Anche nel Top 12 ci sarà il protocollo per valutare i traumi cranici

Lo ha annunciato la FIR, che aveva sperimentato l’Head Injury Assessment solo nelle semifinali del 2016/2017

concussion

ph. Sebastiano Pessina

La FIR ha annunciato che dalla prossima stagione di Top 12 sarà introdotto in via definitiva il protocollo per verificare i traumi cranici, il cosidetto HIA (Head Injury Assessment) sviluppato da World Rugby e utilizzato in tutte le competizioni più importanti al mondo. L’HIA era stato utilizzato in modo sperimentale durante le fasi finali dell’Eccellenza 2016/2017,

“Per la corretta valutazione neurologica in caso di sospetti traumi cranici – si legge nel comunicato diffuso martedì -, la FIR avvierà nelle prossime settimane una serie di corsi formativi dedicati specificamente agli staff tecnici delle società di Top 12, rendendo al tempo stesso obbligatoria la presenza del medico di squadra di ciascuna società negli incontri interni ed esterni di regular season”.

“Continuare a informare, sensibilizzare e far comprendere come una gestione efficace dei potenziali traumi concussivi sia parte del percorso di crescita del nostro sport è indispensabile – ha detto Vincenzo Ieracitano, presidente della commissione medica federale e membro anche della commissione di studio e ricerca per le concussion all’interno di World Rugby – Non solo per la tutela della salute degli atleti, ma anche per far comprendere a tutti come il rugby italiano abbia a cuore il benessere dei propri praticanti”.

L’Head Injury Assessment

L’HIA è stato introdotto dall’allora IRB nel 2012, allo scopo di valutare le condizioni di un atleta che ha subito un colpo alla testa e accertare la presenza o meno di un trauma cranico. Il protocollo viene aperto nel momento in cui un giocatore, in campo, ha ricevuto un colpo ma non manifesta sintomi chiari di una concussion.

Come vediamo spesso durante le partite, il giocatore viene a quel punto portato negli spogliatoi dove viene valutato clinicamente dal medico sociale per dieci minuti, al termine dei quali il dottore giudica l’atleta idoneo o meno per tornare sul terreno di gioco (chi, invece, presenta fin da subito evidenti segnali di trauma cranico viene immediatamente sostituito senza ulteriori accertamenti).

Negli spogliatoi, vengono testati la memoria e l’equilibrio del giocatore e vengono valutati anche eventuali cambiamenti umorali e stati confusionari. Inoltre, al giocatore vengono sottoposte delle brevi domande (le Maddocks Questions) sul luogo in cui si trova e sulla sua squadra: in che stadio sta giocando? Siamo nel primo o nel secondo tempo della partita? Chi ha segnato per ultimo? Contro chi hai giocato la settimana scorsa? La tua squadra ha vinto l’ultima partita?

Ogni prova sottoposto all’atleta viene valutata con un punteggio, grazie al quale si definirà se c’è un sospetto trauma cranico oppure se il giocatore potrà essere di nuovo schierato in campo. Anche in questo secondo caso, ogni giocatore passato per l’HIA dovrà sottoporsi ad altri esami, effettuati con i Sport Concussion Assessment Tool 5 (SCAT5): i primi avvengono entro le tre ore successive alla fine della partita, mentre l’ultimo step avviene dopo due notti di riposo.

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