Tommaso Benvenuti: la mia Francia, la mia Treviso, la mia Italia

Intervista al giovane trequarti: lo sbarco a Perpignan e Tommaso Allan, il Benetton e una richiesta per il futuro azzurro

ph. Sebastiano Pessina

Una meta bella ma inutile per il Perpignan: Tommaso Benvenuti al 77′ della sfida di Heineken Cup contro il Munster ha marcato la sua prima meta con la maglia dei catalani nella competizione europea. Una marcatura che ha dato ai padroni di casa un vantaggio durato però solo tre minuti, vanificato da una meta irlandese all’ultimo secondo che ha regalato la vittoria agli irlandesi.
OnRugby ha intervistato il giovane trequarti azzurro, da qualche mese protagonista nell’importante piazza del Top 14.

 

Come va a Perpignan?
Premetto che un po’ volevo andare via io: ero sempre stato bene o male a casa mia e volevo provare qualcosa di diverso, andare all’estero e mettermi alla prova, non solo in termini rugbistici. Una vera e propria esperienza di vita insomma. Poi sono stato molto fortunato ad avere l’opportunità di andare in una piazza importante come Perpignan dove – devo dire la verità – ancora non ho trovato aspetti negativi: il posto è bellissimo, c’è il mare, i tifosi sono caldissimi e il rugby qui è lo sport nazionale.

 

Come è stato l’impatto con la squadra?
Fantastico, mi trovo davvero bene e compagni e società hanno fatto di tutto per farmi sentire subito a mio agio. Che tu sia nuovo e meno sei subito portato dentro a un ambiente dove le cose funzionano a meraviglia, fai subito parte della squadra.

 

Ti è costato andare via da Treviso? Come sei arrivato alla decisione di andare via?
Beh, fin da piccolo ho sempre sognato di poter andare a giocare all’estero e credo che chiunque giochi a rugby speri di avere la possibilità di giocare in un torneo come il Top 14 o la Premiership inglese. Ho avuto la fortuna di riuscire a venire qui, chiaro che lasciare Treviso non è stato facile perché quella è casa mia, ma la voglia di fare un’esperienza diversa era tanta e più forte.

 

Nel tuo ultimo periodo biancoverde hai giocato al di sotto dei tuoi standard, ti sei dato un perché?
E’ vero ma non so darmi un perché. Forse avevo bisogni di nuovi stimoli.

 

Stai giocando parecchio lì in Francia. Magari non parti sempre titolare ma è capitato spesso anche quello. Ti aspettavi da subito un minutaggio così importante oppure è una sorpresa anche per te?
Beh, qui tra i trequarti c’è una gran competizione: davanti ho gente come Mafi, Marty… tutti giocatori affermati e molto forti. In effetti pensavo di giocare un po’ meno, almeno in questa fase, ma certo non mi lamento. Va anche detto che lo staff tecnico è molto bravo a programmare un buon turn-over: la profondità della rosa lo consente ma non credo sia semplicissimo da organizzare.
Devo però essere onesto: ultimamente siamo stati sfortunati e tra infortuni e squalifiche ho avuto sicuramente più spazi a disposizione.

 

I risultati del Perpignan però al momento sono altalenanti
Abbiamo lasciato qualche punto di troppo lungo la strada finora percorsa, poteva andare un po’ meglio. Per il momento il bilancio è tutto sommato positivo: è vero che in Heineken siamo indietro ma la corsa per i play-off del Top 14 è ancora apertissima e la stagione è lunga.

 

Stai seguendo quanto sta avvenendo a Treviso?
Sono un po’ stupito dell’esonero di Franco Smith ma non vivo quella situazione quindi è difficile farsi un’idea. Certo è che Vittorio Munari, per come lo conosco io, non lascia le cose al caso e quindi avrà preso la scelta che la società riteneva migliore.
Anche per quanto riguarda la squadra non saprei che dire: mi spiace vederla in difficoltà ma non sono lì e quindi non mi pronuncio. Mi auguro che si rialzi al più presto. Probabilmente è un periodo storto, capita.

 

Capitolo nazionale: un novembre negativo per i colori azzurri
Il ct Brunel ha ragione, il voto complessivo non può che essere insufficiente. E io non sono contento di me stesso. Va anche detto che sto giocando spesso centro e l’unica partita che ho giocato sono stato schierato all’ala, non è proprio quello che mi aspettavo.
Sinceramente anche noi non abbiamo ben capito perché le cose siano andate così. Speriamo di rimetterci in carreggiata già dal Sei Nazioni, sempre che il ct decida di convocarmi nel gruppo.

 

A proposito di gruppo: Brunel dopo la sfida con l’Argentina il ct si è lasciato scappare una frase in cui fa capire che cambiamenti nel gioco e anche nel gruppo potrebbero concretizzarsi
Non saprei, credo però che se ha detto così qualcosa succederà. Brunel se parla è perché ha qualcosa in testa. Vedremo.

 

Nel gruppo è entrato in maniera importante anche Tommaso Allan, la sua non ha l’impressione di essere una convocazione estemporanea. Anzi.
E’ forte, molto forte. A me piace molto e qui a Perpignan si era già ritagliato alcune presenze importanti prima dell’infortunio di Lopez e ora avrà sicuramente tanto spazio. E’ giovane ma ha avuto la fortuna di giocare in Sudafrica, in Scozia ora qui nel Top 14, non mi stupisce la sua maturità. E comunque è giovanissimo e i suoi margini di miglioramento sono enormi.

 

Ultima domanda, il caso Coppe europee: tra voi giocatore a Perpignan ne parlate?
No, a dire il vero no. Qui sono tutti molto tranquilli e quello che sappiamo lo leggiamo dai giornali, ma non c’è preoccupazione.

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