Sei Nazioni Femminile: dopo Scozia-Italia, le parole dalla sala stampa

Capitane e head coach hanno parlato al nostro microfono al termine della sfida dello Scotstoun Stadium vinta dalle Azzurre

Ph. Federugby

GLASGOW – L’Italia Femminile ha aperto il Women’s 6 Nations come aveva chiuso il precedente, ovvero con una vittoria contro la Scozia: la quinta consecutiva considerando che la serie positiva delle Azzurre si era aperta a Cardiff nel marzo 2018 ed era proseguita lo scorso autunno con i Test Match casalinghi di novembre.

L’Italia ha saputo soffrire, stringere i denti quando si è trovata con la doppia inferiorità numerica (a cavallo tra primo e secondo tempo) e, mostrando tenacia in fase difensiva e capacità di contrattaccare ad ogni occasione, è riuscita anche a prendersi un importante punto di bonus offensivo.

“Siamo sicuramente tutti contenti di come è finita la partita, molto felici perchè prendersi il bonus è segno di volontà, ci fa capire quanto la squadra sia concentrata sul torneo senza lasciare punti per strada. Direi molto bene la partenza, in cui abbiamo creato molte opportunità che non abbiamo sfruttato e che ci lasciano insoddisfatti, perchè sono convinto la partita era assolutamente da chiudere nel primo tempo,” dice Andrea Di Giandomenico, head coach dell’Italia.

“Ci stava poi che a fine primo tempo arrivasse la reazione della Scozia, al di là dei due gialli che sono comunque una conseguenza, perchè eravamo già sotto pressione fin da prima. Abbiamo concesso troppi calci di punizione nella nostra metà campo e ci siamo messe in condizione di farci mettere sotto pressione, qualcosa che ha poi dato il via ai cartellini gialli.”

“Però l’inizio del secondo tempo, come siamo tornate in campo, ci fa essere davvero felici: determinazione in difesa, volontà di non subire punti con tredici giocatrici in campo e addirittura capacità di marcare una meta in quattordici, oltre ad un buon finale da cui spero si possa prendere fiducia, soprattutto nel fatto che quando riusciamo ad esprimere il nostro gioco, a sfruttare la velocità del gioco e gli spazi che si aprono abbiamo una grande capacità di sfruttarli. Credo che questa partita ci possa essere di forte insegnamento per il prosieguo del torneo,” continua l’head coach. “Non siamo state magari sempre precise ma siamo felicissimi per come la gara sia finita, la squadra ha saputo uscire alla grande da tutte le situazioni di difficoltà e quando non siamo state precise al massimo.”

“Speravamo di vedere continuità [coi risultati e le prestazioni dell’autunno] ma siamo anche consapevoli che il Sei Nazioni cambia  il contesto nel quale si giocano le partite, c’è una pressione diversa e sapevamo che non sarebbe stata, oggi, una partita facile. Come conferma che, quando risuscitiamo ad esprimere un buon gioco sia in attacco, sia in difesa, abbiamo grande qualità – se devo vedere un’area di miglioramento, dopo la prestazione di oggi [venerdì] è nella capacità di reagire a determinate situazioni durante la partita dove si possono creare momentum diversi. Stasera abbiamo gestito comunque bene le situazioni e il risultato fa onore alla prestazione delle ragazze.”

Settimana prossima a Lecce contro il Galles (battuto nettamente sabato sera a Montpellier dalla Francia) e vorrà continuare a tenere aperta la striscia positiva, ma Di Giandomenico non è particolarmente preoccupato da questo, nonostante “fa piacere avere delle strisce di vittorie, delle serie positive ma onestamente è più bello guardarsi indietro e vedere la scia, come quando scii sulla neve fresca e vedi la strada che hai fatto, ma mentre lo stai facendo guardi solo avanti, la tua attenzione è solo focalizzata, curva dopo curva, su quello che sta per accadere ed è quello che faremo anche noi.”

Manuela Furlan, capitana delle Azzurre (terza gara per lei nel nuovo ruolo, prima in assoluto al Women’s 6 Nations) dice che “non aver concretizzato le due occasioni piuttosto nitide che abbiamo creato nel corso del primo tempo ci ha un pò destabilizzate, abbiamo passato quasi mezz’ora tra la loro metà campo e i loro 22m ma non abbiamo finalizzato e questo forse, di testa, ci ha fatto commettere quell’errore in più nei minuti finali del primo tempo. Loro ne hanno approfittato, sono entrate nei nostri 22m e sono riuscite a marcare la meta, approfittando dell’entusiasmo del momento favorevole – complice anche la nostra doppia inferiorità.”

“Nello spogliatoio a fine primo tempo ho chiesto alle ragazze di tirare fuori la ‘cattiveria’ che ci vuole nei momenti duri e quello era il momento in cui ci serviva [l’Italia ha giocato otto minuti della ripresa in 13]. La chiave era riuscire a mantenere il risultato in parità, aspettando il rientro delle due ragazze dal sin-bin, e non solo abbiamo raggiunto l’obiettivo, ma siamo anche riuscite a marcare una meta in inferiorità.”

“In quel momento,” continua Manuela, “mi sono detta: questa è la mia squadra! Queste siamo noi, quando giochiamo insieme e non ci isoliamo (come stavamo facendo un pò alla fine del primo tempo) riusciamo a creare e a fare belle cose. Siamo cresciute di testa e siamo state capaci di rimanere concrete e di fare con facilità le cose che ci riescono bene, come la difesa che è un nostro punto di forza, riuscendo poi a portarci a casa la vittoria e il punto di bonus.”

Nel secondo tempo la Scozia è riuscita, per qualche fase, a mettere pressione sull’Italia e a costringere le Azzurre a commettere qualche fallo; dopo le difficoltà mostrate a Madrid, venerdì sera il pack in Dark Blue sembrava aver ritrovato fiducia in se stesso e Lisa Thomson ha chiesto tre mischie di fila – su altrettante punizioni conquistate nei 22m italiani.

“Grande merito va alle nostre avanti che stasera hanno fatto un lavoro fantastico,” dice Furlan. Le Azzurre hanno infatti saputo resistere bene e rispondere colpo su colpo, allontanando la minaccia. “Le nostre avanti hanno fatto molto bene, non solo ovviamente in quelle due occasioni ma anche durante la doppia inferiorità, quando dovevamo mantenere il possesso e loro hanno fatto il doppio del lavoro di noi trequarti in quel momento. Se dovessi premiare una ‘woman of the match’ stasera, non avrei dubbi sull’assegnare il premio a tutto il nostro pack di mischia.”

Le Azzurre lo scorso anno sono andate a vincere al Millennium Stadium di Cardiff (prima rappresentativa italiana di rugby a centrare l’obiettivo) e in casa possono ripetersi, ma Manuela dice che il loro obiettivo per la prima fase del Women’s Six Nations era “pensare solo alla nostra prestazione. Chiaramente, se riusciamo a mettere in campo la prestazione che vogliamo, pensiamo che arrivi anche il risultato. Spero che dalla prossima partita ci sia da subito l’attenzione giusta, quando abbiamo le nostre occasioni spero che saremo in grado di concretizzarle subito. Non possiamo permetterci di sperare sempre che, nonostante non concretizziamo le occasioni, alla fine le cose vadano sempre bene; vogliamo continuare a migliorare quello che oggi non è andato bene.”

ph. Sebastiano Pessina

“La mischia è stato uno degli aspetti su cui sono più soddisfatto stasera, perchè abbiamo mostrato un gran miglioramento rispetto alle ultime uscite,” dice Shade Munro, head coach della Scozia Femminile, al termine della gara persa contro l’Italia.

Le Dark Blues, stasera, hanno mostrato cose buone ma hanno dovuto cedere, nonostante gli sforzi profusi, davanti ad un’avversaria che è sembrata ancora molto superiore.

“È una delle prime volte che abbiamo fatto davvero bene in mischia e abbiamo visto ripagato il lavoro fatto nell’ultimo anno,” continua Munro. “L’Italia ha provato a metterci in difficoltà anche sotto questo aspetto ma abbiamo notato che non solo siamo state capaci di reagire, ma siamo anche cresciute nel corso del match. La squadra ha mostrato anche una buona tenuta fisica, abbiamo mollato solo a fine gara, negli ultimi minuti quando ormai la partita era finita.”

“Le ragazze hanno messo in campo davvero tutto quello che avevano, non si può dire loro nulla sotto questo punto di vista, e abbiamo anche fatto molto bene in difesa nel primo tempo quando ci siamo difese a lungo sulla nostra linea di meta, ma dobbiamo cercare di migliorare sotto questo aspetto: dobbiamo cercare di non giocare così a lungo nella nostra metà campo. Anche cercare di giocare ‘troppo’ porta errori, perdita del possesso e occasioni per le avversarie, abbiamo fatto qualche errore, ci sono state un paio di decisioni che non ci sono state proprio favorevoli stasera ma abbiamo concesso all’Italia troppo possesso. D’altro lato, la nostra prestazione difensiva è stata davvero notevole, e chiudere il primo tempo sul 7-7 contro una squadra come l’Italia è davvero incoraggiante.”

“Nel secondo tempo abbiamo cercato di fare le nostre cose bene, ma ancora una volta abbiamo giocato troppo nella nostra metà campo, abbiamo commesso un paio di errori e il nostro gioco, dopo, è diventato prevedibile,” ammette Munro, “e alla fine ci siamo trovate senza energie.”

“Abbiamo iniziato la ripresa in modo non proprio perfetto, ma ci siamo poi trovate nella condizione di rimetterci in partita, stavamo facendo bene in chiusa e stavamo spingendo, creando un paio di opportunità (una per ala) che avremmo dovuto concretizzare. Se avessimo marcato queste due mete, in momenti particolarmente importanti della ripresa, avremmo potuto avere un risultato differente, creando il momentum giusto e anche dandoci fiducia. Invece, dopo tutto lo sforzo fatto, abbiamo concesso una meta anziché marcarla e si è visto che la squadra, in quel momento, si è un pò sentita sulle ginocchia.”

“Non credo che oggi abbiamo sentito ulteriore pressione per il fatto che questa fosse la nostra prima gara nel Sei Nazioni,” risponde Munro ad una mia precisa domanda. “Non avevamo particolare pressione sulle spalle di dover vincere, avevamo voglia di fare una bella partita e di provare a vincere, ovviamente. Eravamo ben preparate per questa partita ma tutte le squadre stanno migliorando e noi se vogliamo stare al passo dobbiamo farlo più velocemente delle avversarie.”

“Non molliamo però,” chiude Munro. “È difficile, questi sono test match e sono dure sfide ma nonostante sia sempre un test, sia sempre difficile, vogliamo fare bene, continuare a lavorare duramente e i risultati arriveranno.”

“Non possiamo marcare mete se non abbiamo mai la palla,” dice capitan Lisa Thomson, “e quando abbiamo la palla in possesso dobbiamo fare in modo di concretizzare. Abbiamo fatto qualche errore in difesa ma siamo molto migliorate sotto questo aspetto, rispetto all’ultima gara contro l’Italia, ma abbiamo comunque concesso quattro mete stasera. Settimana prossima pensiamo all’Irlanda, martedì torniamo ad allenarci per fare il meglio nella prossima gara.”

Matteo Mangiarotti

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