Nuovi ingressi nella World Rugby Hall of Fame: entrano due leggende della storia ovale

La nuova classe della Hall of Fame, quella 2026, ospita due campioni del mondo di livello assoluto

joel stransky

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Joel Stransky e Zinzan Brooke sono i primi due grandi protagonisti del rugby moderno inseriti nella World Rugby Hall of Fame nella classe 2026. I due campioni del mondo sono stati celebrati giovedì sera a Città del Capo, alla vigilia del secondo Test tra Sudafrica e Nuova Zelanda della Rugby’s Greatest Rivalry.

Stransky, ex apertura degli Springboks, è la recluta numero 176, mentre Brooke, leggendario numero 8 degli All Blacks, porta il numero degli ingressi a 177. Gli altri cinque componenti della classe 2026 saranno annunciati lunedì 7 settembre.

Joel Stransky, il drop goal che ha fatto la storia del Sudafrica

Il nome di Joel Stransky è indissolubilmente legato a uno dei momenti più iconici della storia del rugby. Nella finale della Rugby World Cup 1995, disputata proprio a Ellis Park contro la Nuova Zelanda, l’apertura sudafricana realizzò tutti i 15 punti degli Springboks nel successo per 15-12, compreso il drop goal nei tempi supplementari che consegnò al Sudafrica il suo primo titolo mondiale.

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Stransky ha disputato 22 Test con la maglia degli Springboks tra il 1993 e il 1996, segnando sei mete e 240 punti. La sua carriera internazionale era iniziata con la vittoria contro l’Australia a Sydney nel luglio 1993, mentre a livello di club aveva giocato anche in Italia con L’Aquila e San Donà, prima di trasferirsi in Inghilterra al Leicester.

Dalla maglia degli Springboks alla carriera fuori dal campo

Prima ancora di affermarsi a livello internazionale, Stransky si era imposto con Natal, contribuendo alla conquista della Currie Cup nel 1990. Con Leicester ha poi raccolto 73 presenze e 896 punti, vincendo la Pilkington Cup e l’Allied Dunbar Premiership.

Dopo una breve esperienza nel coaching, Stransky ha sviluppato una carriera nel mondo degli affari e della comunicazione sportiva. È stato impegnato nel marketing sportivo e, negli ultimi due decenni, ha lavorato come presentatore televisivo, commentatore e analista.

Zinzan Brooke, il numero 8 con il talento di un trequarti

Anche Zinzan Brooke ha legato il proprio nome a un momento indimenticabile della Rugby World Cup 1995, ma questa volta in semifinale. Il numero 8 degli All Blacks realizzò infatti un drop goal da 38 metri contro l’Inghilterra, una giocata che sintetizzava perfettamente le sue caratteristiche: potenza da terza linea e qualità tecniche da giocatore dei trequarti.

Brooke aveva già conquistato il titolo mondiale nel 1987, a soli 22 anni, e ha chiuso la propria carriera internazionale con 58 caps, 54 dei quali da titolare, nell’arco di 12 anni. Le sue 17 mete in Test rappresentavano all’epoca il record per un avanti.

Il legame con il rugby italiano

Anche Brooke, come Stransky, ha avuto un’esperienza nel rugby italiano. Il futuro campione degli All Blacks ha infatti trascorso un periodo alla Lazio, prima di trasferirsi in Inghilterra, dove ha giocato e successivamente allenato gli Harlequins.

La sua carriera di club è stata particolarmente legata ad Auckland: ha disputato 140 partite con la provincia, segnando 94 mete, e da capitano dei Blues ha guidato la squadra alla conquista di due titoli consecutivi nel Super 12, nel 1996 e nel 1997. Complessivamente ha rappresentato gli All Blacks 100 volte, considerando anche 42 incontri non internazionali, oltre ad aver vestito 22 volte la maglia dei Māori All Blacks.

Stransky e Brooke, due campioni nella Hall of Fame

La World Rugby Hall of Fame riconosce le figure che hanno dato un contributo eccezionale al rugby nel corso della loro carriera, insieme alla capacità di rappresentarne valori come integrità, passione, solidarietà, disciplina e rispetto.

Il presidente di World Rugby Brett Robinson ha definito “riccamente meritati” gli ingressi di Stransky e Brooke, ricordando come il drop goal del sudafricano nella finale del 1995 sia rimasto legato all’immagine simbolica di Nelson Mandela con la maglia degli Springboks accanto al capitano Francois Pienaar. Su Brooke, Robinson ha invece sottolineato la capacità di “sfidare ciò che le persone pensavano potesse essere un avanti”, grazie alla sua abilità e alla sua immaginazione.

La classe 2026 non è però ancora completa: i cinque nomi rimanenti saranno annunciati il 7 settembre. Con Stransky e Brooke, gli ingressi nella World Rugby Hall of Fame salgono intanto a 177 dal 2006, anno in cui il riconoscimento è stato istituito.

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