Siya Kolisi: “Siamo delle superstar, ma Erasmus ci mantiene umili. Non esiste ego, solo gli Springboks”
Dopo la netta vittoria sull'Australia il capitano dei campioni del mondo ha raccontato il suo coach
Siya Kolisi: "Siamo delle superstar, ma Erasmus ci mantiene umili. Non esiste ego, solo gli Springboks"
Rassie Erasmus è tornato: non che se ne fosse mai andato, nei 4 anni da director of rugby del Sudafrica, ma adesso è tornato ufficialmente ad allenare gli Springboks. Personaggio particolare, istrionico, provocatore, ma soprattutto un grande allenatore e motivatore, come lo racconta il capitano Siya Kolisi.
“Come giocatori, ci piace lavorare con lui perché è sempre onesto e diretto. Ci tiene sempre sotto controllo” ha detto il capitano degli Springboks nella conferenza stampa post Australia-Sudafrica, partita vinta nettamente dai campioni del mondo per 33-7.
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“Diventiamo delle ‘superstar’ e ti senti bene con te stesso. Lui ci racconta sempre dei suoi tempi, di quando giocava, e ci mantiene umili e soprattutto ci ricorda ancora per chi stiamo giocando, e penso sia davvero importante per noi come gruppo”.
Un altro aspetto fondamentale del lavoro di Erasmus è l’ossessione per i dettagli: “Lui non pensa come pensano tutti gli altri. È sempre alla ricerca di nuovi modi per migliorare la squadra, e ascolta anche i giocatori in questo”.
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“Ciò che amo di questo gruppo è che siamo sempre disposti a provare qualcosa. Non diciamo mai ‘ah no, non funzionerà’. Alcuni giocatori arrivano con delle idee e Rassie dice ‘ok, proviamolo'”.
“È questo ciò che ci piace davvero. Non c’è nessun ego. Il Sudafrica e gli Springboks sono più importanti di tutto, e il fatto che lui sia qui e ci tenga sotto controllo è davvero positivo”.