Italrugby: il nuovo main sponsor è Cattolica Assicurazioni

Accordo di sette anni con il gruppo assicurativo. Il primo main sponsor italiano sulle maglie degli azzurri

Ph. Sebastiano Pessina

A pochi giorni dall’annuncio della fine della lunga partnership con Crédit Agricole Cariparma (durata 12 anni), oggi presso la Sala Giunta del CONI è stato annunciato il nuovo main sponsor della Federazione Italiana Rugby che sarà Cattolica Assicurazioni.
Il marchio grifferà per i prossimi 7 anni la maglie della nazionale maggiore, della nazionale Under 20, della rappresentativa femminile e della selezione di Rugby Seven – con quest’ultima che sarà la prima ad indossare le tenute da gioco con la nuova sponsorizzazione –  e fornirà il naming alle partite della finestra internazionale di novembre, rispettivamente contro Georgia (Firenze, 10 novembre), Australia (Padova, 17 novembre) e Nuova Zelanda (Roma, 24 novembre): che si chiameranno Cattolica Test Match.

L’accordo di sponsorizzazione – di cui non è stata rivelata la cifra, in termini economici –  è stato sottoscritto questa mattina, dal Presidente della Federazione Italiana Rugby Alfredo Gavazzi e dall’Amministratore Delegato di Cattolica Assicurazioni, Alberto Minali, alla presenza del Presidente del CONI Giovanni Malagò, del Presidente di Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni, del CT azzurro Conor O’Shea e di una vasta rappresentanza degli atleti delle Squadre Nazionali.

“Siamo entusiasti di dare il benvenuto nella famiglia del rugby italiano a Cattolica Assicurazioni – ha affermato il numero uno della FIR Alfredo Gavazzi –  un’azienda che come la nostra Federazione e le nostre Nazionali vanta una lunga tradizione nel proprio business ma che è fortemente impegnata nello sviluppo della propria competitività. Il grande rugby internazionale, con i Cattolica Test Match del prossimo novembre, il 6 Nazioni e la Rugby World Cup dell’anno prossimo in Giappone, costituisce il terreno ideale per un’azienda decisa ad accrescere la propria brand awareness, la prima realtà interamente italiana a divenire sponsor di maglia della Nazionale”.

“È una giornata storica per Cattolica, che da oggi intraprende un cammino avvincente insieme al rugby italiano, nella convinzione di avere molti tratti in comune con questa disciplina. Il rugby è uno sport che richiede coesione, partecipazione, talento, rispetto dell’avversario e sano agonismo. Nel rugby gioca l’individuo, ma vince la squadra: sono gli stessi valori che muovono il lavoro quotidiano della nostra società, ora impegnata in una profonda trasformazione culturale” – ha dichiarato Alberto Minali, amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni. “Per la prima volta è un’azienda italiana a sostenere le squadre nazionali e i movimenti giovanili, maschili e femminili del rugby, e questo per noi è motivo di grande orgoglio, ulteriore spinta a legare il nostro nome a quello della Federazione e supportare uno sport che si distingue per una competizione sana. Ci piace pensare che anche un mondo pulito come quello dei tifosi della palla ovale inizi a conoscere e riconoscersi nella nostra società” ha concluso Minali.

Dopo la firma vera e propria del contratto, tra la FIR e il gruppo assicurativo veronese, l’occasione si è rivelata utile per porre, da parte dei giornalisti presenti in sala, qualche domanda anche a Conor O’Shea sul prossimo futuro della nazionale: “Conto l’Irlanda, a Chicago, sappiamo che giocheremo contro una squadra molto forte. Non avremo a disposizione i giocatori che giocano all’estero (Parisse, Campagnaro, Polledri, Ghiraldini, ndr), ma questo non ci preoccupa più di tanto perchè con il gruppo di giocatori formato da Benetton e Zebre avremo comunque una buona profondità. Terminata la sfida, poi, l’obiettivo sarà quello di recuperare al meglio per arrivare a Firenze e battere la Georgia”.

Infine, l’intervento di Giovanni Malagò che stimolato sulla questione Flaminio si è così espresso: “Questo impianto fa parte dello sport romano ed italiano. Pensare di rilanciarlo utilizzando solo l’interno dell’impianto è molto difficile, anche perchè solo calcio e rugby, nelle loro varie declinazioni, potrebbero beneficiarne. Serve un business plan dettagliato e professionale. A quanto mi risulta so che il Comune, che è proprietario dello stadio, sta valutando diversi progetti: è chiaro che se ci fosse, e lo sottolineo, la possibilità di coinvolgere il CONI e di conseguenza la FIR staremmo comunque parlando di un progetto a medio-lungo termine. Noi comunque restiamo disponibili”.

onrugby.it © riproduzione riservata
FacebookTwitterPinterest
item-thumbnail

La scalata di Matteo Minozzi verso la Rugby World Cup 2019

Abbiamo intervistato l'estremo azzurro, fermo da fine agosto, che ci ha raccontato il difficile rapporto con il rugby negli ultimi mesi e i suoi obiet...

18 aprile 2019 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

La Rugby World Cup e il (suo) futuro: intervista a Conor O’Shea

La seconda parte della lunga chiacchierata con il commissario tecnico della Nazionale, con vista sull'appuntamento iridato

17 aprile 2019 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Sei Nazioni, permit players e sviluppo del rugby italiano: intervista a Conor O’Shea

Abbiamo incontrato l'head coach degli Azzurri per una chiacchierata sul torneo appena finito e sulle prospettive del movimento italiano

16 aprile 2019 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Italrugby: Franco Smith nello staff azzurro dal 2020?

L'attuale allenatore dei Cheetahs potrebbe entrare nel coaching staff di Conor O'Shea dal prossimo anno

14 aprile 2019 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Italia: il “minutometro” della nazionale dopo Test Match e Sei Nazioni

Quanto hanno giocato finora gli azzurri nelle nove partite disputate in stagione?

28 marzo 2019 Rugby Azzurro / La Nazionale
item-thumbnail

Cinquanta nomi per l’Italia verso la Rugby World Cup 2019

Abbiamo provato a ipotizzare una lista di azzurri per preparare il Mondiale, con tutte le varie difficoltà del caso

26 marzo 2019 Rugby Azzurro / La Nazionale