Gavazzi illustra la sua rivoluzione: si parte dal doppio tesseramento

I giocatori delle franchigie potranno giocare anche in Eccellenza. Ma c’è molto di più, davvero molto…

ph. Sebastiano Pessina

Doppio tesseramento con possibilità per Benetton Treviso e Zebre di far giocare gli atleti non convocati per le gare di Pro12 e Heineken Cup in Eccellenza; la trasformazione delle stesse Zebre e di Treviso (più la terza franchigia romana, quando e se arriverà: pare infatti che la Scozia abbia rinunciato alla sua richiesta, togliendo così il sostegno indiretto all’Italia) in vere e proprie franchigie territoriali con il collegamento diretto a 6 club di Eccellenza, 6 Accademie U19 e 12 centri di formazione U19; la commissione per le franchigie con Carlo Checchinato e Nino Saccà probabilmente verà abolita e sarà il presidente FIR a parlare direttamente con Zebre e Benetton.
Il numero uno federale Alfredo Gavazzi snocciola a Ivan Malfatto de Il Gazzetino i punti salienti della sua “rivoluzione”. Forse per qualcuno questo termine sarà un po’ forte, ma di sicuro si tratta di una innovazione che potrebbe cambiare radicalmente il volto del movimento italiano, anche se avrà bisogno di tempo.
Una dichiarazioni di intenti che potrà essere affinata, ma che va nella giusta direzione per un riammodernamento del nostro sistema, con un collegamento diretto tra territorio e franchigie, fino a oggi oggettivamente messe abbastanza in un limbo spesso incerto nelle regole. Un innegabile cambio di passo rispetto alla gestione Dondi, fatto anche di piccole cose e gesti simbolici, come quello di assistere a Treviso-Tolosa fianco a fianco di Luciano Benetton e Amerino Zatta. E a Treviso un presidente FIR non si vedeva da un pezzo.
Certo bisognerà poi vedere come queste cose verranno concretizzate, quali saranno i “decreti attuativi”, ma il sentiero preso pare essere davvero quello giusto.
Gavazzi nell’intervisa a Il Gazzettino dice poi che un passo fondamentale sarà quello di approntare un piano-marketing per aumentare il pubblico nei nostri stadi, ma il presidente ammette che finora non ha avuto ancora il tempo di affrontarlo, ma d’altronde è solo un mese che è stato eletto.
Infine il caso Friuli, sul quale il presidente tirerà dritto: “Era nel mio programma, ho iniziato dal Friuli ma altri teritori saranno interessati”.

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