Sei Nazioni 2022: Irlanda-Italia dura 19 minuti, poi azzurri in 13: finisce 57-6

Buon inizio azzurro, poi al 19′ l’arbitro dà il rosso a Faiva che aveva sostituito Lucchesi. Senza tallonatori e con due giocatori in meno per 60 minuti, la partita diventa un allenamento

Sei Nazioni 2022 Irlanda-Italia

DUBLINO La prima ovazione è per la bandiera Ucraina che viene mostrato sugli schermi prima dell’inizio della partita: un lunghissimo applauso accompagna l’appello alla pace e di solidarietà verso il popolo ucraino sotto attacco.

La prima meta arriva per il problema che si è visto fin dai primissimi secondi di gioco. L’Italia per provare a difendere anche al largo con efficacia tiene le maglie più larghe nella zona centrale del campo, l’Irlanda la buca fin troppo facilmente e manda in meta Carbery, che poi trasforma per il 7-0.

Al 9’, dopo che gli azzurri hanno costretto al fuorigioco l’Irlanda arrivata sui cinque metri, Lucchesi è costretto a uscire. Al suo posto Faiva. Azzurri ancora molto bene sul breakdown con Lamaro che recupera palla vicino alla metà campo poco dopo. Sarebbe una buona occasione ma Varney sulla seconda fase dopo la rimessa laterale in zona d’attacco aspetta troppo a estrarre il pallone e gli irlandesi lo recuperano. È una buona frase per l’Italia quella intorno al decimo del primo tempo, con gli azzurri bravi a difendere e abbastanza propositivi. Al 13’ si va in piazzola da metà campo su una posizione fischiata per un fuorigioco irlandese su un calcio di spostamento di Gibson Park: calcio splendido di Padovani e palla fra i pali, 7-3.

Al 19’ l’episodio che decide ila partita: lungo TMO dopo un placcaggio di Faiva su Sheehn e rosso all’azzurro, mostrato dal georgiano Amashukeli, al debutto nel 6 Nazioni. Nella conversazione con il TMO lo si sente dire che “il contatto è verso il collo quindi nell’area pericolosa e non c’è mai un tentativo di mitigare la forza”.  La decisione appare fiscale. Il contatto col collo c’è, è vero, ed è ciò che causa la decisione. Tuttavia ci sono numerosi ma: i replay mostrano che è l’irlandese ad andare a sbattere contro l’italiano ancora non in corsa, quindi non c’è la chiara volontà di portare un placcaggio pericoloso, anche perché il tentativo di chiudere le braccia si vede bene. Oltretutto Sheehan si abbassa al momento del contatto, rendendo inevitabile che sia con la parte alta del corpo.

Avendo Faiva sostituito l’altro tallonatore, da quel momento l’arbitro dice che la mischia non è contestata e per esserlo deve uscire un uomo, quindi l’Italia, che stava giocando una partita molto buona, si trova in 13.

Questa la regola 3.20 – estremamente punitiva, che impone all’Italia di giocare in 13. Se un giocatore di prima linea viene espulso e la squadra non può continuare a giocare mischie con contesa con i giocatori già presenti in campo, la stessa squadra nominerà un altro giocatore che uscirà dall’area di gioco per consentire l’entrata di un giocatore di prima linea disponibile. Il giocatore nominato per uscire potrà esserehttps://www.onrugby.it/2022/02/27/perche-litalia-e-rimasta-in-13-contro-lirlanda/ utilizzato come rimpiazzo.

Leggi anche: Perché l’Italia è rimasta in 13 contro l’Irlanda? 

Da quel momento la partita è un allenamento difficile anche da raccontare. Si abbassano immediatamente l’intensità dei placcaggi e il ritmo di gioco. L’Irlanda segna altre tre mete prima della fine del primo tempo con Gibson-Park, Lowry e O’Mahony. Il primo tempo si chiude con tre punti di Garbisi – calcio appena fuori dai 22 – per un fuorigioco di Gibson-Park: 24-6 al riposo.

Il secondo tempo continua sulla falsariga del primo, con ritmi ridotti e amplissimi spazi per l’Irlanda. La prima volta li sfrutta al 52′ trovando Lowe al largo. La sesta meta è ua doppietta personale di Lowry, al primo cap con l’Irlanda. Per fortuna degli azzurri si abbassa anche la concentrazione irlandese.

Da dire che l’Italia anche in 13 mostra carattere, dignità e, non ultima, un’ottima organizzazione difensiva.

Le altre mete irlandesi arrivano al 70′ intercetto di Baird su calcio, 77′, ancora Lowe nell’angolo sinistro e Treadwell col tempo rosso. Finisce 57-6

Irlanda: 15 Michael Lowry, 14 Mack Hansen, 13 Garry Ringrose, 12 Robbie Henshaw, 11 James Lowe, 10 Joey Carbery, 9 Jamison Gibson-Park, 8 Caelan Doris, 7 Josh van der Flier, 6 Peter O’Mahony (c), 5 Ryan Baird, 4 Tadhg Beirne, 3 Tadhg Furlong, 2 Dan Sheehan, 1 Andrew Porter
A disposizione: 16 Rob Herring, 17 Dave Kilcoyne, 18 Finlay Bealham, 19 Kieran Treadwell, 20 Jack Conan, 21 Craig Casey, 22 Johnny Sexton, 23 James Hume
Marcatori Irlanda

Mete: Carbery (3′), Gibson-Park (21′), Lowry (30′, 57′), O’Mahony (37′), Lowe (52′, 77′), Baird (70′), Treadwell (80′)

Trasformazioni: Carbery (4′, 22′), Sexton (58′, 71′, 80′)
Italia: 15 Edoardo Padovani, 14 Pierre Bruno, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Leonardo Marin, 11 Montanna Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Toa Halafihi, 7 Michele Lamaro (c), 6 Giovanni Pettinelli, 5 Federico Ruzza, 4 Niccolò Cannone, 3 Pietro Ceccarelli, 2 Gianmarco Lucchesi, 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Epalahame Faiva, 17 Ivan Nemer, 18 Tiziano Pasquali, 19 David Sisi, 20 Manuel Zuliani, 21 Braam Steyn, 22 Alessandro Fusco, 23 Marco Zanon

Marcatori Italia

Mete:

Trasformazioni:

Punizioni: Padovani (14′, Garbisi 40′)

Damiano Vezzosi

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