Pacific Nations Cup 2019: Il Giappone alza il trofeo

Partita non entusiasmante dove il Giappone mostra di essere di un gradino sopra ai nord americani. Il torneo è archiviato senza eccessivi problemi.

ph. Reuters

Si è giocata nella mattinata italiana, nella capitale fijana di Suva, l’ultima giornata della Pacific Nations Cup 2019, in cui si sono scontrate in una sorta di finale per il titolo le uniche 2 formazioni ancora imbattute della competizione: Giappone e Stati Uniti.In settimana, il capitano giapponese Micheal Leitch aveva descritto questa partita come fondamentale per il percorso di avvicinamento al torneo iridato, considerando che si tratta della penultima uscita della sua squadra prima del grande appuntamento.

La squadra americana è la più forte dell’intero torneo, e sarà un test molto importante, vista la prestanza fisica dei giocatori statunitensi, molto simile per altro a quella dei russi che affronteremo nella prima giornata del mondiale aveva dichiarato Leitch.

Partono subito forte i giapponesi che già al 3′ sfruttano una touche nei 22 metri avversari per imbastire un ottimo drive e schiacciare in meta proprio con il capitano Michael Leitch, segnatura poi trasformata da Tamura.

Yu Tamura allunga ancora al 9′ grazie ad un piazzato concesso per una scorrettezza in ruck.

Il Giappone va ancora a segno con l’ala Kenki Fukuoka al 12′. L’elettrico trequarti concretizza una buona azione di squadra con una meta da 50 metri che va a sfruttare bene tutta la larghezza del campo con passaggi veloci fino all’ala. Tamura centra ancora i pali.

Gli americani tentano una reazione e su un buono spunto del numero 10 MacGinty, che prende nel sonno il tallonatore Horie nella linea difensiva, arriva la prima marcatura americana al 16′. Con la successiva trasformazione il risultato si porta sul 17-7

La squadra statunitense sembra prendere il controllo della partita nei successivi 10 minuti, sfruttando gli errori alla mano e le difficoltà nipponiche ad adattarsi alle chiamate arbitrali in mischia. Tuttavia qualche sbavatura al piede degli americani e le tante touche rubate dai giapponesi non permettono a nessuna delle due squadre di incrementare lo score.

L’ennesimo fallo in fase statica del primo tempo dà l’occasione alla squadra USA di accorciare con un piazzato, tornando a distanza di break.

Tutto il resto del primo tempo è abbastanza noioso e condito da un gran numero di in-avanti ed errori di handling. Il gioco non decolla mai, ad eccezione di un grubber ben eseguito da parte di Tamura al 38′ che lancia Fukuoka verso una meta già fatta, ma l’ennesimo errore di manualità vede la palla sfuggire dalla presa dell’ala giapponese. Il Giappone, che stava comunque giocando un vantaggio, ha poi la possibilità di andare sul 20 a 10 grazie al piede preciso dello stesso Tamura.

Non passa nemmeno un minuto ed al 40′ c’è subito la risposta a stelle e strisce, ancora dalla piazzola, che chiude la prima frazione di gioco sul 20-13.

Il Giappone parte nuovamente forte nel secondo tempo. Dopo un paziente multifase nei 22 avversari, la difesa americana si apre per la meta dell’estremo giapponese Yamanaka, trasformata da Tamura per il 27-13.

Il match prosegue senza particolari emozioni e contraddistinto da un numero davvero alto di errori da parte di entrambe le squadre sino al 55′, quando un calcetto americano all’interno dei 22 metri giapponesi innesta un micidiale contrattacco nipponico, guidato dal solito Fukuoka, che porta ad una meta coast to coast firmata dal capitano Leitch e passata dalle mani di altri 3 giocatori giapponesi. Tamura, oggi infallibile dalla piazzola, porta il punteggio sul 34-13.

Al 66′ pezzo di talento puro di Fukuoka, che manda fuori giri 2 giocatori avversari, esegue poi un calcetto a scavalcare per se stesso e schiaccia in meta, purtroppo per lui non convalidata.

Sei minuti più tardi gli americani si impongono in una mischia ad introduzione giapponese nei loro 22. Sulla conseguente fuoriuscita del pallone dalla mischia il flanker Germishuys schiaccia per la seconda meta statunitense, poi trasformata per il 34-20.

Nel finale di partita le Eagles fanno soffrire ancora la mischia giapponese nei propri 22, ma senza riuscire a concretizzare questa pressione in punti. La sfida si conclude quindi sul 34-20 per i giapponesi che diventano i campioni della Pacific Nations Cup 2019.

Partita sotto tono rispetto agli standard recenti dei giapponesi, ricca di errori ed indisciplina da entrambi i lati, in cui si è comunque notato il potenziale decisamente maggiore dei giapponesi rispetto agli Stati Uniti, soprattutto nel gioco al largo e nella capacità di ferire con 2 finishers eccezionali come Fukuoka e Matsushima. Molto pesante oggi l’assenza del ball carrier principe della squadra giapponese Amanaki Mafi, tenuto a riposo.

Giappone: 1 Keita Inagaki, 2 Shota Horie, 3 Asaeli Valu, 4 James Moore, 5 Uwe Helu, 6 Micheal Leitch, 7 Lappies Labuschagne, 8 Hendrik Tui, 9 Fumiaki Tanaka, 10 Yu Tamura, 11 Kenki Fukuoka, 12 Tim Lafaele, 13 Will Tupou, 14 Kotaro Matsushima, 15 Ryohei Yamanaka
A disposizione: 16 Atsushi Sakate, 17 Koki Yamamoto, 18 Yusuke Kizu, 19 Wimpie Van der Walt, 20 Kazuki Himeno, 21 Yutaka Nagare, 22 Rikiya Matsuda, 23 Lomano Lemeki

Marcatori
Mete: Micheal Leitch (3′,55′), Kenki Fukuoka (12′),  Ryohei Yamanaka (43′)
Trasformazioni: Yu Tamura (4′, 13′, 44′, 56′)
Punizioni: Yu Tamura (9′,39′)

USA: 1 Chance Wemglewski, 2 Mike Sosene-Feagai, 3 Paul Mullen, 4 Nate Brakeley, 5 Greg Peterson, 6 Malon Al-Jiboori, 7 Hanco Germishuys, 8 Jamason Fa’anana Schultz, 9 Shaun Davies, 10 AJ MacGinty, 11 Madison Hughes, 12 Paul Lasike, 13 Marcel Brache, 14 Blaine Scully, 15 Will Hooley
A disposizione: 16 Dylan Fawsitt, 17 David Ainu’u, 18 Paddy J Ryan, 19 Ben Landry, 20 Ben Pinkelman, 21 Nate Augspurger, 22 Will Magie, 23 Thretton Palamo

Marcatori
Mete: Madison Huges (16′), Hanco Germishuys (72′)
Trasformazioni: Will Hooley (17′, 73′)
Punizioni: AJ MacGinty (30′), Will Hooley (40′)

Roberto Neri

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