Super Rugby: i Crusaders e quell’equiparato al contrario

Non è consueto vedere qualcuno partire dall’Europa per finire a giocare con gli All Blacks: Oli Jager potrebbe essere l’eccezione

Crusaders

ph. Marty MELVILLE / AFP

Oli Jager era arrivato a Canterbury, la squadra di Mitre 10 Cup di Christchurch, con l’intenzione di continuare a giocare in terza linea, come aveva fatto al Blackrock College di Dublino e con la selezione under 18 dell’Irlanda.

Invece, visto il suo fisico mastodontico, lo staff tecnico della squadra neozelandese ha pensato di poterlo trasformare in un solido pilone destro, e così è stato. Jager gioca dal 2017 con i Crusaders, squadra con cui ha appena rinnovato il contratto, e la sua carriera sembra in continua crescita, tanto da fargli preferire la Nuova Zelanda, e il sogno di vestire la maglia degli All Blacks, rispetto al ritorno nella natia Irlanda.

“C’era dell’interesse nei miei confronti per tornare in Europa – ha raccontato alla stampa neozelandese il 24enne – Ma rimanere qui è la mia prima scelta. Qui ho la mia vita e non mi vedo da nessuna altra parte nel prossimo futuro.”

“Voglio ottenere il ruolo da titolare con i Crusaders e, nel lungo periodo, voglio puntare a diventare un All Black. Sarebbe qualcosa di favoloso.”

Jager rimarrà a Christchurch almeno altri due anni, mettendo al servizio della franchigia campione in carica del Super Rugby i suoi 125 chili distribuiti su un metro e novantadue. Un gigante dalle mani raffinate, con doti di mobilità, un pilone moderno che somiglia in maniera eccezionale, come giocatore, a Tadgh Furlong.

“E’ una gran cosa che i Crusaders siano riusciti a tenere Oli sotto contratto per i prossimi anni – ha detto Jason Ryan, uno dei tecnici della franchigia – ha una storia incredibile: è venuto qui nel 2013 per giocare un po’ come numero otto, io allenavo i ragazzi della academy e questo grosso irlandese continuava a ronzare intorno alle nostre sessioni di mischia chiusa.”

“Per giocare pilone destro abbiamo dovuto completamente ricostruire il suo corpo, cosa che ha fatto, ma formandosi quindi in maniera diversa rispetto a tanti altri piloni nel suo ruolo. Lo consideriamo uno che può diventare un grande Crusader.”

E forse, se il suo sogno si realizzerò, anche un equiparato al contrario, che ha intrapreso la strada opposta rispetto ai tanti neozelandesi che militano nei club e, quindi, nelle nazionali europee. Un irlandese eleggibile per gli All Blacks grazie agli anni in cui ha rappresentato Christchurch.

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