Perché la palla da rugby è ovale?

Una delle domande più frequenti relativamente al nostro sport

Palla da rugby (ph. Sebastiano Pessina)

Perché la palla da rugby è ovale?

Questa domanda, nel corso delle vostre carriere sui rettangoli verdi ed in giro per le club house di tutto il mondo, vi sarà stata posta un’infinità di volte. La forma dello strumento lavoro del nostro sport, del resto, è da sempre una delle caratteristiche che suscita maggior curiosità a chi non conosce o non vive direttamente la disciplina ovale.

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Ma cosa c’è realmente dietro questa peculiarità? Le palle da rugby, soprattutto agli albori, non sono sempre state di forma esattamente ovale, come quelle odierne. Lo abbiamo già accennato più volte nelle nostre guide alle regole, dove, peraltro, si trovano innumerevoli altri piccoli, benché fondamentali dettagli legati anche ad altri aspetti della disciplina.

Nel corso della prima meta del XIX secolo, nella città di Rugby (laddove il calzolaio Gilbert – che avrebbe dato luce alla nota marca ancora attiva sul mercato odierno – si “inventò” come primo fornitore ovale della storia), e non solo, i palloni da rugby (e ovviamente da calcio) erano prodotti con vesciche di maiale – che potevano essere gonfiate solo attraverso lo sforzo dei polmoni umani – ricoperte di cuoio, cucite a mano. Quindi, capitava spesso che le palle avessero dimensioni variegate, diverse da esemplare ad esemplare, tendenti più al design di una prugna che ad una forma ovale vera e propria.

Tali vesciche, peraltro oltremodo puzzolenti, rimasero l’unica materia prima, almeno sino al’inizio degli anni ’60 di quel secolo, quando Richard Lindon, un altro produttore di palloni da rugby, scottato dall’esperienza con le vesciche – che portarono la moglie ad ammalarsi -, individuò nella gomma indiana (da gonfiare attraverso un’apposita pompetta) un’ottima e decisamente più igienica alternativa.

Con questo nuovo materiale, le palle tendettero sempre più all’ovale, e quando il gioco rugby fu codificato, nel 1871, la forma della palla indicata come quella adatta alla pratica del nostro sport fu proprio quella. Indicazione che divenne ancor più stringente nel 1892, quando arrivò una simil obbligatorietà, da parte della RFU, dell’utilizzo di un pallone siffatto.

Una palla che oggi, per quanto concerne la misura 5, quella utilizzata comunemente dai Seniores, ha un peso compreso tra i 410 e i 460 grammi, ed una lunghezza tra i 280 mm ed i 300 mm.

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