Il Rugby Championship è più importante del Mondiale? La provocazione di un editorialista neozelandese

Per Mark Reason la rivalità tra All Blacks e Springboks ha restituito al rugby un significato che la Coppa del Mondo non riesce più a garantire

All Blacks Sudafrica AFP

Il Rugby Championship è più importante del Mondiale? La provocazione di un editorialista neozelandese - (Photo by Grant Down / AFP)

La provocazione: “Questa serie è molto più importante del Mondiale”. La rivalità tra Sudafrica e Nuova Zelanda è tornata al centro della scena e, secondo il columnist di Stuff Mark Reason, lo ha fatto nel momento in cui il rugby aveva più bisogno di ritrovare la propria anima.

La sua è una provocazione evidente, ma costruita attorno a una riflessione precisa: la serie tra Springboks e All Blacks sarebbe addirittura più importante della Rugby World Cup 2027. “Questa serie è molto più grande della Rugby World Cup perché è grande in un modo che quella competizione non potrà mai essere. Ha un’anima. Ha una narrazione. E ogni partita ha dramma e significato”, scrive Reason.

Un giudizio netto, che nasce anche dal confronto con il prossimo Mondiale in Australia, che il giornalista neozelandese considera ormai una competizione incapace di produrre lo stesso livello di tensione e interesse.

Il problema del sorteggio del Mondiale 2027

Nel mirino di Reason c’è soprattutto la struttura del Mondiale 2027 e, in particolare, il sorteggio effettuato con largo anticipo. Secondo il columnist, il rischio è quello di arrivare a una fase a eliminazione diretta nella quale Nuova Zelanda e Sudafrica possano incontrarsi già ai quarti di finale, mentre nella fase a gironi gli All Blacks dovranno affrontare avversarie come Hong Kong China e Cile.

Reason definisce il torneo una competizione “costruita” e critica duramente la scelta di effettuare il sorteggio 18 mesi prima dell’inizio della manifestazione. Il confronto con la serie attuale, per lui, è impietoso: le prime due sfide tra All Blacks e Springboks lo hanno coinvolto molto più di quanto abbia fatto qualsiasi recente appuntamento mondiale.

All Blacks e Springboks, due modi diversi di interpretare il rugby

A convincere Reason è soprattutto ciò che le due squadre stanno mettendo in campo. Da una parte gli All Blacks, capaci di cercare gli spazi, muovere rapidamente il pallone e sfruttare la qualità del passaggio per creare continuità offensiva. Dall’altra gli Springboks, che rispondono con la loro caratteristica principale: la forza fisica.

Nel primo Test la Nuova Zelanda ha saputo mettere in difficoltà il Sudafrica, ma gli Springboks non hanno mai ceduto. Nel secondo, invece, il pack sudafricano ha messo sotto pressione la rimessa laterale degli All Blacks e ha trovato risposte importanti anche nel gioco aereo. È proprio questa contrapposizione, secondo Reason, a rendere la serie così affascinante: due squadre che si conoscono profondamente e che, partita dopo partita, devono modificare le proprie strategie.

Quattro Test valgono più di un Mondiale?

Il punto centrale dell’editoriale è proprio questo. Una serie di quattro partite permette alle due squadre di affrontarsi più volte, adattarsi, correggere gli errori e mettere alla prova la propria profondità. “È la bellezza e la profondità di una serie di quattro partite”, scrive Reason, contrapponendola a un Mondiale che, a suo giudizio, rischia di offrire poche sfide realmente significative alle grandi nazionali.

Per il columnist, la serie Sudafrica-Nuova Zelanda ha invece una vera narrazione sportiva: ogni partita modifica quella successiva, le scelte degli allenatori assumono un peso maggiore e i giocatori devono dimostrare di saper reagire alle soluzioni trovate dagli avversari.

Le scelte di Dave Rennie aumentano la tensione

Reason porta come esempio anche le decisioni che attendono il nuovo ct neozelandese Dave Rennie. Al centro della discussione c’è il ruolo di apertura e, soprattutto, la scelta tra Richie Mo’unga e Ruben Love. Nel primo Test Love era stato protetto dal sistema offensivo degli All Blacks, mentre nel secondo ha ricevuto molte più responsabilità.

Il giovane numero 10 ha mostrato qualità ma anche qualche difficoltà, tra intercetti, un calcio stoppato e alcuni problemi di posizionamento. Per Reason, proprio questa situazione rappresenta uno degli aspetti più interessanti della serie: Rennie deve decidere se continuare a puntare su Love o affidarsi all’esperienza di Mo’unga. Anche la composizione del pack potrebbe cambiare, con Reason che ipotizza un maggiore impiego di giocatori freschi dopo le fatiche dei primi due Test.

Mondiale vs Rugby’s Greatest Rivalry: “Non ci perderemmo questa partita per nulla al mondo”

Il finale dell’editoriale torna sul concetto iniziale. Reason non nega l’importanza economica della Rugby World Cup, ma sostiene che il valore di una competizione non possa essere misurato soltanto attraverso il pubblico o gli introiti. La serie tra All Blacks e Springboks, invece, avrebbe recuperato qualcosa che il rugby internazionale rischiava di perdere: una rivalità capace di creare attesa, discussione e appartenenza.

E così, mentre il Mondiale 2027 appare ancora lontano, il terzo Test tra Nuova Zelanda e Sudafrica è già una partita da non perdere. “Non ce la perderemmo per nulla al mondo”, conclude Reason riferendosi al pubblico neozelandese che si prepara a seguire la sfida anche nel cuore della notte. Una provocazione, certo. Ma anche una domanda interessante: nel rugby moderno conta di più il torneo più grande o la rivalità più importante?

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