Irlanda e Scozia, panchine in cerca di padrone

Le due nazionali sono alla ricerca di nuovi allenatori. Situazioni diverse che troveranno una soluzione nelle prossime settimane

La notizia vera sarebbe stata la conferma di Declan Kidney alla guida della nazionale irlandese, ma l’IRFU non ha voluto sorprendere nessuno e ha deciso che non proporrà un rinnovo al coach. La sorpresa sta forse nel fatto che nonostante il suo contratto scada il 30 di giugno la federazione di Dublino ha deciso che il suo incarico di ct termina in maniera immediata, segno che le parti probabilmente non si sono lasciate proprio benissimo…
Chi al suo posto? Le voci si sprecano: si va dal coach degli Harlequins Conor O’Shea, a Mark McCall dei Saracens, fino a Mike Ruddock e a Jake White. Nomi importanti, ma forse i più accreditati sono altri due:  l’attuale allenatore del Leinster Joe Schmidt e l’australiano Ewen McKenzie. Il primo ha ancora un anno di contratto con i dublinesi (e quindi anche con l’IRFU…) ma sarebbe la naturale evoluzione della “svolta neozelandese” impressa al movimento irlandese, dove oggi tutti gli head coach delle quattro franchigie celtiche sono a guida kiwi (anche a Connacht Pat Lam inizia a lavorare in pianta stabile proprio in questi giorni). Se le parti vogliono un accordo lo troveranno.
Per McKenzie il discorso è un po’ diverso: a suo favore si può leggere la scelta di affidare a Les Kiss il tour di giugno in Canada e Stati Uniti visto che l’attuale director of rugby dei Reds sarà occupato sino a luglio con il Super Rugby. McKenzie che però è in corsa anche per la panchina wallabies. Se vuole andare in Irlanda deve deciderlo ora e voltare le spalle all’opzione, tra l’altro niente affatto certa, Australia. Qualche settimana e sapremo.

 

E in Scozia? Lì il ct è Scott Johnson fino a giugno, il suo interim finirà con i test-match di quel mese. Le parti continuano a trattare sottotraccia e ogni tanto vengono diffusi comunicati dove non si dice nulla se non che appunto si stanno parlando. Comunicati che sembrano avere come unico obiettivo quello di comunicare al mondo che nessuno si deve permettere di fare offerte a Johnson finché la cosa non sarà risolta. Dall’Australia – paese natìo dell’allenatore – sono infatti arrivate offerte importanti per un ruolo di rilievo all’interno dell’ARU mentre a Edimburgo sembra che ancora non abbiano deciso se avvalersi di lui come allenatore o come director of rugby. Ma siamo sicuri che Johnson rimarrebbe con questa seconda ipotesi? Anche qui è questione di poche settimane.

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