Pro14: per il Benetton due scontri diretti alle porte

I prossimi avversari potrebbero dire molto delle ambizioni playoff dei biancoverdi. Sabato a Monigo arriva un Edimburgo in grande forma

Alberto Sgarbi - Benetton Rugby

Alberto Sgarbi – Benetton Rugby (ph. Ettore Griffoni)

Le prossime due settimane di Pro14 per il Benetton potrebbero avere un peso specifico notevole per le ambizioni di playoff dei biancoverdi. Nel giro di sette giorni i trevigiani affronteranno due dirette concorrenti nella corsa ai quarti di finale, Edimburgo e Scarlets, all’interno di una Conference B dove la competizione si preannuncia agguerrita e vorticosa, che coinvolgerà presumibilmente anche Munster, Connacht e Cardiff Blues.

Tutte queste sei squadre possono legittimamente aspirare a uno dei tre posti riservati per la post season, in una lotta che si trascinerà per l’intera durata della stagione, ma in cui il Benetton non può rischiare di perdere troppi punti preziosi. Ecco perché le sfide contro scozzesi e gallesi, prima della pausa per la Champions Cup, saranno dei banchi di prova fondamentali per testare la forza di un Benetton che finora, per svariati motivi, non ha convinto granché.

Il big match di sabato

Insieme a Scarlets-Cheetahs, la sfida tra Benetton e Edimburgo è il vero big match della 5^ giornata del torneo. Nelle due stagioni precedenti, tra le due squadre la rivalità è sembrata crescere partita dopo partita visto che entrambe hanno condiviso gli stessi obiettivi, ovvero entrare nei playoff. Nel 2017/2018 è toccato agli scozzesi, la scorsa primavera hanno avuto la meglio i Leoni. Nei quattro confronti giocati, poi, c’è assoluta parità: due vittorie a testa, 81 punti segnati dal Benetton e 82 segnati da Edimburgo e partite quasi sempre decise da degli episodi o da piazzati non entrati in mezzo ai pali.

Alla sfida di sabato Edimburgo si presenta con un biglietto da visita migliore rispetto al Benetton, soprattutto per le prestazioni delle due squadre nell’ultimo weekend. Gli scozzesi hanno travolto gli Scarlets – fino a venerdì scorso imbattuti – per 46-7 e sette mete totali, per di più senza quasi nessun nazionale rientrato dal Giappone a eccezione di Kinghorn.

L’attacco scozzese ha creato pesanti danni nella difesa gallese, tanto da far segnare ben 23 break in totali: i trequarti appaiono in grande spolvero, in particolare Mark Bennett, e venerdì ha esordito anche la stella del Sevens Eroni Sau. Il figiano aggiunge esplosività e fantasia a una squadra molto quadrata e pragmatica, a cui però Richard Cockerill sembra aver dato anche un’impronta più garibaldina ed espansiva nel gioco, come ha confermato anche il centro Matt Scott di recente.

“Non è nel DNA di Cockers (Cockerill, ndr) giocare in questo modo, per cui sta a noi far vedere che possiamo farlo – ha detto Scott a Scrum Magazine – All’inizio eravamo un po’ in apprensione nel caso avessimo perso un po’ di quella ruvidità che ci ha reso difficili da battere. Ecco perché sta a noi dimostrare che questo non succede, e che quando spostiamo il pallone all’esterno anche i trequarti possono fare il lavoro sporco. Siamo migliorati molto e al momento abbiamo il giusto equilibrio”.

Tra gli avanti, inoltre, Cockerill potrebbe decidere di impiegare i vari WP Nel, Jamie Ritchie, Magnus Bradbury, Ben Toolis, Stuart McInally, John Barclay e Grant Gilchrist, che comporrebbero a tutti gli effetti il pack della nazionale scozzese.

Per il Benetton però è una partita da vincere quasi a ogni costo, perché mantenere un ruolino di marcia positivo in casa è una delle condizioni minime per poter aspirare alla prima metà della classifica all’interno della Conference. Contro i Kings le risposte sono state incoraggianti fino a un certo punto, perché dai Leoni ci si aspettava forse una prestazione per certi versi più dominante e autorevole.

Per diversi tratti del match la superiorità è stata netta e indiscutibile, come ci aspettava del resto, ma la prova dei biancoverdi è stata sporcata dai troppi falli gratuiti concessi (in totale le punizioni sono state 12 per i Kings) e dalla frenesia nella gestione di alcuni palloni in attacco. La ciliegina finale è stata il brusco calo dell’ultimo quarto d’ora, “inaccettabile” per usare le parole di Marius Goosen, con ben tre mete subite dalla squadra più debole del campionato.

Ma quest’ultimo aspetto è forse il meno preoccupante in prospettiva, perché è improbabile che una squadra perda la concentrazione per un lasso di tempo così lungo per due volte in sette giorni. E la sfida contro Edimburgo sarà con tutta probabilità molto più chiusa e combattuta di quella vista sabato scorso, a patto di rivedere un Benetton più simile a quello ammirato nella scorsa stagione.

Da dove riparte il Benetton, dunque? Dalle buone sequenze offensive mostrate quando è riuscita a impostare i suoi multi fase, o da come ha saputo tenere vivo il pallone – marchio di fabbrica dell’attacco Benetton da un anno a questa parte – in altre occasioni. Le ottime prestazioni di Tavuyara, Brex, Keatley ed Esposito tra i trequarti sono altri segnali positivi per Kieran Crowley e lo staff tecnico, che però dovrà fare ancora a meno di Monty Ioane, un’assenza molto pesante soprattutto per la fase difensiva (non recupereranno nemmeno Barbini e Zanon).

Intanto, come Edimburgo, anche il Benetton dovrebbe poter schierare tanti giocatori rientrati dal Giappone dopo la Rugby World Cup. Contro i Kings si sono già visti Negri, Pasquali, Zani, Ruzza e Tebaldi, ma pronti a essere lanciati in campo ci sono anche Quaglio, Ferrari, Budd, Zanni, Steyn, Allan, Morisi, Benvenuti e Hayward. Pronti per Italia-Scozia?

Daniele Pansardi

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