C’è un “pallone da rugby” nello spazio. Il pianeta Wasp-103b è nella costellazione di Ercole

L’incredibile scoperta planetaria a forma di ovale

Un pallone da rugby nella costellazione di Ercole

C’è un “pallone da rugby” nello spazio. Il pianeta Wasp-103b è nella costellazione di Ercole – Rappresentazione artistica – Crediti: Esa

Nella costellazione di Ercole c’è una “palla da rugby”. E’ questa la scoperta fatta in merito a Wasp-103b, un esopianeta che – come riporta il sito Media Inaf – è grande quasi il doppio di Giove, con una volta e mezzo la sua massa e che orbita attorno alla sua stella ospite in meno di un giorno.

C’è un “pallone da rugby” nello spazio. Il pianeta Wasp-103b è nella costellazione di Ercole

Una deformazione mai rilevata in precedenza per un corpo celeste di quel tipo, definita dal telescopio spaziale Cheops dell’Esa; frutto di violente forze mareali dovute all’interazione con la sua stella ospite, Wasp-103, che è circa 200 gradi più calda e 1,7 volte più grande del Sole. Più che una sfera, come siamo abituati classicamente a pensare e a vedere un pianeta, una vera e propria palla da rugby.

“È incredibile che Cheops – afferma Jacques Laskar, uno dei firmatari della ricerca – sia stato effettivamente in grado di rivelare questa minuscola deformazione. È la prima volta che viene effettuata un’analisi del genere, e possiamo sperare che l’osservazione su un intervallo di tempo più lungo la rafforzi e porti a una conoscenza più ampia della struttura interna del pianeta”..

“In linea di principio – dice invece Susana Barros, la principale autrice del lavoro – ci saremmo aspettati che un pianeta con 1,5 volte la massa di Giove avesse all’incirca le stesse dimensioni, dunque Wasp-103b deve essere molto gonfiato, a causa del riscaldamento della sua stella e forse di altri meccanismi. La resistenza di un materiale alla deformazione dipende dalla sua composizione. Ad esempio, qui sulla Terra abbiamo maree dovute alla Luna e al Sole, ma possiamo vederne gli effetti solo negli oceani. La parte rocciosa non sperimenta simili movimenti. Misurare la deformazione di un pianeta ci permette di dire in che proporzioni è fatto di roccia, di gas o di acqua”.

“Se le future osservazioni – continua – ci permetteranno di confermare i dettagli della sua struttura interna, forse potremo capire meglio cosa lo rende così gonfio. Conoscere le dimensioni del nucleo di questo esopianeta sarà anche importante per capire meglio come si è formato”.

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