Slow Motion #67: Le mani gentili di Taniela Tupou

I 132 chili del pilone dei Wallabies non significano che sia addetto soltanto allo sfondamento muri

ph. Sebastiano Pessina

Slow Motion è la rubrica di OnRugby che ogni settimana racconta la meta più bella del weekend, nei minimi particolari, corredata dal video. Il fanatico ovale la segue così: prima se la guarda tutta, e poi torna indietro a leggere paragrafo per paragrafo, alternando il tasto play a quello pausa. Qui la scorsa puntata. Buon divertimento.

La partita più spettacolare dell’ultimo fine settimana ovale è stata Reds-Bulls, settimo turno del Super Rugby e, per il momento, anche l’ultimo a cui abbiamo potuto assistere.

Tante mete e più di una degna di nota. Gli ospiti sono andati in vantaggio segnando 17 punti in 17 minuti, frutto di tre mete, due delle quali orchestrate dal letale duo formato dall’estremo Warrick Gelant e dall’ala Rosko Specman, già stella del circuito Sevens. A dar loro man forte un numero 8 forte e intelligente come Muller Uys, 21 anni e una testa bionda che aiuta a identificarlo come il nuovo Duane Vermeulen. Visto che di rugby ne vedremo un po’ di meno nelle prossime settimane, non perdetevi le loro marcature.

La meta più bella della settimana però la segnano i padroni di casa, che risponderanno al break iniziale dei Bulls con 41 (!) in fila. La segnatura è quella del sorpasso, alla prima azione della seconda frazione di gioco.

I Reds hanno un pallone veloce dentro i 10 metri avversari, giocato da Isaac Lucas verso il suo numero 14 Bryce Hegarty, un giocatore che Brad Thorne impiega come ala, ma che è un utility back che si disimpegna spesso come apertura o estremo. Uno, insomma, che il pallone da primo uomo in piedi lo sa giocare.

Hegarty attacca la linea con tre avanti che invece di essere schierati in un pod sono disposti alle sue spalle, per rendere tutto più rapido. Dall’esterno converge anche il numero 8 Harry Wilson, ponendo così tantissimi punti di domanda alla difesa sudafricana vicino al punto d’incontro. Attaccando in maniera massiccia quella zona di campo, si creano tante possibilità di poter giocare una continuità diretta.

Il 14 australiano corre un po’ verso l’esterno, aprendo quindi la porta per un corridore al suo interno. A raccogliere l’invito è Liam Wright, che sfugge a un primo placcaggio e poi serve proprio Wilson, puntuale all’appuntamento con l’offload del compagno.

La ferita profonda nella difesa dei Bulls viene coronata dal pregevolissimo gesto tecnico di Taniela Tupou, uno dei migliori in campo per i Reds: O’Connor va da lui con un passaggio piatto per sfruttare subito la superiorità numerica; nonostante la salita rovesciata della difesa avversaria, Tupou si esibisce in un passaggio fulmineo verso l’esterno che libera Lukhan Salakaia-Loto, dimostrando una rara sensibilità nelle mani e una destrezza da ballerino di 130 chili.

In queste settimane in cui il Super Rugby rimarrà fermo a causa dell’epidemia di coronavirus, a mancarci saranno soprattutto i Reds, una delle squadre più entusiasmanti della competizione.

Anche se spesso i risultati non li hanno premiati (due vittorie in sette partite), la squadra del Queensland gioca un rugby appassionante e spettacolare, senza compromessi, crescendo nel frattempo giovanissimi di sicuro avvenire come i succitati Lucas (classe 2000), Wilson (1999), Wright (1997).

Lorenzo Calamai

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