Pro14: il bilancio delle italiane dopo la giornata numero sei

Il cinismo e la forza mentale del Benetton, i segnali delle Zebre. E poi l’esordio di Lamaro e l’instancabilità di Tuivaiti

Benetton Treviso pro14

ph. Ettore Griffoni

Una vittoria e una sconfitta per le franchigie italiane impegnate nella sesta giornata del Pro14. Il Benetton è riuscito ad avere la meglio sui Southern Kings sotto il diluvio, regolandoli a suon di mischie chiuse, mentre le Zebre hanno giocato una ottima prima frazione a Glasgow prima di cadere sotto i copi di una squadra dal tonnellaggio superiore come lo sono i Warriors.

A Treviso le condizione meteorologiche hanno fortemente condizionato la partita, spostandola su un terreno più favorevole ai padroni di casa. Nella sfida ai Kings era necessario riportare a casa una vittoria con tanto di punto di bonus, ma i sudafricani avrebbero potuto creare qualche grattacapo in più ai biancoverdi se avessero potuto giocare il loro rugby, fatto di intensità e sfruttamento degli spazi allargati. La pioggia incessante e un approccio mentale perfetto da parte del Benetton hanno fatto così che non fosse questo il caso.

I Leoni non hanno lasciato praticamente nulla al caso: hanno concesso qualcosa agli ospiti soltanto nei dieci minuti conclusivi di ognuna delle due frazioni, ma il risultato non è mai stato in discussione e non vi sono stati patemi. Un significativo passo in avanti rispetto allo scorso anno, quando comunque sia a Treviso che a Port Elizabeth i Kings avevano creato qualche magagna di troppo ai biancoverdi, soprattutto a causa di un atteggiamento superficiale e una mancanza di presenza mentale che ha più di una volta fatto male al Benetton in partite dove si trovava a essere la squadra migliore sul rettangolo di gioco.

È forse quindi questo il bottino più importante da mettere in cascina per gli uomini di Kieran Crowley: una rinnovata consapevolezza e una fiducia nei propri mezzi che si trasforma nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Rimandato, per il momento, l’esame sui progressi della squadra nella fase difensiva, vero e proprio cruccio di questo inizio di stagione.

Chi lo metterà alla prova saranno verosimilmente Grenoble e Agen, avversarie del Benetton in Challenge Cup nelle prossime due settimane. Delle due squadre francesi, la prima è quella verosimilmente più pericolosa nonostante si tratti di una neopromossa in Top 14. Agen è invece una squadra solida, durissima da sconfiggere sul proprio campo e abituata a competere con le unghie e con i denti per ottenere il risultato. Chiedere alle Zebre per informazioni.

Il Benetton dovrà essere bravo a gestire il doppio appuntamento europeo anche in vista della ripresa delle ostilità celtiche: il prossimo 27 ottobre a Monigo arriva il Leinster, e i Leoni dovranno essere pronti a ruggire per riprendere alla grande il proprio cammino in campionato.

Quando ci si mette a tavolino per analizzare una sconfitta con un margine di scarto di 28 punti, invece sembrerebbe paradossale riuscire a vedere il bicchiere mezzo pieno per la squadra sconfitta. Eppure, a questo giro, le Zebre sono uscite dal campo con segnali decisamente più confortanti rispetto ai due precedenti K.O., meno severi nel punteggio, ma molto di più a livello di prestazione complessiva degli italiani.

Una delle cose che, proprio da queste colonne, si chiedevano con più vigore ai ragazzi di Parma era un approccio più positivo e propositivo alle partite. Gli avvii bui, infatti, erano spesso costati carissimo ai ragazzi di Michael Bradley. La risposta zebrata si è rivelata importante, con un approccio complessivo alla gara di primo livello su tutti i fronti.

I primi 52 minuti dello Scotstoun, fino al giallo taglia-gambe di Meyer, anche se il tracollo è arrivato poco dopo il suo rientro, hanno messo in mostra progressi interesssnti per le Zebre. In primis, certamente, il lavoro in rimessa laterale, con  un Fabiani piuttosto preciso e delle conquiste pulite, senza eccessivi patemi. Un passo in avanti notevole, se si pensa a quanto accaduto nel recente passato, nonostante il team emiliano debba ancora salire di colpi esponenzialmente per dirsi realmente competitivo in quel fondamentale.

Poi, il predominio in mischia chiusa, con la prestazione degna di nota di un Bello in grande spolvero, abile nel mettere sotto il pilone sinistro avversario, costringendolo spesso a concedere punizione. Fasi statiche praticamente sotto controllo, e un dominio del match su tutta la linea (legittimato dal 78% di territorio, e il 69% di possesso nel primo tempo), non concretizzato, però, per i troppi palloni persi in avanti, spesso in modo “gratuito”.

Troppa frenesia, soprattutto in zona rossa, non ammissibile per una squadra desiderosa di ottenere vittorie e/o punti bonus su campi importanti come quello di Glasgow. Una migliore gestione del possesso e dei tempi di gioco nei 22 avversari è lo step a cui devono aspirare i parmensi, per alzare ulteriormente l’asticella.

Difficile, poi, comprendere quanto il crollo finale sia stato mentale o fisico. Chiaramente, le assenze pesanti un poco in tutti i settori del campo non hanno aiutato i ragazzi di Bradley, che, persa la bussola alle 65′, non hanno più saputo orientarsi tra le impervie lande scozzesi.

Una bussola da ritrovare subito, perché la settimana prossima  le Zebre saranno chiamate alla probante trasferta di Bristol, in apertura di Challenge Cup, con la banda di Pat Lam che non avrà certo intenzione di fare sconti alla franchigia del nordovest.

Gli altri temi del weekend

Una doccia molto lunga

È quella che ha fatto il triangolo allargato del Benetton. Ratuva Tavuyara, Jayden Hayward e Monty Ioane hanno fatto registrare un tabellino difensivo che ammonta a un solo placcaggio complessivo nel corso degli ottanta minuti. Anche Ian McKinley, entrato ad estremo per Hayward, non ha dovuto sporcare la maglietta. Serata tranquilla dal punto di vista difensivo, che ha comunque visto i Leoni completare il 96% dei placcaggi, con un ottimo 86 su 90.

Il lavoro a tutto campo di Tuivaiti

In Scozia l’ex Calvisano ha sfoderato una prestazione di prima qualità, ergendosi a referente assoluto della terza linea emiliana. Soprattutto nel gioco aperto, il 30enne oceanico ha dato una prova di forza degna di nota: cariche sempre effcaci, sublimate talvolta da offload intelligenti, alternate ad una buonissima qualità in distribuzione. Senza dimenticare la robustezza dei suoi placcaggi, spesso in grado di far perdere metri all’attacco avversario.

La prima per Lamaro

L’ex capitano della nazionale under 20 Michele Lamaro è il primo permit player a scendere in campo in una partita di campionato quest’anno. Crowley ha concesso al terza linea in forza al Petrarca Padova un buon ammontare di minuti, 28. Entrato al posto di Robert Barbieri, Lamaro è stato piuttosto attivo, concludendo la sua partita con un contributo di 6 placcaggi, 9 palloni toccati, 13 metri fatti e ben 3 offloads, quota più alta fatta registrare sotto la pioggia di Monigo.

Patema cartellini

Certamente, mai come in questo caso, il giallo a Meyer è parso piuttosto severo, non tanto per l’episodio nello specifico, ma parametrandolo al metro utilizzato nel corso della gara dall’arbitro. Resta, comunque, il fatto che le franchigie italiane stiano concedendo agli avversari troppi cartellini “gratuiti”, che finiscono spesso per rovinare una prestazione positiva, come quella delle Zebre a Glasgow.

Lorenzo Calamai
Matteo Viscardi

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