Campese stavolta sbaglia il drop e l’Australia dei media si arrabbia

Un commento sessista via twitter contro una giornalista scatena le polemiche. E al mito wallabies risponde anche Pocock

COMMENTI DEI LETTORI
  1. madflyhalf 28 Novembre 2012, 10:01

    La qualità degli articoli di Campese su “The Roar” è imbarazzante. Studio Aperto lo rifiuterebbe per esagerata banalità.

    I suoi 3 chiodi fissi generalmente sono:

    – Deans non è adatto ai Wallabies perché è neozelandese
    – I giocatori di oggi sono robot e non pensano
    – I Wallabies non sanno nemmeno passare la palla, mentre ai miei tempi eravamo tutti molto più tecnici

    Brutta roba la senilità

    • And 28 Novembre 2012, 17:25

      i punti 2 e 3 nn fanno una grinza

      • ermy 28 Novembre 2012, 21:21

        Quoto! Qualcuno se lo ricorda Campese?

        • Rabbidaniel 28 Novembre 2012, 23:07

          Come no, nei derby Petrarca-Benetton, anche se ero abbastanza ragazzino. Uno spettacolo.

      • madflyhalf 29 Novembre 2012, 09:35

        Sì proprio dei robot… sì sì certo!
        😉
        Gente che non pensa… sì sì come no.
        E poco tecnica. Eggià! Le skills individuali medie delle squadre di oggi sono SICURAMENTE inferiori di 20 anni fa.

        Ma per favore… 😀

      • madflyhalf 29 Novembre 2012, 10:47

        Dimentichiamo per un attimo l’affetto che si può avere per uno che è stato in Italia, magari nel nostro club preferito che ha illuminato i nostri campi etc…

        Andiamo al sodo, il sodo è il 2012, non il 2000 o il 1995.

        “Giocatori robot che non pensano”
        Semmai è vero l’esatto contrario.
        Il decision making oggi fa la differenza in uno sport in cui il professionismo ha innalzato i livelli tecnici di tutte le squadre uniformando le dotazioni individuali (atletiche, fisiche e skills).
        Il fenomeno di turno oggi, è colui che prende le decisioni migliori in base ad ogni singola situazione di gioco in cui si trova coinvolto, nel minor tempo possibile.
        Potete sostenere il contrario guardando giocare Carter, O’Connor, McCaw, Warburton, Lambie, Genia, Pienaar, Beale, Dagg… ma anche i più datati che brillavano in modo incontrastato 10 anni fa (BOD, Wilko…); secondo voi questa gente fa la differenza per il fisico? per le sole skills?

        Per prendere decisioni di qualità occorre: guardare, pensare, poi decidere, infine agire. Se non guardi e non pensi, decidi di merda.
        E occhio che non vale solo per i fenomeni… anche gente bollata come “mediocre” a livello internazionale, è comunque preparatissima sotto questo aspetto!

        Secondo: le difese oggi sono 200 volte più veloci e precise rispetto al passato, ne consegue che le decisioni vanno prese in un tempo infinitamente minore! La capacità di prendere decisioni fa la differenza fino a un certo punto (chiamiamolo livello club), dopo diventa tutta una questione di farlo in tempi di reazione brevissimi (chiamiamolo livello test match).

        Per anni abbiamo ammirato Larkham una delle migliori aperture di sempre, che faceva la cosa giusta al momento giusto, sempre, ma è triste ammettere che oggi un giocatore come lui farebbe 1/3 di ciò che ha fatto tra fine anni 90 e il suo ritiro, proprio a causa delle difese asfissianti presenti nelle squadre moderne.

        Un rugby per posizioni e non più per ruoli evidenzia tantissimo la capacità di prendere decisioni che deve essere il più possibile diffusa in TUTTA la squadra!
        Non solo!

        “I giocatori di oggi hanno meno skills di quelli di ieri”. Porcheria immonda per reparto geriatria.
        Sono richieste skills individuali per tutti i giocatori, che 20 anni fa avevano 15 persone in un emisfero.
        Ad esempio… Guardate la meta della NZ di Messam, guardate la qualità del passaggio di Owen Franks (n.3).
        I banana kick?
        In 3 anni è cambiato il modo di tenere in mano il pallone, passando ad una posizione più orizzontale per facilitare l’eventuale offload, ormai necessario solo per sopravvivere al rugby del 2012!

        Passa tutto apparentemente in secondo piano, specialmente nelle nazioni evolute perché la dotazione di skills è ENORME nelle prime 6-7 del ranking mondiale.

        La differenza di skills si vede nettamente tra le tier 1 e tier 3, ma già meno tra tier 1 e tier 2 e tier 2 e tier 3.

        “L’Australia non sa passare il pallone”?
        Beh, forse ora non è tanto in forma, ma nel 2010, praticamente con lo stesso identico gruppo, non dicevamo così! 😀

        E se Deans non è adatto all’Australia, non è perché è neozelandese.

  2. sabrina mccaw 28 Novembre 2012, 12:06

    come giocatore è stato tra i più grandi ma come uomo ha già in diverse occasioni dimostrato di valere davvero poco..
    e poi a correggerlo è stato un giovane che può essere suo figlio.. io mi vergognerei doppiamente!

  3. ginomonza 28 Novembre 2012, 16:50

    magari non gli piacciono le donne e avrà altri interessi….

  4. Bahiano 28 Novembre 2012, 17:36

    quest’era del politically correct non la reggo…ha sbagliato solo a menzionare che è una donna facendolo sembrare il problema. Adesso non la conosco ma magari è veramente incompetente e che male c’è ad essere criticati sulle proprie competenze quando si è personaggi pubblici?
    Dubito che il messaggio di Pocock sia veramente sentito ma faccia parte di uno schema comportamentale diplomatico. Poi oh…felice di sbagliarmi.

    • miky 28 Novembre 2012, 21:38

      Perfettamente d’accordo! E poi da quando “ragazza” è un termine offensivo??

    • ginomonza 29 Novembre 2012, 14:21

      Leggiti il commento di lukek e rifletti

  5. lukek27 28 Novembre 2012, 23:55

    Attenzione, Campese letteralmente dice “Perché SMH ha preso una ragazza per parlare di rugby.” (In forma interrogativa, ma senza punto di domanda…)

    La sua grammaticamente malposta domanda critica SMH per aver preso “una ragazza”, che vuol dire una qualsiasi ragazza, non quella specifica ragazza accusandola di non essere competente. Avesse detto “that girl” anziché “a girl” la questione sarebbe stata ben diversa. Altro che politically correct…

Lascia un commento

item-thumbnail

Italia femminile, Raineri: “Al di là della meta segnata, abbiamo sofferto troppo. Ci serve più possesso”

Il tecnico, amareggiato in conferenza stampa, analizza la sconfitta contro le scozzesi

20 Aprile 2024 Rugby Azzurro / Nazionale femminile
item-thumbnail

United Rugby Championship: la preview di Connacht-Zebre

Per i ducali torna Geronimo Prisciantelli, 200esimo cap per Bealham. Arbitra il direttore di gara Aimee Barrett-Theron

item-thumbnail

Sei Nazioni femminile 2024: a Parma Italia-Scozia termina 10-17

In meta per le Azzurre Alyssa D'Inca, le highlanders marcano 3 volte e conquistano 4 punti

20 Aprile 2024 Rugby Azzurro / Nazionale femminile
item-thumbnail

Sei Nazioni: la diretta streaming di Italia-Scozia

La diretta del match delle Azzurre al Lanfranchi di Parma

20 Aprile 2024 Foto e video
item-thumbnail

URC: il Benetton Rugby domina, sbaglia e alla fine batte i Dragons

I biancoverdi, sempre in controllo, fanno bottino pieno contro la formazione gallese, comunque autrice di tre mete

item-thumbnail

Sei Nazioni femminile 2024: la preview di Italia-Scozia

Nanni Raineri opera quattro cambi nel XV iniziale. Dirige la gara Maggie Cogger-Orr

20 Aprile 2024 Rugby Azzurro / Nazionale femminile