sta cambiando. Quando ci sono le Under il più delle volte si va a “nidiate” più o meno buone. Il dato del Under si vede nei 3/4 anni: se un Inghilterra per 3/4 aani vince o va in finale al moniale, state sicuri che dopo alcuni anni sono al top pure con i senior, mentre se fanno risultati altelenanti (il Galles ne è l’esempio lampante) i buoni giocatori in nazionale arrivano ad ondate!!!
    ps Campagnaro fece quel mondiale…ma era un U18 prestato all’U20!

    • Stefo 16 Febbraio 2015, 12:40

      Concordo kinky che solo la U20 e’ riduttivo, io su ho parlato di Maggiore, U20 e Celtiche e mi sembra che la fotografia sia ugualmente brutta.

  25. capitan america 16 Febbraio 2015, 10:46

    d’accordissimo con l articolo, ma per me sono più pesanti e gravi i 47 punti subiti dall’irlanda….

  26. Francesco.Strano 16 Febbraio 2015, 11:07

    Senza concorrenza….. E con le due celtiche da cui per forza si preleva…. Non andiamo lontano….. Faranno il compitino….

  27. gian 16 Febbraio 2015, 11:41

    io dico una cattiveria, invece:
    le altre nazionali, in cui c’è una competizione folle e un livello eccellente, hanno almeno 5/6 ex U20 titolari fissi, noi con la coperta più corta dell’orbe terracqueo in cui qualsiasi giocatore decente dovrebbe potersi giocare il posto 2+2 richiamati al posto di gente rotta valutata più forte e qualche ragazzo che l’U20 manco l’ha fatta……..
    non è che i nostri selezionatori U20 ci capiscano poco di rugby e scelgano i giocatori sbagliati segando, così, la possibilità a ragazzi potenzialmente migliori, di arrivare a livello?

    • kinky 16 Febbraio 2015, 11:44

      Gian, questo è tutt’altroo capitolo ed hai perfettamente ragione. …e oltre al metodo di selezione bisogna vedere che allenamenti e approccio fanno alle partite.
      Poi contro l’Inghilterra comuqnue bisogna calcolare che ci manncavano 6/7 titolari…che per noi non sono pochi, ti cambiano totalmente il livello della squadra.

      • Stefo 16 Febbraio 2015, 12:37

        Con tutto il rispetto kinky di quei 6/7 almeno 5 avevano giocato con l’Irlanda e ne avevano presi 47…

    • gsp 16 Febbraio 2015, 11:51

      gian con la crescita abnorme delle accademie adesso il posto nella francescato se lo giocano in 10 per ruolo, se non di piu’. purtroppo le accademie, intese come centri di formazione professionale (anche dati ai club) ci vogliono.

      • Da 16 Febbraio 2015, 12:09

        Ragazzi mi sbaglio o Zanusso del Benetton non ha mai fatto parte di Accademie e della rappresentativa Under 20?

        • gsp 16 Febbraio 2015, 12:45

          e quello e’ solo un bene, ed il segno che la formazione, per fortuna fuori dalle accademie funziona ancora. e va benissimo. ma sono eccezioni.

          se vuoi competere con le U20 degli altri devi avere dei centri di formazione professionale, che siano nelle accademie dei club o nelle accademie federale poco importa. se invece non ti interessa competere nell’U20 ma essere competitivo piu’ in la, allora puoi farne anche a meno, ma ti troverai giocatori pronti al pro con ulteriore ritardo.

          e per chiarire, quelle strutture pro sono condizione necessaria e non sufficiente.

        • fracassosandona 16 Febbraio 2015, 15:54

          ti sbagli: cresciuto e formato a San Donà, per l’accademia ci è passato anche lui…

          http://www.federugby.it/index.php?option=com_joomleague&func=showPlayer&p=34&pid=89&Itemid=737&lang=

      • 6nazioni 16 Febbraio 2015, 17:45

        gsp adesso il posto nella Francescato se lo giocano in 10 x ruolo?
        cosa significa……

        • gsp 16 Febbraio 2015, 22:35

          Quante accademie u.18 ci sono? Fai uno per ruolo (in media) e vedi quanti si giocano il posto nella francescato.

          • 6nazioni 17 Febbraio 2015, 19:20

            gsp ok. allora 2 x 9 = 18 c’e’ abbondanza di ruoli…..
            .. non torna con i risultati delle(*)… forse non
            ci sono buoni prof.
            Abbiamo scoperto pandora.

    • gian 16 Febbraio 2015, 13:47

      mi piace, ho buttato una cattiveria/provocazione e sono usciti dei buoni spunti di discussione
      @kinky, vero, vero anche quello che dice stefo, però, ma la mia era una considerazione più generale, non tanto su questa squadra specifica che magari, come è stato, giustamente, detto in un altro post (mi scuso non ricordo l’utente), magari soffre di un buco generazionale, è anche vero che io ho visto la partita con l’irlanda, non questa con l’inghilterra, e qualche ragazzo interessante mi pare ci sia, manca fisico, ma, soprattutto, acume tattico ancor più che skills, tutte cose che, sommate, aumentano il gap pur a parità di talento. per esempio, de rossi notava come i verdi avessero problemi nei lanci in touche e chiedeva di saltare sempre sul primo blocco, niente da fare, tutti piedi a terra ad aspettare e ci siamo presi, sul primo blocco, un paio di carretti sanguinosi, loro un gioco al piede millimetrico a scaricare pressione e a risalire il campo, noi solo pedatoni a liberare senza il minimo senso, etc etc
      @gsp, sai che, per me, le accademie così concepite non vanno bene in quanto spaccano di fatto il movimento in due, invece di farlo crescere, ma pur accettando il tuo ragionamento sulla loro utilità, che ha dei fondamenti ben precisi e condivisibili, il fatto che di “gradini di selezione” ce ne siano 2-3-4-10-100 invece che uno solamente, non sposta il discorso di una virgola, fino a quando il criterio di selezione è che, sparo una sciocchezza tanto per fare un esempio, il MA deve essere almeno 180cm x 80kg a prescindere dalle sue abilità (sia chiaro che ad abilità confrontabili anch’io sceglierei un armadio al posto di un comodino o di un attaccapanni), il fatto che in gara ci siano 10 bussolotti macchinosi per lo stesso ruolo e che ragazzi con i numeri siano fuori, comporta solo che si sceglie, magari non sempre comunque, il meno peggio, non il migliore. io pongo il problema che, forse, visti alcuni numeri, chi dovrebbe fare un certo lavoro pare, sottolineo pare, perché bisognerebbe vedere tante cose prima di poter dare un giudizio con criterio, che non sia in grado di capire chi può andare avanti e chi no. sul discorso zanusso, tanto per fare un nome, esiste un’ampia letteratura di ragazzi per cui per anni non si sarebbe puntata una lira sulla carriera e che poi esplodono ad alto livello, tanto per citarne uno, stesso ruolo e stessa mancanza di selezioni giovanili, andrea muraro. non è tanto il fenomeno isolato a far dire che c’è qualcosa di sbagliato, è il fatto che che in eccellenza, prendendola come cartina tornasole dei prospetti che la usano come primo gradino per la loro carriera, ci giocano una marea di ragazzi che le selezioni giovanili non le ha viste o le ha viste poco, mentre i nazionali praticamente pro, fanno fatica a ritagliarsi un posto nelle stesse squadre, non parliamo di quando saltano in pro12 dove quelli che stupiscono sono gli “uncapped” come barbini e zanusso, ad esempio

      • gsp 16 Febbraio 2015, 14:00

        @gian, hai ragione quando parli di movimento spacccato in due ma e’ proprio cosi’ che devi fare e non puoi fare altrimenti. le accademie non possono essere base e non potranno esserlo mai. sono cose diverse. se poi oltre al pro, vuoi eliminare anche la formazione pro, qui c’e’ molto di piu’ una traversata del deserto. c’e’ “il rugby come hobby”. che per carita’ e’ rispettabilissimo e cmq dara’ derby accesi e combattuti alla morta, e sara’ piu’ vero. ma scordiamoci di competere con le prime 12.

    • Hullalla 17 Febbraio 2015, 11:51

      Io quanche anno fa mi sono preso una smaccata gigantesca quando Toni Green (allenatore per il quale ho una stima sconfinata) ha allenato l’U20 con risultati del tutto analoghi ai suoi redecessori, contrariamente ad ogni mia aspettativa.
      Evidentemente non e’ una cosa che si puo’ risolvere in quattro e quattr’otto.
      🙁

  28. Iocopoco-Maioco 16 Febbraio 2015, 12:16

    secondo me bisognerebbe cercare di creare una sorta di piccoli stati federali rugbystici in cui in ognuno di essi ci sia una franchigiadi riferimento che abbia il compito di reclutare e far crescere i club e i ragazzi all’interno della loro giurisdizione in modo da avere un sistema piu` capilllare e meglio controllato rispetto alla FIR…

  29. davide pavanello 16 Febbraio 2015, 12:24

    io credo che i nostri giovani partano da basi completamente assenti:la scuola non aiuta i ragazzi a diventare atleti o quantomeno buoni sportivi.spesso arrivano ai campi da rugby ragazzi con serie difficoltà motorie e di coordinazione,mentre nelle scuole anglosassoni lo sport è un momento fondamentale di crescita umana,da noi lo sport nella scuola non solo non conta nulla ma viene addirittura spesso penalizzato.detto questo..nelle accademie e nei centri di formazione si imposta per lo più un lavoro fisico di crescita muscolare ed atletica dei ragazzi,ma della tecnica di base e del talento individuale ci si pensa poco.ragazzi che tecnicamente sono validi ed hanno fantasia estro e capacità di leggere il gioco,se non hanno determinati parametri fisici vengono scartati a priori.leggo le schede dei selezionati delle accademie e vedo che sono tutti ragazzi con determinate misure in altezza e peso,segno che da noi prima si pensa al fisico e poi al gioco,ma poi sui campi vedi colossi che con la palla in mano non sanno che fare,non hanno inventiva,non sanno giocare..forse bisognerebbe ripartire appunto dal gioco..insegnamo a giocare con la palla.lasciamoli liberi di inventare.smettiamola di strutturare tutto..

    • mezeena10 16 Febbraio 2015, 12:37

      ragione da vendere!
      si deve partire dalle basi, sistema scolastico, insegnanti ed educatori qualificati! investire in infrastrutture, troppo pochi i campi..
      ripristinare i campionati giovanili, investire nel minirugby..
      idee ce ne son tante, persone preparate pure, manca la volontà politica!
      immobilismo piu totale, almeno destinassero qualche risorsa in piu ai settori giovanili, è qua che è maggiore l’ assenza della fir!

  30. cla 16 Febbraio 2015, 12:29

    i giovani ci sono ma non giocano. Ieri abbiamo visto ruzza,con le zebre, ed e’ andato bene, meglio del35 enne cavalieri. E allora? perche’ non li facciamo giocare? La volta scorsa giammarioli, direttamente dall’accademia al pro 12, e ha giocato bene.Lazzaroni, zanusso, barbini, padovani, bisegni, visentin..arrivati dall’eccellenza e subito andati bene, e ce ne sono anche di migliori che marciscono nell’eccellenza. Ma che cazzo di politica fanno?

    • parega 16 Febbraio 2015, 13:19

      verissimo….come il chiamare alle zebre bergamirco che fu’ e tenere castello in eccellenza
      un esempio dei tanti

      • malpensante 16 Febbraio 2015, 19:25

        E in Eccellenza spesso fanno panca dietro a giocatori che hanno da insegnare solo l’esperienza di un campionato che è quel che è.

  31. vecchio cuore neroverde 16 Febbraio 2015, 13:04

    rompo il silenzio (e probabilmente anche altro)
    ma devo constatare che dopo insulti di ogni tipo ho evidentemente fatto proseliti
    in sintesi: tutti i commenti che precedono sono del tipo amarcord, o del tipo fuori dal pro 12, aboliamo le franchigie, allenatori veri per i giovani, campionato italiano da far rivivere.
    evidentemente l’eccitazione dei due derby di minirugby è finita, e qualcuno i conti ha imparato a farli (tra senior, u 20 e celtiche punti subiti oltre 200, punti fatti meno di 50)
    buon rugby a tutti, e fate in fretta a godervelo, che tra poco il soufflè si sgonfia

    • Hrothepert 16 Febbraio 2015, 14:29

      Io dissento, il Pro12 e le franchigie sono una delle condizioni sine qua non per poter rimanere agganciati al 6Ns, casomai quella da debellare è la mentalità amarcord come la tua che contribuisce a castrare il Rugby d’ elite italino, con queste velleitarie e campanilistiche manie di grandezza dei clubs.
      Non ti offendere ma il campionato che piaceva tanto a te, piaceva a te e a quelli che ci si divertivano ma dall’ estero, e per estero parlo dei paesi di tradizione, veniva considerato quanto i giochi delle…Giovani Marmotte (ed io lo so perchè quel periodo e quel punto di vista l’ ho vissuto in prima persona!!)!!

    • mauro 16 Febbraio 2015, 15:10

      ciao vecchio cuore,
      non condivido il tuo continuo riferirsi al passato che ti è caro.
      Fare dell’ironia sui tempi attuali e sui punti subiti nel week end, quando ai tuoi tempi dovevi subire l’umiliazione di confrontarti con la squadra B o con gli espoirs e portarti a casa lo stesso carrettate di punti, mi sembra fuori luogo.
      Partecipare alla coppa FIRA con Romania, Spagna, Marocco, Portogallo e magari perdere con una di queste ti faceva sentire forte?

    • fracassosandona 16 Febbraio 2015, 16:30

      bentornato VCN!
      da uno che vuole rimanere nel pro12 per vincerlo!

    • Hullalla 17 Febbraio 2015, 11:53

      Grazie al cielo abbiamo ancora gli eredi di quei tempi gloriosi che tengono su la baracca e continuano a dare l’esempio di come si deve fare non solo blaterando ma anche coi fatti, come per esempio succede a L’Aquila.

  32. parega 16 Febbraio 2015, 13:14

    un under 20 che prende 60 punti erano quelle dei primi tempi
    dicevamo….vedrete che anche noi avremo giovani forti fra una decina di anni e squadre giovanili di livello come le altre del sei nazioni

    sisisisisisisisi
    hanno fallito TUTTE …dico TUTTE LE POLITICHE federali..ma gli stessi uomini di dieci anni fa’ sono ancora li’

  33. electrocase 16 Febbraio 2015, 14:38

    Vi supplico…….
    sull’allargamento della base va bene. Tutti lo invochiamo con idee diverse.
    Quando ho commentato l’ordinarietà di qualche allenatore blasonato alcuni hanno espresso pensieri alti….
    Ripeto: supponiamo una base allargata, molto allargata.
    CHI ALLENERA’ QUESTA SUPER BASE?

  34. Booster 16 Febbraio 2015, 14:38

    Il problema principale è il Professionismo.
    Pochi sono i giocatori che intraprendono la strada del giocatore di rugby con le speranze di poterne far un lavoro. Se chiedi ad un ragazzo di 13 anni che gioca a rugby cosa vuole fare da grande sicuramente non ti dirà “il rugbysta”. Provate a chiederlo ad un giocatore di calcio di 13 anni, che ha appena finito la partita di patronato. Risponderà calciatore.
    Qui la differenza. Dal momento che in tanti ragazzi aspireranno a giocare a rugby da grande, smettendola di considerarlo un non lavoro, allora i club si popoleranno, ci sarà più flusso di entrata.
    Qui ci avviciniamo al secondo problema: Chi forma questi futuri giocatori? In molti club ci sono allenatori delle giovanili che fanno questo mestiere da 20 anni, insegnando lo stesso rugby da vent’anni. Questo non lo paghi certo alla piccola età, ma i risultati vengono dalla under 18 in poi.
    Infine una critica al movimento in sè: L’inghilterra come la Francia hanno le accademie dei club, dove i giovani possono allenarsi ad un livello alto e con la prospettiva di un futuro in quel campo. In Italia questa fortuna, forse, ce l’hanno quelli delle accademie federali.
    Quanti di quei giocatori del 2011 in under 20 ora sono professionisti in questo sport? Direi solo i sopracitati.

    Il vero problema è istituire un nuovo concetto di Rugbysta, e portare i ragazzi ad intraprendere questo sport con l’idea che possano ricavarne un futuro.

    • faduc 16 Febbraio 2015, 17:28

      Quoto! La federazione deve trovare il modo di ottimizzare quel poco che c’è. Franchigie territoriali per l’alto livello (un esempio che faccio da sempre: Roma è l’unica capitale del 6n inesistente nel rugby d’alto livello. Tante squadre nane che portano poco o niente nel massimo livello), integrare lo stipendio dei giocatori in cambio di un vero professionismo. Ci sono tanti buoni giocatori in circolazione che stiamo perdendo. Basta vedere Ruzza, pp con le Zebre. Il potenziale c’è, ma se continua a giocare in questa Eccellenza tra qualche anno sarà un talento sprecato

  35. Emy 16 Febbraio 2015, 14:50

    Secondo me il punto centrale e più grave è quel “il movimento è fermo”, che è sa sacrosanta verità ma che secondo me non viene percepita “lassù”: c’è una sorta di “finta crescita” che maschera il nulla che in realtà invece c’è dietro. Si dice “siamo entrati nel 6N”: vero, ma non si vedono progressi nei risultati, le vittorie sono una cosa miserrima (e alcune anche di solo culo) e totalmente spot, senza l’impressione di una reale progressione. E poi “siamo in Celtic League”: certo, e in 4 stagioni e un pezzo le vittorie si contano sulle dita di due mani e, a parte una stagione migliore di TV, son sempre ultima e penultima e brancolano nel buio, quindi anche qui non c’è progressione. “Abbiamo fatto le Accademie”: benissimo, ma l’U20 continua a prendere mazzate assurde e continua a non funzionare la filiera nazionali giovanili-nazionale maggiore; i nomi e numeri citati nell’articolo riguardo ai proragonisti di JWC e oggi nelle squadre maggiori delle varie nazionali è nero su bianco e impietoso. Anche qui, nessuna progressione.
    Ma nessun accenno a cambiare direzione, perchè sembra che si abbia l’impressione di andare avanti, anche se in realtà si sta fermi o si va indietro. Perchè altri 4 anni di CL, quando i primi 4 erano ampiamente bastati a far capire che l’esperimento non era riuscito? Perchè allora non ringraziare e tirarsi fuori, ricostruendo e riprogrammando i campionati nazionali, inclusi quelli giovanili? Fino al’U20 nazionale, che tanto bene ha fatto in passato ma è poi stata rasa al suolo insieme a tutto il resto: perchè non far giocare qui le squadre delle accademie, avendo anche al contempo la possibilità di vedere all’opera tanti ragazzi delle altre squadre, e scovare nuovi talenti che per i motivi più diversi non sono in accademia? I nostri nazionali U20 giocano, tutti insieme, in serie A: che senso ha? E non che avrebbe più senso farli giocare in Eccellenza sempre con la squadra dell’Accademia: a 20 anni dovrebbero giocare nei club, insieme a giocatori più esperti, in un contesto più eterogeneo e più adatto alla maturazione e alla crescita. Basterebbe legare le Accademie ai club, per un percorso virtuoso di crescita per tutti.
    Con i soldi buttati via per la CL per altri 4 anni (in cambio di tot milioni abbiamo due squadre dai risultati fetidi, pochi spettatori, zero interesse mediatico, rose discutibili, giocatori di spicco che se ne vanno all’estero in ogni caso, e anche giovani di belle speranze che fuggono: anche a solfa “le franchigie terranno in Italia i giocatori di interesse per la Nazionale” sta andando miseramente alle ortiche) si poteva varare un ragionato e ragionevole piano di ristrutturazione del rugby italico, dalle giovanili all’Eccellenza, per cercare finalmente di costruire una piramide partendo dal basso e non una cosa tutta sgangherata e cadente con una punta posata sopra, lucidata come il marmo ma tremolante e in bilico, con il vuoto sotto.

    • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 15:40

      Ma tu che sei una dirigente di una squadra di serie “A”, quali sono le prime tre delibere federali che faresti? Non più di tre.

      • Emy 16 Febbraio 2015, 15:57

        Non sono una dirigente!
        Da tifosa e soprattutto innamorata del rugby, che vorrebbe vedere il rugby italiano uscire dal guano e crescere davvero, le prime tre:
        – uscita dalla CL
        – ristrutturazione dei campionati giovanili nazionali e a cascata zonali
        – iscrizione delle squadre delle accademie (che proverei a lasciare) nei suddetti campionati
        – se me ne permetti una quarta, collegamento delle Accademie ai club, nel senso di un favorito e costruttivo passaggio dei ragazzi agli stessi, come naturale prosecuzione del percorso.
        Se non si riparte da qui, non è una ripartenza, e non è la costruzione di un sistema che possa davvero chiamarsi tale.

        • Alberto da Giussano 16 Febbraio 2015, 16:24

          Grazie.
          Una domanda. Recco ad esempio, potrebbe sostenere un campionato nazionale U18/U20 autonomamente o solo se ci fosse un contributo? Nazionale intendo con trasferte almeno fino in Veneto e a Roma.

          • 6nazioni 16 Febbraio 2015, 16:34

            A.d.G. il recco e’ iscritto al torneo u.18 elite’
            con torino,milano,genova,viadana,Galvisano…..
            credo di si

          • Emy 16 Febbraio 2015, 16:42

            Con un contributo. E penso che sarebbero meglio spesi così che per la CL come è ora.
            Per il primo anno, come quando si erano divise A1 e A2, prendi le prime classificate dei vari campionati élite zonali e con loro crei i campionati nazionali (Da 10? Da 12?), sotto, l’élite zonale, con l’aspirazione a “salire”, e sotto ancora i territoriali, indispensabili per le realtà più piccole, ma con la possibilità, come ora, di potersi guadagnare l’élite e quindi la salita. Quindi un sistema aperto alla crescita per chi ne ha possibilità e potenzialità.
            Quando possibile, sia per ottimizzazione dei costi che del tifo, fare calendari intelligenti cche abbinino le partite delle prime squadre con quelle delle giovanili: che so, alle 12.00 giocano Recco-Lyons U18, alle 14.30 le prime squadre, e così via.
            Le Accademie U18 potrebbero essere inserite in questi campionati nazionali, oppure partire dagli zonali, oppure ancora farsi il loro campionato, ma un campionato vero, non qualche partita qui e là come fanno adesso.
            Di idee se ne possono buttare giù tante, e se ci fossero da reinvestire i soldi della Celtic, sia per finanziare appunto le trasferte che, ad esempio, per avere in FIR persone che appositamente seguano fondi e rimborsi, perchè tutto sia preciso e giustificato, si potrebbero fare mille belle cose.

          • Emy 16 Febbraio 2015, 16:51

            Pensa di che cifre stiamo parlando, anche se non venissero destinate per intero, e immagina quante cose ci si potrebbero fare, oltre al sostegno ai campionati giovanili, se si avesse voglia di investire e costruire: arbitri, formazione dei tecnici, collaborazioni tra FIR e società sul piano della formazione e dell’informazione nel senso più ampio del termine (incontri con gli arbitri, con, che so, varie figure dello staff della nazionale, e così via).

  36. Thetruth 16 Febbraio 2015, 15:18

    Risultati contro l’Inghilterra dal 2011 ad oggi:

    2011 6N : 74-3
    2012 6N : 42-7 / JWC : 64-5
    2013 6N : 52-7
    2014 6N : 52-5 / JWC : 63-3
    2015 6N : 61-0

    Non mi sembra che sia uno scandalo di quest’anno.. è 5 anni che regolarmente prendiamo dai 50 in su..
    Per fare un esempio nostrano: non credo che nessuno si scandalizzerebbe troppo se in una partita ufficiale il Calvisano (miglior squadra d’eccellenza)desse regolarmente 50/60 punti al Colorno/Piacenza/Recco (migliori squadre di A) e purtroppo è questa la differenza tra noi che siamo 11°nel ranking U20 e loro che sono campioni del mondo…
    Ed è anche normale che se cresciamo noi contemporaneamente crescono anche loro, e quindi la differenza rimane la stessa.. dovremmo noi fare un grande balzo in avanti per ridurre il gap!

    • M. 16 Febbraio 2015, 16:07

      Ma 20 anni fa cosa succedeva? VOglio dire, l’obiettivo dovrebbe essere quello di avvicinarci, non dico di vincere, ma almeno di arrivare entro che so un decennio, un ventennio a giocarela?

      • vecchio cuore neroverde 16 Febbraio 2015, 20:06

        dicembre 1995, quasi vinto a dublino (prima squadra)
        1996 e 1997 messe sotto scozia (2 volte) ed irlanda
        i nazionali u. 19 di quegli anni hanno portato l’italia al 6 nazioni
        ed il campionato creava i giocatori che ancora vagano per il campo a 35 anni.
        gli accademici vagano anch’essi; contenti loro, il campo tutto sommato è circa un ettaro; se gli dessero pure un badile…dalla linea verde al pollice verde

        • Hullalla 17 Febbraio 2015, 11:59

          2011 e 2013 messa sotto due volte la Francia e una volta l’Irlanda.
          Che risultati facevamo control l’Inghilterra 20 anni fa? La Romania aveva fatto anche di meglio, col professionismo di stato, mentre noi avevamo il professionismo marron proibito in tutto il resto di Ovalia.
          Non c’e’ un grande passato glorioso da rimpiangere (ma almeno c’era meno da mangiare…): tiriamoci su le maniche e diamoci da fare se vogliamo avere un futuro!

  37. ciupalla 16 Febbraio 2015, 15:54

    …e allora facciamoli giocare questi ragazzi…..!!!!!!..mi ripeto… per me bisognerebbe aggregare alle franchige i ragazzi under 21 piu’ meritevoli…..inoltre farei una delle due franchige solo di under 23 con magari tre o quattro giocatori d’esperienza………..ma e’ inutile girarci intorno…i ragazzi devono giocare se li vogliamo pronti……
    nelle altre nazioni gli under 20 giocano appena e’ possibile nelle prime squadre …e’ un rischio?….ma chissenefrega!!!!!!!!!…….tanto peggio di cosi’!!

    • ZioGiorgio 16 Febbraio 2015, 15:59

      Ma dov’è il rischio? Prova lampante mi pare possa essere il Mogliano che ha fatto una campagna acquisti di ragazzi 95 e 96 che, quando hanno giocato (e qualcuno ha anche giocato abbastanza!), non solo non hanno sfigurato né creato problemi, ma hanno dato un valido contributo

  38. grasso 16 Febbraio 2015, 16:01

    Leggendo le vostre considerazioni trovo un sacco di idee e spunti per progettare un formazione più adeguata alle necessità del nostro movimento. Ma vuoi che i nostri dirigenti federali siano così limitati da non conoscere le soluzioni dei nostri problemi? No, non penso proprio, sono persone intelligenti. Allora vuol c’è premeditazione no incompetenza non credete?

  39. mic60 16 Febbraio 2015, 16:16

    Non si tratta di essere più o meno intelligenti, questo paese è basato su questo principio ridicolo. Bisogna prendere la strada più dura e più lunga è questo che non vogliono fare… i soldi fanno gola a tutti. Ripeto un piano davvero serio con persone capaci che sappiano gestire bene i nostri soldi.

  40. faduc 16 Febbraio 2015, 17:35

    C’è un solo modo per smuovere la federazione. Astinenza da rugby. Stadio semivuoto e niente tv. Si chiama massa critica. Ma noi italiani non siamo culturalmente in grado di farlo

    • Sergio Martin 16 Febbraio 2015, 22:59

      Più che altro me verrebbe il coccolone, o la scimmia, o la crisi d’astinenza, o come lo vuoi chiamare tu…

  41. 6nazioni 16 Febbraio 2015, 18:10

    a – chiudere le (*) cosi’ strutturate
    b- Aprire n°=4 (*) in zone dove c’e’ poca presenza di rugby esempio
    (Sardegna,Marche,Sicilia Basilicata) Tecnici Stranieri
    c- Ripristinare campionato u.20 elitè
    d- (*) Francescato iscritta in Eccellenza.
    e- (*) Francescato iscritta in Serie A
    f- Una sola Franchigia Federale in Pro 12.
    g- Tenere i migliori prospetti in italia
    h- Prendere 1/2 stranieri buoni x la franchigia-pro12
    i- Sovvenzioni ai club che curano i settori giovanili con premi in denaro.
    Ma quelli veri non farlocchi come ora.

    • San Isidro 17 Febbraio 2015, 02:06

      sul punto f potrei essere molto d’accordo…

      • lexv 18 Febbraio 2015, 15:47

        Anch’io.. e se possibile la farei giocare in 3 sedi…una al nord una al centro e una al sud!

        • San Isidro 18 Febbraio 2015, 15:55

          non male come idea lexv, il punto è che, secondo il regolamento del board celtico, non puoi indicare più di due sedi per la Pro 12 (ad es. il Munster gioca a Limerick e Cork), però si potrebbe indicare una terza sede per le partite di coppa europea…poi naturalmente ci possono essere i casi eccezionali dove giochi una partita fuori sede (come fecero le Zebre il primo anno che contro il Leinster giocarono a Reggio Emilia)…

          • lexv 18 Febbraio 2015, 16:32

            ok! Una al nord, una al centro-sud e una per la coppa!

  42. electrocase 16 Febbraio 2015, 18:13

    Mi spiace Emy
    ho seri dubbi sull’equazione 0€ alla CL = alto livello dell’Eccellenza
    ho la convinzione che solo il confronto continuo con l’alto livello possa consentirci con gli anni (molti anni) di spingerci in alto.
    Il palcoscenico della CL a mio modesto avviso è un incubatore di stimoli, proiezioni, aspettative e propulsioni sportive da non sottovalutare.
    Ma potrei sbagliare e tu potresti obiettare il mio convincimento con i risultati ottenuti sino ad oggi.
    Non so
    Ed in particolare non so se i giocatori (giovani o meno giovani) di formazione italiana che vengono chiamati da formazioni europee più “avvezze” al rugby di buon e/o alto livello avrebbero mai avuto la possibilità di esprimere le loro potenzialità in un torneo nazionale (anche di buon livello).
    Lo so, la partecipazione alla CL e la soluzione federale adottata è una “scorciatoia” e tutti vorremmo un campionato nazionale a livello di Top 14 o Premiership.
    Credo occorreranno molti altri anni di rugby giocato a quei livelli per poter intravedere qualche risultato ma forse è solo una fiducia mal riposta.
    Io credo invece negli altri aspetti che hai citato che quasi fatico a ripetere per la noia che ingenerano: riorganizzazione della formazione a livello di base e giovani e preparazione dei tecnici.
    Io continuo a d essere per il manuale “bulgaro” ma il salto chiama coraggio ed esige tempo
    coraggio da tipici italiani non abbiamo e tempo che pensiamo di risparmiare

  43. parega 16 Febbraio 2015, 19:09

    cmq potete dire tutte le idee che avete ma senza una categoria di allenatori di qualita’ non si va’ da nessuna parte
    e’ mai possibile che gli allenatori federali non sono mai andati ad aggiornarsi all’estero ? addirittura veniva mandando in giro ascione
    per questo siamo mal ridotti…le societa’ non hanno le possibilita’ finanziarie per fare questo devono essere supportare dalla fir
    senza allenatori di qualita’ nei settori giovanili arrivano questi giocatori da -60

  44. Katmandu 16 Febbraio 2015, 21:24

    Arrivo bello ultimo (bello più o meno)
    Io non ho la bacchetta magica ma questo sistema non é valido e lo si capisce bene dai risultati, ma guarda caso, fin quando la tecnica dei bimbi stranieri non é affinata, e i noistri ci mettono il fisico, diciamo prima dei 18 anni, i risultati ci sono, poi quando anche loro mettono su il fisico diventano imbarazzanti i risultati
    Ma come siamo arrivati a questa situazione
    In primis i club non son più in grado di formare i giovani
    La Fir persiste in un metodo di sviluppo che crea tori con poca intelligenza rugbystica
    Il mix é devastante, faccio notare che la nostra squadra giovanile gioca quasi tutta tra A B e eccellenza, e non perché poco tutelati ma proprio perché i vecchi e gli stranieri son meglio dei giovani, mentre i virgulti stranieri giocan tutti nei campionati più provanti dell’eccellenza
    Poi per colpo di grazia le accademie che non vengono collegate all’alto livello, ma siamo a livello di demenza senile, tutte le squadre di un certo spessore hanno la propria accademia, ma dei 12 milioni di euri per fare la CL vincolarne due per la formazione di alto livello pare brutto? Inutile poi continuare, faccio un’ultimo esempio, sempre lo stesso, quello col gps in testa era uno dei migliori azzurri nel mondiale neozelandese, é arrivato in un club che punta a vincere e faticava a giocare perché la 40 scelta ad apertura francese e la 70 ad estremo sudafricana son di gran lunga più preparati di lui…..serve aggiungere altro?

  45. Sergio Martin 16 Febbraio 2015, 22:47

    Il campionato Under 20 lo organizzerei sullo schema della serie A, con vari gironi territoriali, play off e play out..

  46. San Isidro 17 Febbraio 2015, 00:43

    Articolo che non fa una piega, il tutto è molto condivisibile e genera riflessioni amare…no comment per le parole di Ascione…

  47. cainerandrea 17 Febbraio 2015, 11:49

    Io credo che il problema sia molto più complicato, e non ascrivibile solo a Tizio piuttosto che Caio. La struttura del Rugby Club dovrebbe, col tempo, diventare molto più professionale (che non significa che tutti devono essere pagati fior di quattrini) e cominciare a pagare i tecnici in grado di dare competenze; il Club, ovviamente, dovrebbe diventare una macchina da soldi come si fa sopratutto nel mondo anglosassone, molto più meritocratica e meno legata alle amicizie personali (che poi diventano il terreno per giochetti di potere che nella realtà evidenziano solo l’impotenza).
    La formazione tecnica dovrebbe finire a 16/17 anni e sicuramente far iniziare i giovani a giocare a rugby a 13/14 anni….anche solo 2 anni in più non sono così pochi. Il lavoro sulle skill di base dovrebbe diventare uno standard non solo per il Club, ma per tutti i Club: in U.14 si fa questo e in U16 bisogna saper fare quest’altro. Abbiamo tecnici che non sanno riconoscere un tallonatore da una apertura (anzi l’apertura non sappiamo nemmeno cosa sia) e il MM rimane soltanto un passatore di palloni……. Vedo grandi e complesse strutture di gioco, quando i ragazzi non riescono a leggere…hanno imparato a memoria. Ancora recuperiamo lo “scarto” (con tutto il rispetto per chi sceglie il rugby)di altri sport, ma sopratutto abbiamo una Scuola che non crea competenza e cultura motoria e sportiva……..Per me va ancora bene che siamo al 14 posto nel WR…destinati a scendere, ovviamente (purtroppo)

  48. lexv 18 Febbraio 2015, 17:04

    OT: Casagrande, tutor dei centri di formazione regionale parla delle Accademie “indispensabili”!

    http://venetoblog.corrieredelveneto.corriere.it/2015/01/19/perche-le-accademie-sono-indispensabili-per-la-crescita-del-rugby-italiano/

    Lo so…è un pò come credere all’acquaiolo che dice che la sua acqua è fresca! Comunque potrebbe essere un articolo interessante!

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