All Blacks, Steve Hansen: “Gli arbitri stanno premiando il rugby d’attacco. È la direzione giusta”

L’ex commissario tecnico degli All Blacks elogia il gioco espresso nel Nations Championship e guarda con entusiasmo alla grande sfida tra Nuova Zelanda e Sudafrica

All Blacks, Steve Hansen: “Gli arbitri stanno premiando il rugby d’attacco. È la direzione giusta” - ph. Sebastiano Pessina

Secondo Steve Hansen, il rugby internazionale sta vivendo una fase di cambiamento che rende il gioco più spettacolare. L’ex commissario tecnico degli All Blacks, campione del mondo nel 2015, ha individuato uno dei motivi principali nella diversa interpretazione arbitrale vista durante il Nations Championship, che a suo avviso sta favorendo le squadre intenzionate ad attaccare.

Intervenuto al podcast Rugby Unity, Hansen ha spiegato come le partite dell’ultimo mese abbiano mostrato un rugby più dinamico e orientato alla ricerca della meta. “Quello che abbiamo visto è l’atteggiamento delle squadre, che vogliono attaccare e utilizzare il pallone in modi diversi. Questo ha entusiasmato il pubblico”.

Secondo il tecnico neozelandese, la Nuova Zelanda continua ad avere un’identità offensiva molto chiara, ma non è l’unica. Anche Giappone, Australia e Francia stanno proponendo un rugby più ambizioso, senza affidarsi esclusivamente al gioco al piede.

Leggi anche: All Blacks, scelta la squadra per il tour in terra Springboks: tre esordienti nei 44 convocati per sfidare il Sudafrica

Steve Hansen: “Meno interventi di arbitri e TMO, meglio è”

Per Hansen, però, oltre all’evoluzione tattica delle squadre c’è un altro elemento che sta incidendo sullo spettacolo: il modo in cui vengono dirette le partite. “Forse c’è stato un piccolo cambiamento nell’atteggiamento degli arbitri: premiare il rugby d’attacco. Per me è così che dovrebbe essere sempre. Vogliamo vedere mete e vogliamo che il protagonista sia il gioco”.

L’ex ct degli All Blacks ha aggiunto che, a suo giudizio, sarebbe auspicabile anche una minore incidenza delle interruzioni. “Meno coinvolgimento possibile dell’uomo con il fischietto, del TMO e di tutti gli altri, meglio è”.

Arbitri e rugby offensivo, per Hansen non c’è nessuna direttiva ufficiale di World Rugby

Alla domanda se dietro questa evoluzione ci fosse una precisa indicazione di World Rugby, Hansen ha però invitato alla prudenza. Secondo lui è improbabile che sia stata emanata una direttiva formale per modificare il metro arbitrale.

Leggi anche: All Blacks: dopo il Nations Championship, si pensa al tour in Sudafrica

“Non credo ci sia stata una direttiva. Potrebbe esserci stato un confronto tra allenatori e arbitri, come succedeva in passato, ma non penso che qualcuno abbia semplicemente imposto un cambiamento dall’alto”. Per Hansen, quindi, l’attuale tendenza sarebbe il risultato di una maggiore sintonia tra chi allena e chi dirige le gare, piuttosto che di una modifica regolamentare.

All Blacks, grande attesa per il tour in Sudafrica

Le dichiarazioni arrivano alla vigilia del Rugby’s Greatest Rivalry Tour, la lunga tournée che vedrà gli All Blacks affrontare quattro franchigie sudafricane e una serie di quattro Test contro gli Springboks.

La Nuova Zelanda si presenterà all’appuntamento dopo aver chiuso imbattuta la finestra di luglio, battendo Francia, Italia e Irlanda nel Nations Championship. Anche il Sudafrica arriva da tre successi consecutivi contro Inghilterra, Scozia e Galles, alimentando l’attesa per una serie che metterà di fronte le due nazionali di riferimento dell’emisfero australe.

Secondo Hansen, entrambe hanno mostrato nelle ultime settimane la volontà di proporre un rugby offensivo pur mantenendo caratteristiche molto diverse tra loro, un aspetto che rende il confronto ancora più interessante.

Attacco spettacolare, ma i fondamentali restano decisivi

Nel corso del podcast è intervenuto anche l’ex ct dell’Australia Ewen McKenzie, che ha analizzato alcuni dati emersi dal Nations Championship.

Secondo McKenzie, il numero medio di calci tattici è diminuito rispetto alla scorsa stagione, segnale di un rugby più orientato al possesso. Tuttavia, ha sottolineato come il gioco aereo continui a rappresentare un’arma fondamentale, soprattutto per il Sudafrica, che riesce ancora a recuperare oltre la metà dei palloni calciati.

L’ex tecnico dei Wallabies ha inoltre evidenziato il ritorno del maul come arma offensiva decisiva. Le statistiche raccolte durante il torneo mostrano infatti come le squadre vincenti utilizzino questa soluzione con molta più frequenza rispetto a quelle sconfitte, soprattutto quando riescono a stabilirsi nei 22 metri avversari.

Pur in un rugby sempre più spettacolare e ricco di linee di corsa, il dominio delle fasi statiche e la capacità di capitalizzare le occasioni nella metà campo offensiva continuano quindi a fare la differenza ai massimi livelli.

Simone Zivillica

OnRugby.it © Riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

Ultime notizie in The Rugby Championship

Copyright 2026 Keep Up di Francesca Lupoli - P.I. 07145340969 - C.F. LPLFNC71E44F205J - N. REA MB-1884541
Registrazione al Tribunale di Milano N° 366 del 28/09/2012 ISSN 2499-0817 - Tutti i diritti riservati