10 giocatori (più uno) da tenere d’occhio nel 2019

Una lista di giovani di belle speranze provenienti da ogni angolo di Ovalia

ph. Reuters

Si chiudono le porte sul 2018, arriva il 2019. Un anno importante per la palla ovale: è l’anno della Rugby World Cup, sono mesi in cui interi cicli si chiudono. Abbiamo provato ad anticipare i tempi e a puntare su dieci nomi per il 2019, giocatori giovani da tenere d’occhio: alcuni nomi sono già noti, altri stanno arrivando sul palcoscenico, qualcuno è una scommessa ancora sconosciuta ai più.

Abbiamo utilizzato due semplici regole di base per definire la nostra lista di giocatori emergenti da tenere d’occhio: devono avere meno di 23 anni e non avere più di 5 presenze in nazionale maggiore. Ci siamo concessi un’unica eccezione alla regola, per regalare ai lettori un bonus finale e tenere d’occhio un giocatore di sicuro talento in più. Fra 12 mesi ne riparliamo, e vedremo se ci abbiamo visto abbastanza lungo.

Demba Bamba
17 marzo 1998, pilone destro, Brive e Francia (1 cap)

Il giovane pilone francese, campione del mondo e del Sei Nazioni con la nazionale under 20 transalpina, sta vivendo già oggi un’ottima annata a Brive, club che l’ha cresciuto e che già la stagione scorsa gli aveva concesso 8 presenze in prima squadra. Da questa stagione lo straripante pilone destro è una certezza, tanto da essersi già guadagnato ad appena 20 anni la convocazione di Jacques Brunel e l’esordio in nazionale maggiore nella sconfitta patita dalla Francia contro le Fiji a novembre. Nella sua stagione, per il momento, 11 presenze di cui 9 da titolare e 2 mete. Il prossimo anno giocherà con il Lione, con il quale ha già firmato lo scorso anno prima di essere concesso in prestito al Brive, ma già da ora il suo obiettivo è sbaragliare la concorrenza nel ruolo di pilone destro per provare a esserci nella rosa di Brunel per il Giappone.

Obiettivo per il 2019: convocazione stabile in nazionale maggiore

Fraser Dingwall
7 aprile 1999, centro, Northampton Saints

A Northampton giocano alcuni veterani del rugby inglese come Dylan Hartley e James Haskell, ma quando nella scorsa giornata di Premiership i Saints si sono trovati di fronte alla corazzata Exeter, a prendere la parola nello spogliatoio a metà tempo è stato un ragazzo di 19 anni: il suo nome è Fraser Dingwall. Entrato dopo sei minuti per un infortunio al compagno Piers Francis, Dingwall ne ha approfittato per segnare una meta e mettere il sigillo sulla sorprendente vittoria dei suoi al Franklin’s Garden. Titolare dell’Inghilterra under 20 seconda al Sei Nazioni di categoria e al mondiale con la maglia numero 13, Dingwall è cresciuto a Northampton e, nonostante una iniziale presenza nelle fila della under 18 della Scozia, ha poi preferito legarsi al XV della Rosa per il futuro. Dice di lui Chris Boyd, DOR di Northampton: “Fraser è uno dei giovani a cui abbiamo dato un’opportunità e l’ha colta a piene mani. E’ un ragazzo misurato, molto calmo, molto preciso in tutto quello che fa. E’ un ottimo giocatore, un bravo ragazzo e sarà un gran leader per i Saints.”

Obiettivo per il 2019: titolare dei Northampton Saints

Alex Dombrandt
29 aprile 1997, seconda/terza linea, Harlequins

 


The Dominator, basterebbe il soprannome dato a questo ragazzo di 21 anni che ha giocato con la under 20 del Galles per capire che si tratta di qualcuno che sta facendo qualcosa di speciale. Una terza linea da 7 mete in 10 presenze è qualcosa che non si vede tutti i giorni: un potente ball carrier capace di dire la sua nelle fasi statiche, ma che dà il meglio di sé quando può agire a tutto campo, con le sue cariche, le sue corse e i suoi offload. L’esperienza con la under 20 del Galles non lo lega però alla nazionale dei Dragoni: la sua convocazione rientra infatti in una dispensa speciale dovuta a motivi di studio all’estero, e Dombrandt, adesso acclamato da tutti i media inglesi come la next big thing dell’ovale d’oltremanica, potrebbe finire ben presto nel radar di Eddie Jones.

Obiettivo per il 2019: debutto internazionale

Ted Hill
26 marzo 1999, terza linea, Worcester Warriors e Inghilterra (1 cap)

Rimaniamo in Inghilterra e rimaniamo in terza linea per scoprire un altro prodigio che non arriva ancora ai 20 anni di età: è Ted Hill, già convocato e anche messo in campo da Eddie Jones nel corso dello scorso novembre. Alto e longilineo (196 centimetri per 110 chili), Hill possiede un istinto naturale per la meta, un allungo notevole in velocità e ha le qualità del saltatore in rimessa laterale. Era arrivato alla nazionale da apprendista, quel ruolo che Jones riserva ai giovani invitati a prendere parte ai camp della selezione nazionale, ma che non verranno poi schierati nei test. Le sue doti, però, hanno convinto anche un coach riluttante a concedere minuti facili come Jones a buttarlo nella mischia nei minuti conclusivi della partita contro il Giappone. D’altronde a Worcester nessuno si è sorpreso: già prima della maggiore età, dicono che Hill seminasse il panico agli allenamenti dei Warriors. Un fatto difficile da dubitare visto il suo esordio: il 23 settembre Hill entra al 26′ della partita contro i Leicester Tigers, segna una doppietta e Worcester si porta via una vittoria importante per 44 a 37.

Obiettivo per il 2019: entrare stabilmente nel giro della nazionale

Jordan Joseph
31 luglio 2000, terza linea, Racing 92

Protagonista assoluto della coppa del mondo under 20 vinta dalla Francia, Jordan Joseph ci era arrivato da vero e proprio freak: diciassettenne, quindi più giovane di tutti gli altri, ha dominato in lungo e in largo con le sue cariche inarrestabili e la prepotenza fisica che lo caratterizza. Numero 8 degno erede di Billy Vunipola, per scomodare paragoni con chi è già arrivato ai palcoscenici più importanti, Joseph unisce alla forza dell’upper body l’esplosività della corsa, diventando una sorta di palla da demolizione lanciata contro le difesa avversarie. Servito in campo aperto, è semplicemente devastante, ed unisce a tutto ciò anche ottime mani per giocare eventuali continuità con i compagni. Ha firmato il suo primo contratto professionistico con il Racing 92, dove ovviamente la concorrenza nel ruolo è tremenda: finora ha disputato 7 partite in stagione, partendo titolare due volte e segnando una meta contro Pau. Non ha ancora superato i 18 anni.

Obiettivo per il 2019: titolare in partite importanti del Racing 92

Joel Kpoku
22 giugno 1999, seconda linea, Saracens

Centoventisei chilogrammi distribuiti su un metro e novantasei di seconda linea: questo è Joel Kpoku, la seconda linea che i Saracens stanno costruendo nel loro bacino di carenaggio. Pedina chiave della under 20 inglese arrivata fino alla finale dei mondiali di categoria, Kpoku ha incominciato a guadagnarsi spazio anche nella prima squadra dei campioni d’Inghilterra a partire da questa stagione. Mark McCall ha dato fiducia al 18enne in 5 occasioni fra Premiership e Premiership Cup, venendo ripagato con 15 punti segnati contro Sale (2 mete) e Leicester Tigers. Attaccante caparbio nelle sue cariche, Kpoku unisce all’esuberanza fisica anche ottime doti difensive e una buona mobilità nonostante le dimensioni. La seconda linea del futuro dei Saracens formata da lui e da Maro Itoje spaventa già adesso chiunque.

Obiettivo per il 2019: accumulare presenze da titolare

Joe Marchant
16 luglio 1996, centro, Harlequins

 

Del nutrito lotto di inglesi che compongono questa lista, Joe Marchant è il giocatore forse più affermato, facendo stabilmente parte della formazione degli Harlequins da oramai tre stagioni. Marchant è un giocatore super interessante, che solo la sfortuna ha finora trattenuto dall’esordio internazionale. Somiglia fisicamente a Simon Zebo, ma come giocatore ricorda di più Jonathan Joseph: un numero 13 con le ali ai piedi, pericoloso da ogni parte del campo ed elusivo nel suo modo di correre. Al contrario dei suoi più giovani colleghi, Marchant ha vinto la coppa del mondo under 20 con l’Inghilterra nel 2016, e vanta ben 10 mete segnate nelle sue 13 presenze per la nazionale giovanile. Nel 2017, durante il tour dei Lions, Eddie Jones lo convoca per la trasferta sudamericana della nazionale maggiore inglese, ma Marchant deve rinunciare per infortunio. Da allora il giocatore non ha mai avuto un’altra possibilità, ma è soltanto questione di tempo.

Obiettivo per il 2019: convocazione in nazionale

Matteo Moscardi
24 marzo 2000, centro, Rovigo e Accademia Nazionale

Matteo Moscardi è abituato a bruciare le tappe. Dopo essere stato capitano della nazionale under 18 lo scorso aprile, il centro made in Rovigo ha partecipato alla spedizione dell’Italia under 20 in Francia per i mondiali di categoria, ed ha disputato ben tre delle cinque partite degli Azzurrini, risultato non scontato per un classe 2000 e quindi convocato prematuramente al mondiale giovanile. Oggi, Moscardi fa parte dell’Accademia Nazionale e disputa quindi il campionato di Serie A. Parteciperà senza dubbio al prossimo Sei Nazioni under 20 e, se tutto va bene, anche il prossimo mondiale di categoria. Se la sua crescita dovesse rivelarsi esponenziale come quella avuta finora, il suo nome potrebbe già figurare sui taccuini delle franchigie di Pro14 dalla prossima stagione, magari come permit player.

Obiettivo per il 2019: Presenza in Pro14 entro la fine dell’anno solare

Dalton Papali’i
11 ottobre 1997, terza linea, Blues e Nuova Zelanda (2 caps)

Se Steve Hansen ha convocato questo ragazzo di ventuno anni con gli All Blacks per il tour in Europa dell’ultimo novembre, dopo che Papali’i ha disputato appena una stagione di Mitre 10 Cup con Auckland e ha racimolato sette presenze in Super Rugby con i Blues, un motivo ci dev’essere. Terza linea dinamica con il 7 cucito sulla schiena, Papali’i somiglia nelle movenze e nel tipo di giocatore all’irlandese Dan Leavy: rapido, solido, baricentro leggermente basso difficile da mettere a terra. Come Leavy, è un gran lavoratore sul campo; più di Leavy è un difensore che accumula placcaggi su placcaggi (23, 29, 22, 21 e 20 placcaggi nelle ultime 5 partite di Mitre 10 Cup, 97% di placcaggi riusciti nell’intera stagione). Hansen gli ha concesso due apparizioni: la prima per 60 minuti nella facile vittoria sul Giappone prima del viaggio in Europa, la seconda dalla panchina contro l’Italia nella partita conclusiva del tour. Il ragazzo inizia a respirare il clima degli All Blacks, il futuro potrebbe incominciare ancora prima del previsto.

Obiettivo per il 2019: Super Rugby da titolare

Jordan Petaia
14 marzo 2000, utility back, Reds

Caro Cheika, non tremare, c’è qualcuno pronto a venirti a salvare. Jordan Petaia potrebbe essere il giocatore più importante a debuttare con la maglia dei Wallabies nel prossimo futuro. In una backline piena di talento, ma che ultimamente sembra essere involuta e incancrenita, il 18enne dei Reds potrebbe sparigliare le carte e portare una ventata d’aria nuova. E’ stato il giocatore più giovane della storia a debuttare nel Super Rugby con la maglia dei Reds, i suoi video della militanza nelle squadre giovanili mostrano un giocatore alieno rispetto ai lillipuziani che lo circondano. Può giocare con qualsiasi maglia che porti un numero fra il 13 e il 15, ha step e letture di gioco da grandissimo, e solo un acciacco ha impedito che il promettente trequarti esordisse lo scorso novembre contro l’Italia. Se Petaia confermerà nel 2019 quanto ha mostrato finora, niente gli impedirà di essere uno dei Wallabies di Cheika alla Rugby World Cup.

Obiettivo per il 2019: Esordio internazionale

Bonus: Alivereti Veitokani
2 novembre 1992, apertura/estremo, Fijian Drua e Fiji (6 caps)

Si rompono infine le regole per concedere un piccolo bonus al tenace lettore arrivato fin qui. Non è giovanissimo, ma è sconosciuto ai più, ha dominato con le sue accelerazioni il National Rugby Championship australiano portando i Drua alla conquista del titolo ed ha avuto la possibilità di alcune comparsate per la nazionale figiana, compreso uno scampolo dello storico trionfo in terra francese. Si tratta del numero 10 Alivereti Veitokani, giocatore ancora semiprofessionista, ma con tutte le qualità per il grande salto. In nazionale è il delfino del titolare all’apertura, Ben Volavola, e dovrebbe essere nella rosa delle Fiji alla prossima Rugby World Cup. Dopo un ottimo novembre, esaltato anche dall’ottima prestazione contro l’Uruguay, Veitokani è pronto per diventare il nostro giocatore preferito del 2019.

Obiettivo per il 2019: Presenza dal primo minuto alla RWC

Lorenzo Calamai

onrugby.it © riproduzione riservata
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