Slow Motion #77: Zebre, un lampo nel buio

Antonio Rizzi è il protagonista di una azione di improvvisa bellezza all’interno di un match altrimenti totalmente negativo per la franchigia italiana

Antonio Rizzi

Antonio Rizzi – ph. Zebre Rugby

La stagione delle Zebre Rugby è iniziata negativamente: 3 sconfitte, 105 punti subiti e l’impressione di non riuscire a stare al passo, almeno per ora, con nessuna delle avversarie.

Durante la brutta serata di venerdì nel 63-8 subito in casa del Leinster, però, in mezzo al buio pesto della stagione della franchigia ducale si è acceso improvviso, come un bengala, un lampo di luce.

Sessantacinquesimo minuto, azione di gioco che si svolge nei pressi dei 22 metri della squadra italiana. Il pallone finisce sul prato e Renato Giammarioli è il più rapido a farlo proprio. Leonard Krumov usa subito il pallone come da manuale, Andrea Lovotti abbassa la testa e va a contatto. E’ in questo momento che subentra il pezzo di bravura di Antonio Rizzi.

Al secondo 0:07 del video compare il mediano di apertura delle Zebre che, mentre prende posizione e analizza lo schieramento avversario, comunica qualcosa a Josh Renton. Vista la corsa al limite del fuorigioco sul calcetto di quest’ultimo, prevedibilmente Rizzi ha chiesto proprio quel gesto tecnico al compagno, leggendo l’assenza di un difensore a presidiare la zona dietro la prima linea di difesa.

Per come sono strutturate le difese oggi, succede spesso che immediatamente dopo un punto d’incontro non ci sia ancora un giocatore pronto a coprire la seconda linea. Ecco perché, piano piano, stiamo vedendo una parziale riscoperta del chip, il calcio corto a scavalcare. Ed ecco perché vediamo, anche se non frequentemente, un numero sempre maggiore di numeri 9 che usano il piede dalla base del raggruppamento, non per un box kick ma per un calcetto dietro la linea.

Il numero 10 ex Benetton raccoglie, prosegue la sua corsa ed evita il placcaggio di un avversario con un bel cambio di appoggi, ma a questo punto la situazione si è fatta complessa per provare ad innescare i compagni che lo stanno seguendo in forze sul lato destro del campo: un passaggio potrebbe consentire il rinvenire della difesa.

Ecco allora il colpo di classe per chiudere l’azione: testa alta e appoggio morbido di mancino, suo piede debole, per la corsa di Michelangelo Biondelli. Speriamo di goderci altre mete del genere in stagione, magari che siano utili anche a racimolare punti in classifica.

Lorenzo Calamai

Slow Motion è la rubrica di OnRugby che ogni settimana racconta la meta più bella del weekend, nei minimi particolari, corredata dal video. Il fanatico ovale la segue così: prima se la guarda tutta, e poi torna indietro a leggere paragrafo per paragrafo, alternando il tasto play a quello pausa. Trovi qui tutte le scorse puntate. Buon divertimento.

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