I 5 tipi di allenamento da rugby nel 2020

Tra il serio ed il faceto, vecchie abitudini e nuovissime, inedite varianti ad hoc per un anno così particolare

I 5 tipi di allenamento da rugby nel 2020 (ph. Sebastiano Pessina)

#1 – Atletica

L’allenamento che tutti “amano”, soprattutto i piloni. Quello in cui capisci perché non ti sei mai dato all’atletica leggera ma hai sempre preferito il rugby. Quello al termine del quale porti i polmoni in un braccio e le gambe nell’altro.

#2 – Reparti

Il più atteso, soprattutto dagli avanti, perché, ameno per una volta, non si corre. Finalmente puoi provare tutto quello che ti piace, esercitandoti su giocate che in partita – ne sei conscio – non ti verranno mai. È come se fosse l’ora della tua materia preferita a scuola.

#3 – Ludico

Dopo settimane intense e sfiancanti, segnate da partite difficili e tostissimi allenamenti in preparazione agli eventi, arriva LEI, la settimana di “scarico”. Sai già che gli allenatori ti sorprenderanno, estraendo dal cilindro giochi della tua infanzia. Vai di sparviero, palla prigiorniera e rugby australiano…sembra tutto estremamente leggero, ma ben presto scopri che di rilassante non c’è proprio nulla, perché, non appena si aprono le danze, l’agonismo schizza alle stalle, quasi come fossi Bolt prima della finale olimpica sui 100 m piani.

#4 – Emergenza sanitaria

Il preparatore manda valanghe di schede e – tra una pizza e una birra – provi a portarne a termine qualcuna. Risultati? Aletrni. La parte più bella sono però gli allenamenti online, dove fingi di essere in formissima, almeno ad inizio collegamento, per ritrovarti invece, dopo 5′, ad inzuppare i biscotti nel latte, osservando le incredibili imprese altrui.

#5 – Ritorno in campo

Indossare i tacchetti sembra un qualcosa di strano, toccare l’erba quasi surreale. Eppure sei lì, dopo quasi quattro mesi, ed incredibilmente pare non sia passata nemmeno un’ora dell’ultima volta. Anche se è chiaro che qualcosa purtroppo sia cambiato: ognuno sta nel suo spazio, diviso dagli altri, solo soletto. Poi, inaspettatamente, ecco la magia che pervade l’ambiente dopo le parole del coach: “Formate dei gruppi da 3, con un pallone, e passatevi l’ovale”. Ovale? Ma cosa è l’ovale?

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Natalija Pavlovic

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