Rugby’s Greatest Rivalry, secondo due big ex All Blacks la serie è “più utile a noi che al Sudafrica”
Brad Weber e Mils Muliaina guardano oltre il risultato della serie e sottolineano il valore dell'esperienza accumulata dalla nuova generazione neozelandese
Rugby’s Greatest Rivalry, secondo due big ex All Blacks la serie è "più utile a noi che al Sudafrica" - ph. Stefan Wermuth/Action Images
Gli All Blacks si presentano al quarto e ultimo Test della Rugby’s Greatest Rivalry con un bilancio sfavorevole di 2-1, ma secondo Brad Weber la serie potrebbe rivelarsi più importante per la crescita della Nuova Zelanda che per quella degli Springboks. L’ex mediano di mischia neozelandese, intervenuto a “The Breakdown”, ha sottolineato soprattutto il numero di giocatori che Dave Rennie ha potuto testare ad altissimo livello.
“Non pensate che questo tour sia stato così utile per noi? È stato molto più utile a noi che agli Springboks”, ha detto Weber. Il motivo, secondo l’ex All Black, è la possibilità concessa alla nuova generazione di confrontarsi con avversari di livello prima ancora dei quattro Test della serie: “Abbiamo potuto lanciare così tanti giocatori, contro le squadre dell’URC e poi anche alcuni ragazzi durante questo periodo di Test match”.
Il Sudafrica ha già costruito la propria identità
La differenza, secondo Weber, sta nel diverso momento dei due progetti. Il Sudafrica di Rassie Erasmus può contare su un gruppo costruito nel corso di molti anni, mentre la Nuova Zelanda sta ancora cercando di formare una nuova generazione capace di giocare insieme con la stessa continuità. “Ci vuole tempo. Se c’è qualcosa che hanno fatto i sudafricani, è ciò che abbiamo fatto noi nel 2011 e nel 2015”, ha spiegato Weber, riferendosi agli anni dei due Mondiali vinti dagli All Blacks.
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“È questo che hanno costruito i sudafricani. Ci è voluto molto tempo e ci vorrà tempo anche per noi per tornare a quel livello”. Per l’ex mediano, quindi, la strada è continuare a dare fiducia al nuovo progetto: “Dobbiamo continuare così, fidarci di Dave Rennie e del gruppo che costruirà intorno a lui”. Una prospettiva che guarda dunque oltre il risultato della Rugby’s Greatest Rivalry e alla necessità di trasformare le sconfitte contro gli Springboks in esperienza per il futuro.
All Blacks, l’ex Muliaina: “Bisogna attraversare questo dolore”
Anche Mils Muliaina, ex capitano e primo All Black a raggiungere le 100 presenze con la nazionale, ha posto l’accento sul processo di crescita della squadra. La sua lettura parte però soprattutto dal confronto con un Sudafrica che, grazie all’esperienza accumulata insieme, riesce a gestire le situazioni di maggiore pressione con una naturalezza che la Nuova Zelanda deve ancora ritrovare.
“Bisogna attraversare questo dolore”, ha detto Muliaina. E proprio le sconfitte e i momenti difficili della serie possono diventare parte del percorso della nuova squadra: “Quei ragazzi staranno soffrendo in questo momento; bisogna attraversare quel dolore”.
Gli All Blacks devono vincere a Baltimora
Il valore formativo della serie non cambia però la situazione attuale. Gli Springboks arrivano a Baltimora con il vantaggio per 2-1 e hanno bisogno di una vittoria per conquistare la prima edizione della Rugby’s Greatest Rivalry.
La Nuova Zelanda, invece, è obbligata a vincere il quarto Test per chiudere la serie sul 2-2. Per gli All Blacks sarà quindi l’ultima occasione per trasformare un confronto finora favorevole al Sudafrica in un risultato positivo, portandosi dietro un’esperienza che, secondo Weber e Muliaina, potrebbe avere un peso importante negli anni a venire.