Gli Oscar 2017 di On Rugby: il miglior attore protagonista

Il premio va a Beauden Barrett, autore di un’altra stagione fuori dal comune

ph. Reuters

Con la fine dell’anno ci guardiamo tutti un po’ indietro. Sfogliamo l’album dei ricordi degli ultimi 365 giorni, tirando le somme nel tentativo di dare loro un giudizio complessivo, magari in maniera equilibrata. O magari no. Nel rugby quest’esercizio mentale diventa se possibile ancora più complesso, per via del diverso flusso temporale nei campionati dei due emisferi: spezzato in due tronconi per quello boreale, continuo per quello australe. Resistere al fascino dei bilanci di fine anno, tuttavia, è stato difficile anche per la redazione di On Rugby che, riunita in concilio, ha assegnato cinque premi Oscar per il 2017 che si avvia verso la conclusione. Ad ognuno dei componenti è stato chiesto di indicare tre nomination per ciascuna categoria, a cui sono state assegnate dei punteggi in base alle preferenza espresse (nell’ordine, 5-3-1). Buon divertimento.

Oscar al miglior attore protagonista

Vincitore: Beauden Barrett – 18 voti

Nessuno come Beauden Barrett esprime un tale senso di onnipotenza nel mondo del rugby. Sarà per il fisico slanciato, per l’inconfondibile stile di corsa tanto elegante quanto devastante, che non lo porta mai ad ingobbirsi ma a volare sempre con la schiena ben dritta. Anche al massimo dello sforzo, Barrett non sembra mai fare davvero fatica. La sensazione che se ne ricava guardandolo in tv è quella di un giocatore indiscutibilmente più forte degli altri 29 in campo, sempre in controllo di se stesso prima che della partita.

La completezza tecnica con cui ha guidato gli All Blacks in cabina di regia anche nel 2017 è stata abbacinante come un anno fa, sebbene negli occhi di molti è possibile che i ricordi più vividi siano legati agli errori dalla piazzola durante la serie contro i British & Irish Lions, che in parte sono costati la vittoria ai neozelandesi. Sbavature non di poco conto, considerando l’epicità della sfida, ma che non hanno minimamente intaccato il percorso del 26enne di Taranaki. Nele partite giocate nel Rugby Championship, Barrett ha dato sfoggio di tutto il suo repertorio: cross kick inarrivabili dai suoi colleghi per traiettorie, passaggi chiave e assist di ogni misura e maniera e le consuete progressioni dirompenti.

Con i suoi Hurricanes, nel Super Rugby, Barrett ha incantato anche con il gentile aiuto del fratello Jordie, di cui potremmo narrare le stesse gesta nei prossimi anni (le premesse sono interessanti, per usare un eufemismo). Anche qui, però, un neo: il cartellino giallo nella semifinale contro i Lions, con conseguente pioggia di mete da parte dei sudafricani che voleranno poi in finale ai danni della squadra di Beauden. L’intera regular season, tuttavia, era stata costellata da perle di rara bellezza e istantanee di rugby sopraffino, contornate sempre da quel pizzico di legittima arroganza sportiva che caratterizzano le giocate di Barrett.

In queste due annate fuori da ogni logica per qualità e spettacolo offerto, l’apertura degli All Blacks ha (quasi) sempre avuto la risposta pronta a ogni tipo di problema. Non c’è stata difesa che non abbia sofferto il suo running game, le sue sventagliate da una parte all’altra del campo o i suoi flat pass all’altezza della linea avversaria, altro marchio distintivo del suo sconfinato bagaglio tecnico. Se non è il prototipo del giocatore ideale, insomma, poco ci manca. E il motivo è anche un altro: nonostante l’enorme produzione offensiva di Barrett, una delle azioni simbolo della sua stagione resta il placcaggio in extremis compiuto su Stuart Hogg durante l’ultimo Scozia-All Blacks, con l’estremo scozzese avviato verso la meta del potenziale sorpasso all’ottantesimo (il punteggio era sul 17-22).

Può intristire il fatto che, arrivato a questo livello, Barrett non abbia praticamente margini di miglioramento. Dove potrebbe ancora spingersi un giocatore dotato di una tecnica, di una visione, di una forza e di un atletismo così fuori scala? Ciò rende ancor più affascinante il suo 2018 e in generale la sua evoluzione. Nel frattempo, On Rugby lo ha premiato con l’Oscar come miglior attore protagonista del 2017, dopo che le votazioni non hanno lasciato grande spazio ai concorrenti. Barrett, con 18 voti, ha lasciato dietro il connazionale Rieko Ioane (10 voti), rivelazione dell’anno con le sue dieci mete, e l’irlandese Sean O’Brien (8 voti), autore di un superbo Sei Nazioni e splendide prestazioni con i British & Irish Lions.

La classifica completa

  1. Beauden Barrett (18 voti)
  2. Rieko Ioane (10)
  3. Sean O’Brien (8)
  4. Jonathan Davies (7)
  5. Stuart Hogg (6)
  6. Portia Woodman (5)
  7. Owen Farrell (4)
  8. Elliot Daly (3)
  9. Malcolm Marx, Maro Itoje, Leone Nakarawa e Brodie Retallick (1)
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