Jordie Barrett sta tornando e non è una buona notizia (per gli altri)

Fuori da fine luglio per un infortunio, il 21enne rientrerà a marzo e lo fa con una struttura fisica ancora più imponente

jordie barrett

ph. Reuters

L’infortunio rimediato a fine luglio ha privato per sei mesi il mondo del rugby del suo talento emergente più sfavillante, interrompendo la deflagrazione avvenuta nella prima parte del 2017. Anche (o soprattutto?) per questo, l’attesa per il ritorno in campo di Jordie Barrett è cresciuta a dismisura nelle ultime settimane, con l’avvicinarsi del calcio d’inizio della nuova stagione del Super Rugby, previsto per sabato.

Il più piccolo dei terribili fratelli non sarà in campo fin da subito con i suoi Hurricanes, che nelle prime due giornate voleranno in Sudafrica e Argentian per affrontare Bulls e Jaguares, ma dovrebbe tornare a vestire la maglia giallonera della franchigia presumibilmente dal terzo round, quando a Wellington arriveranno i Crusaders. Il calendario allora segnerà già il 10 marzo, e saranno passati ben 224 giorni dall’ultima apparizione del trequarti classe 1997 su un campo da rugby. Decisamente troppi.

Al suo primo anno nel Super Rugby, Barrett ha semplicemente confermato le straordinarie qualità già note a chi lo conosceva in precedenza, quando per esempio trascinava Canterbury alla vittoria della Mitre 10 Cup nel 2016 o incantava nelle categorie giovanili. Chris Boyd lo ha utilizzato prevalentemente come estremo nel corso del torneo dell’Emisfero Sud, e non a primo o secondo centro come aveva fatto nelle annate scorse.

Per un atleta dotato di qualità sublime nei fondamentali, ampia falcata e piede preciso e potente, non è comunque risultato un problema far valere il proprio strapotere atletico e tecnico anche indossando la maglia numero 15, lasciando le incombenze al centro a Aso, Laumape e Proctor. Non è ancora un difensore solido nell’uno contro uno, ma a soli 21 anni l’impressione è che abbia tutto il tempo per lavorare sulla sua unica lacuna fatta vedere finora.

Ciò nonostante, l’abbacinante talento mostrato nella prima metà del 2017 è bastato a Steve Hansen e allo staff degli All Blacks per dare a Barrett junior una maglia da titolare nel Test Match decisivo contro i British & Irish Lions, venendo ripagati con un assist a Laumape e una meta. Solo la sfortuna non gli ha impedito di continuare a vestire il nero anche nel Rugby Championship e nel tour in Europa, dove la sua intesa con il fratello Beauden sarebbe stata l’attrazione principale del circo neozelandese.

Quello che ci siamo persi per metà 2017.

In attesa di seminare nuovamente il panico tra le difese avversarie, Barrett – che già di per sé non è esattamente un Damian McKenzie – ha iniziato ad incrementare il suo peso per migliorare la sua struttura fisica, fino alla scorsa estate pari a 195cm per 96kg. Aggiungere massa muscolare ai nuovi All Blacks è una pratica comune in Nuova Zelanda, dove soprattutto tra gli avanti esiste un range di chilogrammi in cui rientrare per poter essere considerato adatto a quel ruolo fino in fondo, secondo i dettami dello staff e le esigenze del gioco.

Come riporta il New Zealand Herald, Barrett ha ormai sfondato la tripla cifra e vanta cinque chilogrammi in più bilancia, il che rendono se possibile ancor più pericoloso non soltanto per la sua visione di gioco periferica e l’accelerazione da quattrocentista, ma anche per la potenza sprigionata a contatto. E Chris Boyd, intanto, ha già allontanato le voci di una minore velocità di punta con l’extra lavoro compiuto in palestra. “Non credo abbia perso velocità aumentando il suo peso – ha dichiarato – Fa ben sperare”.

Con un fisico in espansione, non è escluso che nel corso degli anni (o dello stesso 2018, chissà) Barrett possa anche riappropriarsi del ruolo di primo centro rivestito da juniores, poiché potrebbe dare un grosso contributo alla causa nel corpo a corpo, oltre che nel playmaking. Per il momento, tuttavia, il ruolo previsto per il 21enne è ancora all’estremo, sebbene in chiave All Blacks lo spot di second five-eigth appaia meno coperto rispetto all’altro, dove Ben Smith e Israel Dagg non hanno bisogno di presentazione (Damian McKenzie, invece, dovrebbe giocare come mediano d’apertura per i suoi Chiefs).

Quando si parla di Jordie Barrett, però, ridurre il tutto ad una mera questione di ruoli è svilente. “

“Jordie sta ancora scegliendo la strada per capire qual è la sua posizione definitiva – ha detto Boyd – In qualunque ruolo la squadra abbia bisogno, lui sarà felice di giocarvi. È uno di quei ragazzi, che a un certo punto, potrebbe giocare in qualsiasi posizione diversa dal mediano di mischia. Se bisogna schierarlo a 10, probabilmente farebbe un ottimo lavoro. Sa certamente giocare 12 o 13 ed è veloce abbastanza per giocare all’ala”. Multi-talented, dice anche il suo coach. O forse più unico che raro.

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