Rugby World Cup 2019: Irlanda e Scozia, fondamentale mettere la testa avanti

Scontro fra le big del girone A, chi perde se la dovrà vedere con i padroni di casa per il passaggio del turno

Action Images via Reuters/Lee Smith

Ha un sapore conosciuto l’incontro fra Irlanda e Scozia. Da spettatori interessati, abbiamo il privilegio di ammirarlo ad ogni febbraio sui campi ancora battuti dalla pioggia fredda dei cieli celtici. Il Sei Nazioni 2019 ha incoronato l’Irlanda sul prato di Murrayfield, sesto successo irlandese negli ultimi sette incontri fra le due formazioni.

Questa, però, è una partita particolare: in una storia lunga 142 anni, è la prima volta che le due rivali si affrontano in campo neutro (e in una città che non sia Edimburgo, Glasgow, Dublino o Belfast). Coincidenza vuole, infatti, che il precedente mondiale fra le due, datato 4 ottobre 1991, si sia giocato proprio a Murrayfield. Per la cronaca, una partita di girone vinta per 24-15 dalla Scozia di Gavin Hastings.

Corsi e ricorsi storici vogliono anche che proprio in quell’occasione nel girone di Scozia e Irlanda ci fosse il Giappone ad agire da terzo incomodo. Quello che è cambiato in questi 28 anni è che la nazionale nipponica è oggi una seria minaccia per le due celtiche, fatto che rende assai più importante lo scontro diretto tra trifogli ed highlanders.

La squadra che uscirà sconfitta dallo scontro diretto, infatti, sarà quella che si dovrà verosimilmente giocare il passaggio del turno in uno showdown mortale contro i padroni di casa.

Delle due contendenti, l’Irlanda è quella che ha avuto più problemi: due pedine fondamentali come Keith Earls e Rob Kearney sono out, ancora in recupero dagli acciacchi che li perseguitano, e Schmidt non li ha voluti rischiare subito, preferendo mettere in campo Jordan Larmour, mai davvero messo alla prova a questo livello, e Andrew Conway per completare il triangolo allargato al fianco di Jacob Stockdale.

L’altra grande assenza è quella di Robbie Henshaw, già sicuramente fuori da questo incontro da giorni, anche se possibilmente recuperabile per le gare a venire. Il suo posto a numero 13 è preso da Garry Ringrose, che ha talento ed esperienza per fare bene, ma che recentemente ha attraversato un periodo difficile sia con la nazionale che con il club.

Sono questi i dubbi che danno coraggio a una Scozia che in questi giorni ha provato a prendere un vantaggio psicologico per arrivare con la massima fiducia allo scontro di domenica mattina.

“L’Irlanda è una squadra intelligente, dobbiamo stare concentrati per tutti gli 80 minuti – ha detto Greig Laidlaw, vice-capitano della formazione in blu – Nel 2017 quando li abbiamo battuti nessuno si è distratto per un secondo, mentre quest’anno abbiamo fatto calare l’attenzione in due occasioni e abbiamo concesso 14 punti.”

“E’ importanti che costruiamo una performance lunga 80 minuti, peina di concentrazione. Abbiamo lo spirito per farlo: i nostri standard sono alti, ogni giocatore sta spingendo l’altro a fare meglio e ci aspettiamo di dare il meglio che abbiamo.”

Joe Schmidt ha le idee altrettanto chiare sulla partita: “Una cosa in cui ho davvero fiducia è che saremo un osso duro. Credo che vedremo uno sforzo collettivo, e che quell’impegno ci renderà un osso duro.”

“Non ho dubbi che gli scozzesi avranno lavorato da par loro e che lo saranno anche loro. Credo non ci sia molto divario tra le due squadre, quindi sarà il rimbalzo della palla o solamente la capacità di essere un po’ più efficienti degli altri a decidere l’incontro.”

Sarà una partita decisa soprattutto dallo scontro fra i due pacchetti di avanti, sia nelle fasi ordinate, dove l’Irlanda vorrà prendere il sopravvento, ma dove la Scozia ha ben figurato contro il temibile pacchetto georgiano nel premondiale, sia nelle fasi di gioco aperto. Il gioco di entrambe le formazioni dipende dalla capacità del proprio pack di portare avanti il pallone, e quando a una delle due vengono tarpate le ali in questo senso, emergono le difficoltà a fare la differenza. La Scozia ha quel pizzico di follia per scombinare le carte in tavola con un singolo pallone, l’Irlanda ha un meccanismo più difficile da inceppare.

Per la Scozia sarà cruciale la performance di Jonny Gray, uno dei più capaci placcatori del pianeta. L’Irlanda potrà fare la differenza con la maggiore qualità proveniente dalla panchina.

La soluzione del complesso intreccio sarà presto in onda, con visione in chiaro previa registrazione sul sito ufficiale della Rugby World Cup. Il calcio d’inizio, fischiato da Wayne Barnes, sarà dato alle 9:45 italiane.

Irlanda: 15 Jordan Larmour, 14 Andrew Conway, 13 Garry Ringrose, 12 Bundee Aki, 11 Jacob Stockdale, 10 Johnny Sexton, 9 Conor Murray, 8 CJ Stander, 7 Josh van der Flier, 6 Peter O’Mahony, 5 James Ryan, 4 Iain Henderson, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best (c), 1 Cian Healy
A disposizione: 16 Niall Scannell, 17 Dave Kilcoyne, 18 Andrew Porter, 19 Tadhg Beinre, 20 Jack Conan, 21 Luke McGrath, 22 Jack Carty, 23 Chris Farrell

Scozia: 15 Stuart Hogg, 14 Tommy Seymour, 13 Duncan Taylor, 12 Sam Johnson, 11 Sean Maitland, 10 Finn Russell, 9 Greig Laidlaw, 8 Ryan Wilson, 7 Hamish Watson, 6 John Barclay, 5 Jonny Gray, 4 Grant Gilchrist, 3 WP Nel, 2 Stuart McInally (c), 1 Allan Dell
A disposizione: 16 Fraser Brown, 17 Gordon Reid, 18 Simon Berghan, 19 Scott Cummings, 20 Blade Thomson, 21 Ali Price, 22 Chris Harris, 23 Darcy Graham

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