Eccellenza, voci dai campi: l’approccio soft di Calvisano e la soddisfazione di McDonnell

La vittoria di Reggio non soddisfa Manghi. Presutti ha poco da reciminare ai suoi Medicei

rugby rovigo

ph. Tommaso Del Panta

Nonostante un primo tempo in cui la Lazio era passata avanti nel punteggio, al Calvisano è bastato dare delle accelerate più convinte per assicurarsi la partita (anche con un punteggio piuttosto largo, 54-10) e per riportarsi in testa alla classifica del campionato d’Eccellenza. “L’approccio è stato troppo soft ed i nostri avversari tenevano bene a livello fisico – ha detto il coach Massimo Brunello a Il Giornale di Brescia – Avevamo una formazione rimaneggiata ed è normale che i meccanisimi non siano apparsi molto rodati. E c’è da lavorare molto sul sostegno”. “Siamo una squadra molto giovane ed in campo c’erano molti ragazzi che finora non hanno giocato molto – ha aggiunto D’Onofrio – Forse all’inizio c’era un po’ di agitazione; in più la Lazio è una squadra con una buona presenza in campo”.

 

Il post Medicei-Rovigo

Non poteva chiedere di più ai suoi Joe McDonnell da una trasferta insidiosa come quella di Firenze. Rovigo torna dalla città gigliata con una vittoria e il bottino pieno, compreso di bonus offensivo, rifilato a I Medicei: “Abbiamo giocato un buon primo tempo, abbiamo messo molta pressione soprattutto con la mischia e costruito ottime fasi con i trequarti – ha detto il neozelandese – Non è stata una partita facile, i Medicei hanno messo il cuore in campo nonostante abbiano perso il loro capitano, Maran, dopo appena 10 minuti. Nel secondo tempo, dopo aver ottenuto la quarta meta, noi ci siamo un po’ troppo rilassati e di conseguenza abbiamo perso disciplina. Nel complesso comunque è stata una bella partita, sono felice del risultato e di aver ottenuto il punto di bonus”.

 

È molto realista Pasquale Presutti, coach de I Medicei, che non ha molto da recriminare ai suoi uomini: “La differenza tra le due squadre si è vista, lo si sapeva. Non è che noi pensavamo di fare chissà che cosa. Naturalmente si preparano le partite per giocarle e vincerle e non certo per perderle, però sono successi dei fatti che sono venuti non molto a nostro favore e abbiamo pagato la fisicità e i primi venti minuti di adattamento alla partita”. Qualche piccolo rimpianto in ogni caso c’è: “Non abbiamo mai mollato e cercato sempre di controbattere all’offensività del Rovigo. Forse potevamo sfruttare meglio un momento un po’ più delicato della partita, con un po’ più di fortuna e di attenzione. Diciamo bravi ai ragazzi che hanno lottato fino alla fine e va bene. Partita dopo partita stiamo migliorando e anche in mischia chiusa a un certo momento della del match ci siamo stati… un trentuno a diciotto contro il Rovigo ci sta ampiamente”.

 

Reggio ingrana la seconda

Per i Diavoli, la sfida contro il Mogliano rappresentava un’occasione importante per tornare al successo e per cercare di acquistare fiducia dopo mesi difficile. La squadra di Roberto Manghi non ha fallito l’obiettivo, anche l’head coach non può dirsi del tutto soddisfatto. “Abbiamo fatto una buona partita, ma manca ancora qualcosa per arrivare al livello che ci siamo prefissati. Abbiamo commesso troppi sbagli, regalando troppi palloni che hanno tenuto in partita il Mogliano. I ragazzi devono capire che se vogliono essere una squadra competitiva contro le grandi devono fare meno errori; dobbiamo capire che faccia abbiamo, ancora mi bruciano le sconfitte a Firenze e Viadana. Comunque continueremo a lavorare per crescere e migliorarci”.

Tra gli emiliani è andato subito in meta il nuovo arrivo Roland Suniula, centro statunitense: “Sono rimasto piacevolmente colpito dall’ambiente reggiano e dal pubblico di oggisono contento di essermi presentato con una meta spettacolare, ma il merito è della squadra. Mi sono inserito bene nel gruppo, mi piace giocare con dei ragazzi giovani e trasmettergli la mia esperienza.”

 

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