Zebre, ma davvero quella contro Brive fu una “vittoria mutilata”?

Oltralpe si scrive che la squadra francese era profondamente rimaneggiata, ma il succo della questione di certo non cambia

ph. Emmanuele Ciancaglini

ph. Emmanuele Ciancaglini

“Quanti di questi 23  giocano regolarmente in Pro12, e quanti sono stati convocati per il Sei Nazioni?” La prima domanda che sabato in sala stampa ci ha fatto il collega de La Montagne proveniente da Brive era abbastanza eloquente, e la risposta per nulla breve. Non sarà stata la formazione tipo, ma tra Venditti, Palazzani, Bortolami, Biagi, Geldenhuys, Aguero e Haimona un buon blocco azzurro c’era, senza contare i vari Orquera, Van Schalkwyk e Leonard che in Celtic hanno alto minutaggio. Ben più breve è stata invece la risposta alla domanda speculare, con pochi giocatori francesi scesi in campo a Parma che trovano posto in Top 14. E al collega francese la cosa non è passata inosservata, tanto che un paio di giorni dopo la partita tra le tre cose imparate dal match di Parma scrive: “Mentre Brive ha rivoluzionato la squadra, le Zebre si sono presentate con otto internazionali convocati da Jacques Brunel per il Sei Nazioni, tra cui tre delle quattro seconde linee”. Il valore della vittoria, riconosciuta dal collega che non risparmia critiche a Brive per come ha giocato, sarebbe pertanto da ridimensionare alla luce di queste presenze. Ma davvero ha un senso?

 

Urgono prima di tutto alcune premesse. Innanzitutto, probabilmente è vero che Brive è scesa in campo più rimaneggiata e sperimentale di quanto non fossero le Zebre, più vicine (ma è una parola grossa) alla formazione tipo. Così come è probabilmente vero che entrambe le squadre hanno preso questa coppa per provare giocatori e non certo per vincerla, e questo vale più per i cugini d’Oltralpe, che in generale in Challenge hanno portato a casa discrete figuracce. Legittimo pertanto che il collega sottolinei queste cose, ma il valore della vittoria non dovrebbe però essere alterato.
Prima di tutto, una vittoria è una vittoria, e questo poco conta. Negli annali (che parola) della competizione resterà scritto che nell’edizione 2014/2015 Brive è stato battuto sia all’andata che al ritorno dalle Zebre, e questo forse può non andare troppo giù. Resta poi sacrosanto e inviolabile il verdetto del campo, che va di pari passo con il carattere “relativo” e per nulla aleatorio di qualunque partita. Il doppio match contro i francesi non ha certo sancito che le Zebre sono in condizioni assolute più forti di Brive (cosa impossibile da stabilire), ma in quel determinato momento, in quelle determinate condizioni, lo sono state. Così come, probabilmente, il Sudafrica del 2014 non è più forte della Nuova Zelanda dello stesso anno, ma il 4 ottobre 2014, proprio in quel momento, si è dimostrata superiore. Parlare di vittoria ridimensionata, pertanto, lascia forse il tempo che trova, fermo restando che contro la squadra al completo sarebbe stato più difficile. Ma in quel momento, in quelle condizioni, i 23 giocatori delle Zebre scesi in campo si sono dimostrati più forti dei 23 avversari. Zero a zero e palla al centro. Anzi no, due a zero.

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