Sei Nazioni 2018: la formazione ideale di On Rugby per la quarta giornata

Tanta Irlanda e tanta Francia nel weekend ovale: ecco il XV dei migliori

ph. Reuters

Quando manca una sola giornata alla conclusione del Sei Nazioni 2018, l’Irlanda ha conquistato il torneo con una giornata di anticipo grazie ad una sontuosa prestazione all’Aviva Stadium contro la Scozia, con tanti giocatori che così entrano di prepotenza nel XV ideale del fine settimana. Anche il trionfo della Francia contro l’Inghilterra vuole la sua parte, mentre meno entusiasmo ha destato un Galles che ha pur largamente vinto contro l’Italia nella giornata di ieri.

15 – Rob Kearney (Irlanda)
Votato miglior giocatore della partita, l’estremo dell’Irlanda non ha l’elettricità di Watson, la rapidità di Hogg o la precisione di Halfpenny, ma è stato protagonista di una prestazione impressionante, figlia anche di un piano di gioco che affidava alla sua esperienza e alla sua abilità sui palloni alti tanta importanza.

14 – Keith Earls (Irlanda)
Ha raccolto sicuramente meno onori rispetto al collega Stockdale, ma Keith Earls si è presentato a questo Sei Nazioni con una forma strepitosa, tirato a lucido come non lo si vedeva da anni. Contro la Scozia una prestazione maiuscola. Una menzione anche per George North, autore di due mete contro gli Azzurri.

13 – Mathieu Bastareaud (Francia)
E qui la redazione di OnRugby si divide in due metà: da una parte la fazione francofila, dall’altra gli innamorati del cambio all’interno di Garry Ringrose. Bastareaud ha giocato una partita di grande intensità fisica, risultando più volte decisivo negli impatti contro l’Inghilterra. Quando è in questo stato di forma è sicuramente un giocatore importante per la sua squadra e la spunta in questa selezione. Ringrose ha brillato al suo ritorno in campo, sia in attacco che in difesa, cancellando dal campo Huw Jones.

12 – Hadleigh Parkes (Galles)
Tutti d’accordo invece sul MoM di Cardiff. Ruvido, duro, preciso. Parkes è un giocatore davvero completo che contro l’Italia è apparso una spanna sopra tutti gli altri e praticamente inavvicinabile per qualsiasi placcatore azzurro. Ne sa qualcosa Tommaso Castello.

11 – Jacob Stockdale (Irlanda)
I numeri sono impressionanti: 10 mete in 8 partite con la nazionale, 6 in questo Sei Nazioni (eguagliato il record di mete in una edizione). Il giovane ala offre il bis anche contro la Scozia e si conferma un attaccante di livello siderale. Giusto citare anche Remy Grosso, costante spina nel fianco inglese a Parigi.

10 – Jonathan Sexton (Irlanda)
Ordine, precisione, classe e tanta cattiveria agonistica. Il motore di questa Irlanda è senza dubbio il 10 di Leinster, sabato metronomo e gestore del gioco dei suoi. Menzione d’onore per la solida prova di François Thrin-Duc.

9 – Conor Murray (Irlanda)
Cosa sarebbe Sexton senza Murray? Cosa sarebbe Murray senza Sexton? La coppia di mediani è la chiave dei trionfi irlandesi, e anche in Scozia la gestione della partita è stata appannaggio dei due. Menzione anche per Maxime Machenaud. Il mediano di mischia francese non è certo il più talentuoso fra i mediani del Sei Nazioni, ma è un leader coraggioso e un giocatore fisico. I suoi placcaggi a Parigi non sono passati inosservati.

8 – Marco Tauleigne (Francia)
Il terza centro di Bordeaux vuole dimostrare di non essere in campo solo a scaldare il posto a Kevin Gourdon, e mette in cascina per la sua squadra tanta, tanta legna. Infaticabile.

7 – Yacouba Camara (Francia)
Nonostante la grande prestazione di Dan Leavy con l’Irlanda, autore di una partita in cui ha avuto un ruolo decisivo nel distruggere i punti d’incontro scozzesi e guastare il gioco degli avversari, a entrare nella formazione ideale è il flanker della Francia, che sta vivendo un momento d’oro. La sua fisicità è semplicemente straripante. Memorabile il momento in cui si libera di quattro avversari in un fazzoletto di terreno.

6 – Justin Tipuric (Galles)
Nel Galles non esattamente bellissimo di domenica, Tipuric trovava finalmente spazio da titolare, con la voglia di dimostrare di poter competere con la maglia da titolare. Dimostrazione che si è abbattuta sugli Azzurri in tutta la sua potenzialità.

5 – Devin Toner (Irlanda)
L’esperienza di Toner è una risorsa di valore inestimabile per la rimessa laterale e per l’intero pacchetto di mischia irlandese. Ne è una prova ulteriore la prestazione di sabato.

4 – James Ryan (Irlanda)
Il luogo comune vuole che il seconda linea sia quel giocatore condannato ad una partita di lavoro oscuro, dove deve fare il maggior numero possibile di quelle cose che non finiranno nel foglio delle statistiche o nei video di highlights, ma grazie alle quali si vincono le partite. James Ryan è quel luogo comune. Menzione anche per il seconda linea francese Gabrillagues.

3 – Tadhg Furlong (Irlanda)
Il pilone destro ha fatto ancora una volta valere la sua stazza in mischia chiusa e nel gioco aperto. A lui l’Irlanda si è affidata ogni volta che la difesa scozzese saliva con grande pressione per conservare il possesso e ritrovare verticalità.

2 – Rory Best (Irlanda)
Capitano che da sempre mostra la via ai compagni, anche in questo sabato in cui tanti irlandesi hanno ben figurato, Best è riuscito a catturare l’occhio per il suo rugby senza compromessi, sempre al massimo in attacco e in difesa. Menzione anche per un altro tallonatore e capitano, Guilhem Guirado, condottiero della Francia.

1 – Jefferson Poirot (Francia)
Scelta difficile quella del pilone sinistro, con diverse belle prestazioni (Cian Healy, Mako Vunipola). La spunta il francese Poirot, che come sempre abbina alla sua potenza la dinamicità di un flanker e una discreta proprietà manuale.

 

 

La formazione ideale di OnRugby: 15 Rob Kearney, 14 Keith Earls, 13 Mathieu Bastareaud, 12 Hadleigh Parkes, 11 Jacob Stockdale, 10 Jonathan Sexton, 9 Conor Murray, 8 Marco Tauleigne, 7 Yacouba Camara, 6 Justin Tipuric, 5 Devin Toner, 4 James Ryan, 3 Tadhg Furlong, 2 Rory Best, 1 Jefferson Poirot

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