Bryce Lawrence appende il fischietto al chiodo e accusa la “politica”

Ha diretto Australia-Sudafrica ai Mondiali del 2011. Criticatissimo ora lascia e racconta la sua versione

ph. Jason O’Brien/Action Images

In Sudafrica nessuno si straccerà le vesti, anzi. Bryce Lawrence, arbitro internazionale, ha messo fine alla sua carriera annunciando il ritiro. Il neozelandese nonostante il suo palmares verrà ricordato per un’unica partita, il quarto di finale dell’ultimo Mondiale tra Australia e Sudafrica, quando alcune sue decisioni orientarono la gara in maniera determinante a favore dei wallabies, che alla fine superarono gli springboks 11 a 9 guadagnandosi il passaporto per le semifinali. Una partita i cui sicuramente Lawrence commise degli errori, ma può capitare.
In Sudafrica la presero invece malissimo, il fischietto divenne un obiettivo di media e tifosi tanto che qualcuno diffuse addirittura pubblicamente il numero di telefono di casa del neozelandese, che ricevette anche alcune minacce.
Lawrence è stato poi inserito dalla SANZAR nella rosa degli arbitri per il Super Rugby 2012, ma lui ha deciso di non andare ad arbitrare alcune gare che gli erano state affidate proprio in Sudafrica, giustificando la sua scelta con la paura circa la sua incolumità personale. Una decisione che mise di fatto fine alla sua carriera, ora però la decisione ufficiale.
Bryce Lawrence però stavolta parla e dice che la sua performanca in quell’ormai celebre quarto di finale venne influenzata dal CEO dela federazione australiana John O’Neill (che per coincidenza pochi giorni fa ha annunciato anche lui le sue dimissioni da quella carica).
In una intervista al neozelandese Bay Of Plenty Times l’arbitro racconta la sua versione dei fatti: “E’ stata tutta una questione politica. Al Mondiale ho diretto quattro partite prima di Sudafrica-Australia. Nella fase di qualificazione ho arbitrato Irlanda-Australia, vinta dagli irlandesi 15 a 6. O’Neil era arrabbiatissimo con me, si lasciò andare a dichiarazioni piuttosto forti. So come vanno certe cose e probabilmente la cosa mi ha poi influenzato. Poi dopo il Mondiale sono stato messo in un angolo. Nel ranking ero al terzo o quarto posto al mondo eppure… Ma avendo contro federazioni come quella australiana e quella sudafricana non avevo molte speranze”.

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