Sei Nazioni 2019: solo Inghilterra a Twickenham, clamoroso 44 a 8

Tripletta di May in mezz’ora, la Francia non c’è. Inghilterra al comando della classifica in solitaria

ph. Reuters

A Twickenham si rivela una partita impari fra Inghilterra e Francia, che si chiude con un pesantissimo passivo per gli ospiti e una debacle totale che porterà sicuramente nuove polemiche intorno allo staff tecnico transalpino.

Come ci si aspettava di rivedere l’utilizzo continuato del gioco al piede visto contro l’Irlanda da parte dei padroni di casa, ed è stato il leit-motiv di un successo che fa davvero paura a tutte le avversarie.

Dicono che l’Inghilterra cominci le partite forte: ha segnato nei primi minuti di tutti gli scorsi test match e anche sabato scorso. Se ne accorge anche la Francia: dopo 65 secondi Jonny May ha già schiacciato oltre la linea bianca. Pallone malamente perso da Guirado a centrocampo, slalom gigante di Daly in contrattacco e grubber lungo nell’angolo, dove l’ala dei Leicester Tigers è il più rapido ad arrivare. Farrell non trasforma da posizione difficile ed è 5 a 0, mentre risuona già swing low, sweet chariot.

Al quinto Slade viene fermato con un gran placcaggio da Guirado sulla linea dei ventidue, ma il tallonatore non rotola via e concede un calcio facile in mezzo ai pali a Farrell per l’8 a 0 dei padroni di casa.

La Francia prova a ferire con le armi inglesi, con un box kick di Parra dalla metà campo recuperato benissimo da Fickou. Sugli sviluppi dell’attacco, gli ospiti ottengono un calcio di punizione per fuorigioco di Curry, che lo stesso Parra trasforma in tre punti.

La stessa azione viene replicata nella metà campo francese, ma stavolta Owens punisce Bamba e Fickou per essere andati direttamente su Daly, impedendogli di arrivare sul punto di caduta dell’ovale. E’ una nuova opportunità per Farrell di andare per i pali dai 40 metri: 11 a 3 il punteggio dopo soli 12 minuti.

Francia che prova a dare una scossa al proprio pomeriggio con le avventure di Fickou e Penaud, ma al diciannovesimo la prima vera opportunità offensiva della Francia viene vanificata da un lancio sbagliato da Guirado.

Tre minuti più tardi tutta la differenza fra le due squadre: touche nei 22 metri avversari per gli inglesi con tre cariche ripetute fermate a pochi centimetri dalla linea di meta. Farrell chiama il cambio fronte in quarta fase e spara un passaggio lungo per May che siede Penaud in un fazzoletto e segna la doppietta personale. Ancora errore di Farrell dall’angolo sinistro, e punteggio che si stabilizza sul 16 a 3.

In campo c’è solo l’Inghilterra, che ha decisamente più benzina degli avversari: dopo 18 fasi su cui la Francia erge una bella difesa, Slade alza un campanile al cielo. Parra sbaglia la presa al volo, e sull’in-avanti il più lesto a raccogliere l’ovale è Ashton, brillantissimo a pescare ancora l’angolo sinistro con l’esterno del piede. Indovinate chi arriva puntuale all’appuntamento col pallone alla bandierina? Sì, è lui: proprio Jonny May.

Ancora con l’utilizzo intelligente e offensivo, continuato, di grubber negli angoli del campo l’Inghilterra mette pressione alla Francia e prosegue a dominare. Guirado prosegue la brutta giornata lanciando un altro pallone impreciso in rimessa nei propri 22 dopo uno di questi calcetti, ma stavolta il capitano francese va a rimediare al proprio errore costringendo l’attacco al tenuto.

La Francia ha un improvviso sussulto al minuto 34, ma è soprattutto un regalo francese. Pallone recuperato da un box kick di Parra in qualche modo, allargato per Huget che si esibisce in uno slalom con la complicità di tre placcaggi sbagliati su di lui da parte della retroguardia inglese . L’estremo deve poi solo servire Penaud sull’out di destra: il giocatore di Clermont libera la propria velocità e segna la meta del 23 a 8, non trasformata da Parra.

Inghilterra che rimette subito le cose in chiaro: al trentanovesimo la profondità francese è gravemente sguarnita nel settore centrale. Se ne avvede Youngs, che lancia un grubber per Ashton, fermato dentro i 5 metri. Sinckler ha il coraggio di spostare il pallone verso l’esterno, dove Slade batte il diretto avversario e segna la quarta meta inglese sempre al solito angolo sinistro. E’ un primo tempo che non lascia scampo alla Francia, e illustra tutta la differenza che c’è fra una delle migliori squadre al mondo e una in fondo alla top ten mondiale: 30 a 8 all’intervallo.

In un secondo tempo giocato con meno ordine da entrambe le squadre la prima emozione arriva al minuto 48, quando Slade ruba un pallone intercettando nel proprio territorio e va in fuga. Il 13 inglese mette un grubber lungo per Ashton, placcato in anticipo da Fickou quando sta per raccogliere l’ovale. Owens si accerta di prendere la decisione giusta rivedendo l’azione al TMO e decide per la meta tecnica e il cartellino giallo al francese.

Si ferma il gioco al 52′: Sinckler e Iturria si azzuffano e fanno partire un parapiglia sull’out di sinistra in campo francese. Owens lascia correre sanzionando l’esoso gesto inglese solo con un calcio di punizione.

Due minuti più tardi è ancora la stessa musica: buco inglese di Farrell e calcio lungo per la velocità di May. L’ala inglese stavolta perde il duello di velocità con Dupont, ma il pallone carambola fuori controllo e il primo ad arrivarci è il mediano d’apertura di casa: il passivo francese sale a 44 a 8.

Il secondo tempo inglese è poco più di una passerella. La Francia prova a imbastire qualche azione rivitalizzata soprattutto dall’ingresso di Dupont in mediana, ma è solo una somma di iniziative individuali e fuocherelli di paglia che non portano soddisfazioni a Jacques Brunel. Il ritmo dei transalpini non mette in difficoltà la difesa inglese praticamente mai, né lo fa la fisicità degli ospiti: lo dimostra il placcaggio monstre di Courtney Lawes su Mathie Bastareaud, portato indietro come poche volte si è visto.

Al minuto 69 esordio internazionale per il mediano dei Wasps Dan Robson. Guilhem Guirado, di solito primo cambio di Jacques Brunel intorno al cinquantesimo, viene tenuto in campo fino a cinque minuti dal termine, in un curioso esercizio di costretta presa di responsabilità per l’orgoglioso capitano al quale sembra difficile imputare più responsabilità di quelle di qualsiasi altro giocatore, relative rispetto ai problemi di livello più generale che colpiscono questa Francia.

Il punteggio non si muove più dopo la meta di Farrell a più di venticinque minuti dal termine: finisce 44 a 8 fra gli applausi di Twickenham, con l’Inghilterra prima in classifica generale, solitaria con 10 punti.

 

Inghilterra: 15 Elliot Daly, 14 Chris Ashton, 13 Henry Slade, 12 Manu Tuilagi, 11 Jonny May, 10 Owen Farrell (c), 9 Ben Youngs, 8 Billy Vunipola, 7 Tom Curry, 6 Mark Wilson, 5 George Kruis, 4 Courtney Lawes, 3 Kyle Sinckler, 2 Jamie George, 1 Mako Vunipola
A disposizione: 16 Luke Cowan-Dickie, 17 Ben Moon, 18 Dan Cole, 19 Joe Launchbury, 20 Nathan Hughes, 21 Dan Robson, 22 George Ford, 23 Jack Nowell

Marcatori Inghilterra
Mete: May (1, 23, 30), Slade (39), tecnica (49), Farrell (54)
Trasformazioni: Farrell (30, 39, 54)
Calci di punizione: Farrell (6, 12)

Francia: 15 Yoann Huget, 14 Damian Penaud, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Geoffrey Doumayrou, 11 Gaël Fickou, 10 Camille Lopez, 9 Morgan Parra, 8 Louis Picamoles, 7 Arthur Iturria, 6 Yacouba Camara, 5 Félix Lambey, 4 Sébastien Vahaamahina, 3 Demba Bamba, 2 Guilhem Guirado (c), 1 Jefferson Poirot
A disposizione: 16 Pierre Bourgarit, 17 Dany Priso, 18 Dorian Aldegheri, 19 Paul Willemse, 20 Gregory Alldritt, 21 Antoine Dupont, 22 Romain Ntamack, 23 Thomas Ramos

Marcatori Francia
Mete: Penaud (35)
Trasformazioni:
Calci di punizione: Parra (10)

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