Le normative del governo per il ritorno del pubblico negli stadi di rugby
Ecco le ultime novità riguardo le possibilità di accesso al pubblico agli eventi sportivi, compresi quelli ovali.
Le normative del governo per il ritorno del pubblico negli stadi di rugby ph. Ettore Griffoni
Dopo la pubblicazione del calendario del Top10, avvenuta giovedì 5 agosto, tra gli appassionati ovali italiani è grande la voglia di sapere come potrà tornare il pubblico all’interno degli stadi di rugby. Novità importanti proprio su questo argomento sono arrivate dal Governo che, dopo gli incontri con il Comitato Tecnico Scientifico, ha comunicato queste normative: negli stadi in zona bianca la capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata, mentre in zona gialla questo numero passa al 25% con un massimo di 2.500 spettatori per gli impianti all’aperto. Questi valori saranno quindi quelli di riferimento per i Campionati italiani, dal Top10 in giù (Serie A, B e C) e varranno anche per Zebre e Benetton che da fine settembre saranno impegnate nella URC.
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Restano comunque validi i protocolli attualmente in vigore, che prevedono l’assegnazione preventiva dei posti a sedere per consentire l’eventuale tracciamento dei positivi, oltre al distanziamento degli spettatori ammessi agli eventi sportivi. Il decreto del governo prevede anche che, quando non sia possibile assicurare il pieno rispetto delle normative previste dai protocolli sarà vietato l’accesso al pubblico.
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Chiaramente queste disposizioni possono essere soggette a delle modifiche nelle prossime settimane, e la FIR pubblicherà periodici aggiornamenti per garantire un ritorno del pubblico sugli spalti degli stadi di rugby in piena sicurezza.
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