“Il rugby ha bisogno di soldi”: ecco perché la Rugby World Cup si gioca in Francia

Claude Atcher, CEO della RWC 2023, ha raccontato cos’ha spinto il voto delle federazioni a ribaltare il verdetto della commissione

Rugby World Cup 2019 – tv (ph. Sebastiano Pessina)

Alla fine del 2017 il Consiglio di World Rugby ha votato per assegnare la Rugby World Cup 2023 alla Francia, ribaltando il parere di una commissione indipendente, la cui relazione concludeva che il Sudafrica fosse il paese più indicato per ospitare il torneo, sulla base dei progetti presentati.

Una situazione che aveva stupito per l’inconsueta dinamica, dando spazio ad ampie dietrologie. Tre anni dopo la rivista Rugby World ha intervistato Claude Atcher, direttore generale del comitato di organizzazione di Francia 2023 e in precedenza a capo della delegazione che ha sottoposto la candidatura in rappresentanza della federazione francese.

Un’intervista piuttosto diretta, dove Atcher indica il famigerato vil denaro come una delle principali ragioni del mutamento di rotta della votazione nel giro di 15 giorni.

“Il rugby ha bisogno di soldi – ha detto – Penso che il risultato della analisi della commissione fosse tecnico, non politico. Parlando con le persone più addentro la politica, dicevano ‘com’è possibile che le federazioni perdano l’opportunità di fare fra i 65 e gli 80 milioni di euro in più’. Questa era la differenza fra la proposta francese e quella sudafricana o irlandese.”

“Non penso che la proposta della Francia fosse buona solo per i soldi. Però si tratta di un argomento importante, e lo spiegai in un’intervista data circa un mese prima della assegnazione. Dissi: ‘attenti, il rugby non è in buona salute’.”

“Tante federazioni hanno problemi economici. La proposta francese proponeva più soldi rispetto alle altre, e la Rugby World Cup rappresenta il 90% degli introiti di World Rugby.”

Atcher racconta inoltre di aver ricontattato, in quelle due settimane che separarono il verdetto della commissione dal voto, tutte le federazioni, inviando loro un documento dove si controbattevano alcune delle conclusioni presentate. Secondo l’opinione del dirigente francese, inoltre, la Rugby World Cup potrebbe essere commercializzata anche meglio di così, e che vedrebbe di buon occhio una separazione di poteri all’interno della federazione internazionale, che ad oggi è al tempo stesso l’organo che regola il gioco, ma anche che lo promuove a livello globale.

Nonostante gli ottimi risultati dell’edizione giapponese della Rugby World Cup, gli obiettivi per Francia 2023 sono di ampliare ulteriormente il giro d’affari. Il sorteggio dei gironi per la prossima coppa del mondo si terrà a novembre.

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