Sei Nazioni Femminile: Italia bella solo un tempo, la Scozia ne approfitta

Finisce 14-12. Secondo successo nel torneo per le padroni di casa, per le Azzurre un’edizione più agra che dolce

ph. Matteo Mangiarotti

ph. Matteo Mangiarotti

CUMBERNAULD – Un cambio nella lista delle 23 annunciata in settimana per il forfait di Rachel Malcolm, che ha avuto un riacutizzarsi del problema alla caviglia rimediato contro l’Irlanda, che l’aveva costretta a saltare il resto del Torneo; al suo posto in panchina Lucy Park, tallonatrice delle Murrayfield Wanderers.
Piove dalla mattina, ma quando le squadre scendono in campo almeno si attenua l’intensità; dopo 3′ il direttore di gara si consulta col TMO per un’irregolarità azzurra in una ruck che vanifica il bel calcio dal box di Barattin, concedendo la punizione alla Scozia.
Al 9′ il gioco si ferma, con Tracy Balmer che resta a terra dopo un placcaggio ed è costretta a lasciare temporaneamente il campo (HIA); dalla mischia con cui riprende il gioco, nasce la meta italiana. L’ottimo lavoro del pack azzurro frutta un calcio di punizione; Rigoni sceglie la penal’touche da cui parte la maul che si ferma solo nell’area di meta avversaria. Il direttore di gara si consulta col TMO prima di concedere la marcatura – Bettoni schiaccia a terra l’ovale – che Stefan trasforma per lo 0-7 all’11’.

 

Al 15′ Arrighetti lascia il campo zoppicando e al suo posto entra Michela Este, autrice dell’unica meta azzurra contro la Francia. Un minuto dopo il pack italiano vince un’altra mischia, Rigoni è clinica nel trovare la penal’touche sui 5m scozzesi da cui nasce un’altra maul che frutta la seconda meta, ancora con Bettoni. Silari, tradita dal vento, non trasforma ma l’Italia conduce adesso 0-12.
Al 25′, dopo un netto dominio azzurro, la Scozia riesce per la prima volta ad uscire dai propri 22m grazie ad un intercetto di Lisa Thomson, che approfitta di un errore di Rigoni e serve Chloe Rollie che si fa quaranta metri ovale in mano prima di essere fermata dal recupero della difesa italiana.

 

È il segnale della svolta del match, perchè cinque minuti dopo la Scozia trova la meta con Chloe Rollie – che finalizza all’angolo sotto il Main Stand un’avanzata di Lisa Thomson, andando a battere in velocità un’azzurra per recuperare il grubber del centro. Lana Skeldon, tallonatrice, trasforma la marcatura da posizione angolata e al 31′ il risultato è 7-12.
La Scozia adesso ci crede e costringe l’Italia a difendersi e a rifugiarsi all’indisciplina per fermare le avanzate delle padrone di casa – ancora Thomson in mostra con un’altra progressione. Le Dark Blues conquistano un’altra punizione, vincono la mischia successiva e trovano la meta del sorpasso a tempo scaduto, ancora con Rollie che sfrutta l’ultimo passaggio di Jade Konkel chiudendo un’azione in cui l’ovale è corso velocissimo in orizzontale. Skeldon trasforma per il 14-12 con cui le squadre vanno a riposo.

 

Dopo un primo tempo a due volti, ci si attende una ripresa ancora equilibrata. Si comincia, invece, sotto il segno della confusione, con qualche errore di troppo da entrambe le parti che non consente al match di decollare; alla Scozia, però, può anche andare bene così, perchè i minuti corrono sul cronometro senza che le padrone di casa debbano sprecare energie in fase difensiva.
Al 54′ l’Italia riprende coraggio, quando il TMO vede un’irregolarità scozzese al breakdown e convince l’arbitro a cambiare la sua decisione – era appena stata fischiata, infatti, una punizione in favore della Scozia. Le Azzurre si portano nella metà campo avversaria, ma non riescono a mettere punti a referto quando il match entra nell’ultimo quarto.
Al 62′ una bella avanzata di Lloyd e Rollie si ferma per un tenuto nei 22m italiani, ma la Scozia continua a sembrare la squadra potenzialmente più pericolosa; al 63′ le Azzurre si vedono penalizzate di 10m per aver contestato una decisione arbitrale, segno – assieme alla difficoltà nel costruire azioni pericolose – che la stanchezza inizia a farsi sentire.

 

Al 70′ la Scozia comincia un’azione multifase nei 22m avversari, ma la difesa azzurra è perfetta e dopo tre minuti di pressione Barattin costringe Konkel al tenuto, guadagnando con la penal’touche metri preziosi. L’Italia non supera la metà campo, ma è un segnale di reazione che promette bene. Le Azzurre, infatti, provano un ultimo, disperato assalto ma le avanzate di Barattin e compagne sono troppo disordinate per creare problemi alle avversarie, che tengono l’ovale fino a tempo scaduto prima di calciarlo sugli spalti con Lisa Martin a decretare la fine del match.
La Scozia batte l’Italia per la prima volta dal 2009, conquistando per la prima volta – dopo la riforma del torneo nel 2007, con l’ingresso delle Azzurre al posto della Spagna – due successi al Sei Nazioni. Oltre al successo, la Scozia può celebrare il 59esimo cap di Heather Lockhart, che entra stasera nella storia del Torneo come l’atleta con più caps in assoluto.
Per l’Italia, invece, un’altra delusione di un Sei Nazioni da dimenticare in fretta in vista della Coppa del Mondo.

 

 

Scozia: 15. Chloe Rollie 14. Megan Gaffney 13. Lisa Thomson 12. Lisa Martin 11. Rhona Lloyd 10. Helen Nelson 9. Sarah Law; 8. Jade Konkel 7. Louise McMillan 6. Jemma Forsyth 5. Deborah McCormack 4. Emma Wassell 3. Katie Dougan 2. Lana Skeldon 1. Tracy Balmer
A disposizione: 16. Lucy Park 17. Heather Lockhart 18. Lindsey Smith 19. Sarah Bonar 20. Lyndsay O’Donnell 21. Jenny Maxwell 22. Lauren Harris 23. Eilidh Sinclair

Marcatori Scozia
Mete: Rollie (30′, 40′)
Conversioni: Skeldon (31′, 40′)
Punizioni:

 

Italia: 15. Manuela Furlan, 14. Michela Sillari, 13. Maria Grazia Cioffi, 12 Sofia Stefan, 11. Maria Magatti, 10. Beatrice Rigoni, 9. Sara Barattin, 8. Elisa Giordano, 7. Lucia Cammarano, 6. Ilaria Arrighetti, 5. Alice Trevisan, 4. Isabella Locatelli, 3. Marta Ferrari, 2. Melissa Bettoni, 1. Elisa Cucchiella
A disposizione: 16. Lucia Gai, 17. Gaia Giacomoli, 18. Michela Este, 19. Elisa Pillotti, 20. Valeria Fedrighi, 21. Veronica Madia, 22. Elisa Bonaldo, 23. Paola Zangirolami

Marcatori Italia
Mete: Bettoni (11′, 17′)
Conversioni: Stefan (11′)
Punizioni:

 

di Matteo Mangiarotti

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