Ragazze azzurre in mischia: battere il Galles per realizzare due sogni

Intervista a Veronica Schiavon: Italia prima nel Sei Nazioni e se domenica batte il XV in maglia rossa…

ph. Stefano Delfrate

Due vittorie, prime in classifica, l’obiettivo dichiarato del quarto posto che garantisce l’accesso immediato al Mondiale francese del 2014 ormai a portata di mano. L’inizio del Sei Nazioni 2013 non poteva andare meglio per le nostre ragazze. Loro stanno benissimo, il morale è naturalmente molto alto, ma quando chiediamo al mediano d’apertura azzuro Veronica Schiavon se questa situazione forse inaspettata sta portando il gruppo a tenere i piedi poco saldamente ancorati al terreno il suo “assolutamente no” è talmente perentorio e sicuro al tempo stesso che una replica proprio non è ammessa: “Siamo realiste, sappiamo quello che ci aspetta e quanto sarà difficile. Siamo ovviamente contente per come sono andate finora le cose ma nulla di più. La strada da fare è ancora lunga”.

 

Di fatto questa sfida al Galles (in campo domenica a Benevento alle ore 14) è una sorta di dentro-fuori per il quarto posto: se l’Italia vince ne ha la certezza praticamente matematica. Sarebbe un obiettivo raggiunto con due gare di anticpo…
Non facciamo calcoli, giochiamo per vincere punto e basta.

 

Cosa temi delle gallesi?
Mah, sono una squadra da prendere con cautela. Due anni fa qui in Italia ci hanno battute di poco, l’anno scorso da loro per noi è andata peggio. In generale con le squadre britanniche dobbiamo fare più attenzione al lato fisico e atletico: sono più grosse di noi, un po’ le soffriamo sotto questo aspetto.

 

Le prime due gare sono state giocate e vinte dall’Italia su campi molto pesanti. Le previsioni meteo di questi giorni dicono che sarà così anche a Benevento. E’ una condizione che in qualche modo fa risaltare le vostre caratteristiche?
No, non direi. Forse è più corretto dire che è uno svantaggio per le altre squadre più che un vantaggio per noi. Nel Regno Unito piove tanto ma hanno dei campi perfetti o quasi, molto ordinati e ben tenuti. Noi forse siamo più abituate a campi un po’ meno “perfetti”. Su campi così ci giochiamo per tutto l’inverno.

 

Ve l’aspettavate una partenza del genere?
Sapevamo che con la Francia potevamo fare bene ma forse non pensavamo di poter vincere. Abbiamo giocato in maniera molto positiva e ce la siamo meritata. Però sapevamo che potevamo fare molto bene.

 

Abbiamo detto che in caso di vittoria sul Galles il quarto posto sarebbe praticamente certo, e questa è una faccia della medaglia. L’altra dice che in caso di vittoria l’Italia sarebbe sempre più prima con due partite ancora da giocare. Sarebbe inevitabile a quel punto pensare all’obiettivo più importante.
La classifica direbbe quello, sì. Ma noi facciamo un passo alla volta. Iniziamo a confermarci con il Galles e a batterlo.

 

Ultima domanda, quella di rito: ma voi cosa invidiate davvero ai vostri colleghi uomini?
Tanti dicono l’attenzione mediatica. Da un lato fa piacere anche quella, anche se non siamo molto abituate e la cosa ci mette anche un po’ in imbarazzo. Io in realtà invidio loro il fatto che possono vivere di rugby, per noi invece è impossibile. Se c’è una cosa chemi piacerebbe avere è proprio questa: poter vivere di rugby.

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