Rugby World Cup in Italia nel 2023 o 2027? Dondi ci scommette

In una intervista l’ex presidente FIR si dice sicuro che l’Italia ospiterà una delle due edizioni della RWC dopo quella giapponese

“Mettiamola così, se qualcuno mi chiedesse se volessi scommettere sul fatto che l’Italia possa ottenere i voti per ospitare i Mondiale del 2023 o del 2027 non avrei alcun dubbio: ci punterei i miei soldi“. A parlare così è Giancarlo Dondi a ESPNScrum, numero uno FIR per 16 anni e che qualche anno fa – quando venne “assegnata” la RWC2015 – sfiorò per un nonnulla quel risultato.
Un Dondi che si dice convinto e ottimista di riuscire ad ottenere l’organizzazione dell’appuntamento iridato:  “Abbiamo la capacità e la tradizione per ospitare le migliaia di persone che accorrerebbero per le partite e gli stadi sono della capienza perfetta per l’evento. C’è poi l’aspetto legato al clima, ideale per una grande evento sportivo in un periodo autunnale. L’Italia è un paese dall’appeal rugbistico in forte crescita e sarebbe la destinazione ideale per i tifosi di tutto il mondo. Infine, l’Italia potrebbe raccogliere le sensazioni positive che la circondano all’interno del bord internazionale”. Un modo molto elegante e diplomatico per far capire al presidente Bernard Lapasset che prima o poi l’Italia vuole passare all’incasso dopo aver sostenuto il francese nella corsa alla carica che sta ricoprendo.

 

Certo, c’è poi l’aspetto economico, ovviamente determinante (ci sarebbe anche quello legato agli stadi, di non facile soluzione, ma Dondi da buon politico quale è sa benissimo che dare il via a polemiche con il mondo del calcio in una fase così prematura non gioverebbe di certo). Per i Mondiali 2015 e 2019 l’Italia era stata tra le pochissime a presentare le garanzie da parte del governo per coprire le circa 100 milioni di sterline necessarie per organizzare l’evento, ma non era stato sufficiente. Ma Dondi di che “l’IRB dovrebbe abbassare quella cifra per via delle generali condizioni economiche. Oggi nessun esecutivo potrebbe garantire quella cifra”.
Ad ogni modo l’IRB dovrebbe affrontare il tema nel 2017, c’è tempo per organizzarsi e valutare anche gli “avversari”: negli scorsi mesi si è parlato di probabili candidature da parte di Irlanda, Russia e Argentina. Ci starebbero pensando anche gli USA, ma l’avversario più temibile potrebbe essere il Sudafrica, che si starebbe muovendo a fari spenti.

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