Sei Nazioni: la Guerra Fredda di Eddie Jones contro l’Italia

L’Inghilterra stavolta non vuole sorprese e si prepara con i red team in vista del debutto nel torneo

ph. Action Images/Henry Browne

L’imboscata tesa da Conor O’Shea e soci ai danni dell’Inghilterra nel corso dello Sei Nazioni dell’anno passato, incompiuta eppure rimasta nell’immaginario collettivo per tutto il corollario di episodi correlati (la frustrazione di Jones, i sorrisetti sornioni di Catt e O’Shea in tribuna, Haskell che chiede aiuto a Romain Poite), ha portato quest’anno l’Inghilterra ad alzare i livelli di allerta per arrivare preparata all’appuntamento del 4 febbraio prossimo all’Olimpico di Roma.

D’altronde la nazionale inglese cerca di minimizzare le sorprese e di preparare al meglio la propria campagna con l’obiettivo di essere la prima squadra della storia a vincere tre Sei Nazioni consecutivi.

Per farsi trovare preparati al meglio, gli inglesi starebbero adottando un metodo utilizzato per la prima volta durante la Guerra Fredda dall’intelligence e dall’esercito statunitensi per cercare di prevedere quale sarebbe stata la minaccia sovietica. Un approccio poi ripreso e divenuto comune nello sport, così come nel business.

Si tratta dei cosiddetti red team, una parte della squadra incaricata di simulare il possibile comportamento degli avversari, studiando le debolezze e i nodi cruciali della propria organizzazione.

Ne ha raccontato il funzionamento nel contesto ovale inglese l’allenatore della difesa Paul Gustard: “Due volte a settimana facciamo delle riunioni su diversi possibili scenari – ha detto in una intervista al Times – Come allenatori, tiriamo fuori alcune idee su come pensiamo che gli avversari ci possano attaccare.”

L’attività di red team è portata avanti soprattutto dallo staff tecnico, ma i giocatori sono invitati a intervenire per sottolineare eventuali debolezze che suppongono la squadra possa avere: “Una volta fatto questo – prosegue Gustard – sottoponiamo le nostre idee ai giocatori e loro devono cercare delle soluzioni. A quel punto affontiamo diversi tipi di scenario.”

Le possibilità che l’Italia replichi la famigerata fox sono bassissime (“Ci siamo allenati su quello scenario, ma non al punto da immaginare che lo rimetteranno in pratica” ha aggiunto l’assistente di Eddie Jones) ma l’Inghilterra vuole essere preparata ad ogni tipo di sorpresa che l’Italia possa preparare.

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