Brunel sei mesi sulla panchina del Benetton. Una provocazione, ma..

Sabato tanti azzurri erano in tribuna a gardare Italia-Australia. Potevano essere “liberati” per il loro club? Cosa ne pensate?

ph. Sebastiano Pessina

“Sarebbe costruttivo scambiare gli allenatori per sei mesi: Smith sulla panchina azzurra, Brunel ad allenare il Treviso. I giocatori sono più o meno gli stessi. Ma certe cose si capirebbero meglio”. Questa la chiusa finale con cui Antonio Liviero ha mandato in stampa la sua tradizionale rubrica del lunedì, “Mischia aperta”, su Il Gazzettino.
Di cosa parla Liviero? Della “liberazione” verso i rispettivi club dei giocatori convocati in nazionale che però poi non giocano. Un problema che oggi tocca Treviso, ma che un domani – si spera, vorrebbe dire che sono cresciute tanto – potrebbe riguardare anche le Zebre.  “C’è da chiedersi anche che cosa ci facessero in tribuna De Marchi, Iannone e Burton. E persino Mauro Bergamasco: non avrebbe potuto andare in panchina e liberare uno tra Vosawai e Favaro? Sarebbero stati molto più utili contro l’Ulster. La Nazionale ha invece restituito per il match i soli Morisi e Pratichetti”. Liviero parla da un pulpito veneto e si rivolge a lettori di quell’area, quindi particolarmente sensibili, ma al netto delle contingenze della partita di sabato il tema di fondo regge: perché tenere tutti quei giocatori fermi e non lasciarli andare ai loro club? Tanto più che gli eventuali viaggi di ritorno per problemi improvvisi non erano particolarmente disagevoli: Firenze e Treviso (o Parma) non sono certo lontani.
Si dirà che la nazionale è il vertice del movimento e che viene prima di tutto. Verissimo, però cosa fanno – ad esempio inglesi e francesi? La domenica hanno in ritiro grupponi di 30-35 giocatori, il martedì sera rimangono solo i 23 che poi andranno in campo o in panchina. Al massimo si tengono uno o due uomini in più in caso di acciacchi o dubbi fisici. Dal mercoledì mattina gli altri possono allenarsi con le loro squadre e preparare gli impegni che li attendono. Un giusto compromesso tra le necessità della nazionale e quelle dei club. Un discorso che può cambiare per meri problemi logistici in caso di trasferte, ma se ci si trova in Italia…

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