Sir Graham Henry parla del futuro del Super Rugby e del 10 degli All Blacks

Il santone neozelandese dice la sua riguardo a parecchi temi scottanti in Nuova Zelanda

Graham Henry, allenatore Campione del Mondo nel 2011 ph. Sebastiano Pessina

Graham Henry, allenatore Campione del Mondo nel 2011 ph. Sebastiano Pessina

Quando parla un “santone” del rugby neozelandese come Graham Henry è difficile rimanere indifferenti. L’allenatore degli All Blacks Campioni del Mondo 2011 è intervenuto su diversi temi legati allo sport nazionale del suo paese, partendo dal discorso riguardante il Super Rugby e il suo potenziale futuro. Ascoltando fedelmente l’Aratipu Report (che indicava come migliore soluzione un SR aperto alle cinque franchigie neozelandesi e delle australiane e una squadra isolana) Henry ha detto come secondo lui sia fondamentale riuscire a mettere in piedi il team Pasifika, una squadra composta da giocatori di Fiji, Samoa e Tonga che faccia base ad Auckland e che giochi contro le quotate rivali ogni settimana.

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“Penso che avere un team come quello sia essenziale per lo sviluppo, ma NZ Rugby dovrà poi essere capace di prendersene cura. Non avrebbe senso crearlo e lasciarlo abbandonato a sé stesso, serve sostenerlo in modo che sia competitivo. Avrebbero un seguito enorme in Nuova Zelanda, e se ben fatta questa può essere una cosa che da grande spinta al rugby” ha detto Henry. L’allenatore degli All Blacks dal 2004 al 2011 è poi intervenuto riguardo a una delle “dispute” che al momento hanno maggior peso nel suo paese, cioè quella relativa a chi dovrà indossare la maglia nera numero 10.

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La scelta è chiara: “Al momento dico Richie Mo’unga. Sta giocando superbamente, ma anche Beauden nel match di Taranaki contro Canterbury è stato ottimo, dunque la competizione è molto alta. Da non dimenticare anche Josh Ioane, che cresce costantemente”. Sir Henry è poi intervenuto sull’allenatore del primo avversario degli All Blacks, cioè quel Dave Rennie che guida l’Australia: “La pazienza sarà la chiave. Non deve per forza ottenere dei risultati nel brevissimo tempo, ha scelto i Wallabies per poterci lavorare sul lungo termine e raggiungere il massimo alla prossima Coppa del Mondo. È un allenatore molto intelligente, ha maturato grande esperienza, e sono sicuro che sta lavorando pensando al futuro”.

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