Il tracollo francese? La colpa è del Top 14: firmato Henry e Papé

Dal giocatore e dall’ex ct parole dure sul campionato francese. Papé e Michalak annunciano l’addio alla nazionale

Action Images

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Il rugby francese paga il prezzo di un “ridiculous” campionato nazionale. Questa è la prima frase, la seconda è solo all’apparenza un po’ più morbida: “Credo che il problema sia molto più profondo. Noi giochiamo un campionato complicato che ci obbliga a giocare 40 partite in un anno. Stasera abbiamo giocato contro una squadra che di partite in un anno ne gioca 20, che sta assieme per tanti tanti mesi e che vive quasi come un club”.
La prima frase è di Sir Graham Henry, che dopo il quarto di finale del Mondiale di Cardiff che ha visto la Nuova Zelanda travolgere la Francia, sottolinea come il Top 14 da un lato attrae alcuni dei migliori giocatori del mondo ma alla fine è un po’ come la Premier League inglese di calcio con l’Inghilterra che non vince nulla – nel pallone – da tantissimi anni a livelli di nazionale. Insomma, per il ct campione del mondo 2011 il Top 14 è un grosso problema per la Francia.

 

La seconda frase che abbiamo riportato è di Pascal Papé, francese e giocatore del Top 14, che arriva a dire – stringi stringi – cose non poi così diverse. Certo il giudizio di Henry è di quelli che non lasciano assoluzione: “Il Top 14 è spinto da tv e sponsor ma è una competizione povera. La migliore pagata da un punto di vista professionale, ma alla fine sono gli stipendi sono troppo alti e non produce grandi giocatori perché sono male allenati. Lo avete visto anche a Cardiff: i francesi ci hanno provato ma non erano dello stesso livello dei nostri ragazzi”.
Papé – che ha annunciato il ritiro dal rugby internazionale, al pari dell’infortunato Michalak (mentre Dusautoir ha detto che ancora non ha deciso) – chiede un intervento, ma avverte: “Non ci sono soluzioni magiche”.

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