Guerra al doping, l’IRB aggiorna le sue armi

Si è tenuta a Dublino la riunione annuale della Commissione Antidoping presieduta da Dondi

“L’IRB e le 118 Federazioni membro sostengono pienamente la tolleranza zero nei confronti di coloro che violano le regole antidoping nel rugby”. Parole pronunciate da Giancarlo Dondi, ex numero uno FIR oggi presidente della Commissione antidoping dell’International Board e membro del Consiglio della stessa istituzione, durante la riunione annuale svoltasi a Dublino. Una due giorni di incontri durante la quale è stata presa in esame  la revisione del codice WADA da parte della commissione Antidoping, delineato le priorità per il 2013 ed esaminato il programma antidoping del 2012.
La Commissione ha fatto sapere che gli atleti potrebbero essere soggetti a eventuali controlli antidoping fuori competizione e senza notifica “in modo da raggiungere gli stessi obiettivi, evitando però gli ulteriori e rigidi requisiti inerenti al luogo di permanenza previsti nel caso in cui si sia inclusi nel Gruppo degli Atleti Registrati ai fini dei controlli antidoping (Registered Testing Pool). L’IRB continuerà ad applicare la notifica prestabilita di un’ora per i periodi fuori stagione o di infortunio, durante i quali gli atleti non sono coinvolti in attività di squadra, che permetterebbero il controllo degli atleti secondo i Testing Pool annuali”.
Nel 2012 l’IRB ha sottoposto 1.542 atleti a controlli antidoping sia in gara che fuori competizione in vari tornei ed eventi. In tutto sono stati 21 i casi di doping accertato, pari all’1.36% dell’intero programma dell’IRB. Nel 2011 si sono registrati più di 6.000 controlli nel rugby a livello internazionale, sia da parte delle agenzie nazionali antidoping che da parte delle federazioni, che sono risultati in 53 casi di violazione del codice.

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