OnRugby – OnTheRoad: alla scoperta del Galles – seconda parte: Llanelli

Continua il nostro viaggio fra rugby e turismo nella terra dei draghi rossi

ph. Sebastiano Pessina

Partiamo da Newport alla volta di Llanelli. A dividerle circa 62 miglia (poco più di 100 Km). L’autostrada (M4) si allunga fra il mare e le colline. Alla nostra destra si intravede il parco nazionale di Brecon Beacons, la cui visita vale un viaggio (per saperne di più).

“Llanelli is so much more than its legendary rugby team…”, così recita la nostra guida turistica.
Arrivati a destinazione non possiamo che confermare.
Llanelli è una piccola cittadina che conta circa 50.000 abitanti nella meravigliosa contea del Carmarthenshire.

Dobbiamo mangiare qualcosa per rinfrancarci dal viaggio (questa mattina in albergo abbiamo optato per un continental breakfast non lasciandoci sedurre da salsicce, fagioli, bacon e uova fritte, ma è stata dura resistere). È solo una scusa per scoprire cosa offre la zona in fatto di birra e assaggiare una very very local one. La ragazza dietro al bancone si avvicina a una spina con due draghi rossi affiancati (non è quella famosa il cui nome, per anni, ha fatto bella nostra di sé sulle maglie della nazionale gallese, qui i draghi sono ben due). Si chiama Double Dragon, per l’appunto, la producono a un miglio di distanza dal nostro albergo nel locale birrificio Felinfoel. Che dire: eccellente, assolutamente da provare!

Abbiamo qualche ora prima di recarci allo stadio (che, come abbiamo detto, non è l’unica attrazione locale), giusto il tempo per visitare uno dei tanti castelli del comprensorio.
A poca distanza da Llanelli (9 miglia/14,5 km in direzione nord ovest, percorrendo la via più breve: A484 – B4308 e ancora la A484) c’è Kidwelly Castle (per saperne di più). Costruito nel 1106 dai normanni fu più volte rimaneggiato; nel 1270 fu rifatta interamente la cittadella, mentre nel XIII secolo, durante le insurrezioni gallesi, vennero erette le torri e le muraglie. Le rovine, davvero molto suggestive, spiccano su un piccolo promontorio che domina la cittadina. Se andandoci aveste la sensazione di un déjà vu, non vi sbagliate, il castello è stato scelto come location in diversi film.
Tornando in città ci imbattiamo continuamente in campi da rugby dai prati verdissimi e curati (sede dei piccoli e gloriosi club locali); i pali di meta svettano ovunque ci sia una scuola, pubblica o privata che sia e vengono utilizzati pesino per adornare i roundabout.
Al nostro ingresso a Llanelli, questa mattina, ci siamo imbattuti in quelli del vecchio stadio che si innalzano proprio nel mezzo della rotonda.
Qui tutto parla di rugby.

Proprio nei pressi dello stadio che sorge a ridosso di un grande centro commerciale, il nostro navigatore impazzisce (comincia a ripetere ossessivamente “ricalcolo, ricalcolo”). Ma proprio mentre ci spendiamo in colorite imprecazioni (rigorosamente in italiano), ci accorgiamo di essere preceduti da un’auto (a bordo mamma, papà e due bambini) che sul bagagliaio reca un grosso adesivo dal logo inconfondibile. La seguiamo…

Il Parc y Scarlets è una struttura modernissima da circa 15.000 posti, inaugurata il 15 novembre del 2008. Un piccolo gioiello architettonico il cui progetto si deve allo stesso studio (The Miller Partnership) ideatore anche del Murrayfield di Edimburgo e della casa del Manchester United.

Nato col nome di Pemberton Stadium (la denominazione ufficiale e definitiva, venne annunciata il 20 maggio 2008), Il Parc y Scarlets celebra alcune delle tante glorie locali.
Una grande statua situata proprio di fronte all’ingresso principale ricorda Ray Gravell, giocatore, ma anche attore e anchorman, prematuramente scomparso nel 2007. 23 caps con la maglia del Galles, 4 con i Lions nel tour del 1980, ma soprattutto in campo con il Llanelli RFC quel memorabile 31 ottobre del 1972, quando la squadra di casa vinse con i Tuttineri per 9 a 3.
A Carwyn James e Phil Bennett sono dedicate alcune delle executive lounges.
All’interno del grande pro-shop (che offre ogni sorta di gadget) fa bella mostra di sé il vecchio tabellone dello Stradey Park, per poco meno di 130 anni casa del rugby locale.
Il museo è allestito in fondo al negozio. Intitolato a Ken Jones (44 caps con il Galles, 3 con i Lions nel tour del 1950, ma soprattutto autore della meta che attribuì la vittoria al Galles contro gli All Blacks nel 1953: il match si chiuse 13 a 8) custodisce svariati cimeli, fra i tanti non possiamo non notare un gagliardetto del CUSI Napoli e uno della Selezione Militare Italiana. Ci sentiamo onorati e più vicini a casa.

Lo stadio è fantastico, il pubblico composto da tantissime famiglie, nonni compresi. È proprio vero che nel rugby ogni partita è una festa. Gli Scarlets entrano in campo accolti dalle classiche fiammate e da un boato del pubblico. Fra il primo e il secondo tempo il prato è tutto per i bambini, sono gli under 10 dei locali club che “si sfidano” a tag rugby. Uscendo dal campo salutano il pubblico con lo stesso piglio dei giocatori navigati. I Warriors (primi in classifica) non tradiscono, ma la squadra di casa combatte fino all’ultimo: finirà 12–17. Per chi se la fosse persa a questo link trovate la  fotogallery del match.

 

Prima di procedere alla volta di Cardiff, dove i Blues aspettano all’Arms Park l’Edinburgh Rugby, abbiamo un’altra visita da fare. La suggestione di Kidwelly Castle è stata tale che decidiamo di non rimandare quella a un luogo che promettere di essere incantato: Carreg Cennen Castle. Tappa intermedia, Llandeilo dove si trovano il parco di Dinefwr, l’omonimo castello alto medievale e la Newton House.
Per raggiungerle optiamo per un percorso alternativo a quello più veloce che ci propone il navigatore.
Da Llanelli puntiamo verso Carmarthen (16 miglia, 26 km circa, capoluogo della contea dove si erge l’ennesimo magnifico castello medievale e un anfiteatro di epoca romana), chissà che non ci sia il tempo per fare una scappata al National Botanic Garden of Wales, dove c’è la più grande serra del mondo che, così, è di strada. Dal giardino botanico (da Carmarthen sulla A48) il navigatore ci conduce attraverso un dedalo di stradicciole (tanto piccole da chiederci cosa faremmo se qualcuno ci venisse incontro) intorno una campagna di smeraldo. Sbuchiamo finalmente su una strada più larga, a destra e sinistra sulle cime delle colline le rovine di due castelli occhieggiano fra gli alberi (scopriremo poi che sono la Paxtons Tower e il Dryslwyn Castle). Attraversiamo un ponte, sulle sponde del fiume ci sono alcuni cigni. L’armonia è totale. Forse è un film. Un pizzicotto e si riparte.
Dobbiamo riprenderci. A 200 metri dal cancello di Dinefwr Park and Castle, sosta al White Hart Inn: “Please may we have two pints of local beer?” Ci servono la Evans & Evans: strepitosa! Un sorso e ci giriamo. Dall’altro lato della strada c’è un campo da rugby. È proprio un film.

 

Per non rovinare l’atmosfera continuiamo a fidarci del navigatore e a infilare stradine sempre più piccole e impervie. Eccolo là, tanto bello da sembrare irreale. Ultima quinta prima del “monte nero”, The Black Mountain, oltre il quale si estende Brecon Beacons, su una collina più alta delle altre spicca misterioso: è Carreg Cennen Castle. Una fortezza del 1300 costruita durante l’occupazione del Galles da parte di Edoardo I, dove si ergeva una roccaforte del XII secolo edificata dai principi gallesi del Deheubarth. Alcuni ritrovamenti archeologici testimoniano che popoli preistorici e successivamente i romani occuparono l’arcana collina.
A ridurre in rovine il castello non il tempo, ma gli York, nel 1462, durante la Guerra delle Due Rose per scongiurare il rischio che fosse utilizzato dai fedeli dei Lancaster. Col senno di poi, sapendo com’è andata a finire: un gran peccato.
Alla base della collina una fattoria con una deliziosa sala da tè, un piccolo negozio di artigianato locale e un salone per ricevimenti e cerimonie di nozze. Sorseggiando un caffè diamo un’occhiata ai prodotti locali: fra le cartoline con le attrazioni del Galles ce n’è una con un soggetto che conosciamo bene: 15 uomini in rosso, di schiena, abbracciati in un grande stadio. Risaliamo in macchina estasiati, imbocchiamo l’ennesima stradina costeggiata da siepi altissime e perfettamente potate. La macchina ci passa a mala pena, ma siamo più tranquilli, questa è a senso unico.
Cardiff ci aspetta. Alla prossima puntata.

Per tutte le informazioni potete consultare visitbritain.com e  visitwales.com.

Le foto dei castelli, dei magnifici paesaggi, dello Parc y Scarlets e del suo museo le trovate qui.

Questo invece il link alla prima tappa di OnRugby – OnTheRoad.

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