Inghilterra: pochi esperimenti e tanta concretezza per la partita con l’Italia

La nazionale allenata da Steve Borthwick è ancora in lizza per vincere il Sei Nazioni e vuole ottenere il massimo dagli ultimi due turni

Steve Borthwick Inghilterra (ph. Sebastiano Pessina)

Inghilterra: pochi esperimenti e tanta concretezza per la partita con l'Italia

Lo si sapeva fin dall’inizio che il quarto turno del Sei Nazioni sarebbe stato cruciale per le sorti del Torneo. La Francia vola in Irlanda, il Galles fa visita alla Scozia e l’Inghilterra ospita l’Italia.

Ad eccezione di Galles e Italia, le altre quattro squadre sono tutte matematicamente in corsa per la vittoria finale, con la Scozia in realtà più appesa ai numeri che ad altro.

L’Inghilterra è terza in classifica e può coltivare le speranze di alzare il trofeo, così come di conquistare il secondo posto se non tutto andasse per il meglio nelle partite degli avversari. Per ottenere una classifica lusinghiera il XV della Rosa dovrà dare il massimo contro gli Azzurri e i Dragoni, che tradotto significa: 10 punti in 2 partite.

Un’impresa dura, ma non impossibile per una squadra che ha tanta qualità in organico. Steve Borthwick parla spesso di continuità e proprio per questa ragione è difficile aspettarsi uno stravolgimento nella formazione che andrà in campo domenica.

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Steve Borthwick fedele ai suoi principi

Un anno fa l’Italia impegnò a fondo l’Inghilterra a Roma, ottenendo una delle sconfitte più risicate di sempre (24 a 27 il punteggio finale). Quest’anno si gioca a Twickenham e ciò rappresenta un elemento a favore della squadra di casa.

In ogni caso il XV allenato da Gonzalo Quesada, al netto della pesante sconfitta con la Francia, ha dimostrato di avere le carte in regola per poter mettere in difficoltà una squadra ancora ‘work in progress’ come l’Inghilterra.

Difficile che Steve Borthwick sottovaluti l’impegno e si lasci andare a idee tattiche creative. L’Inghilterra sembra aver trovato l’assetto giusto con Fin Smith mediano di apertura e Marcus Smith estremo. La soluzione già sperimentata contro Francia e Scozia sembra la migliore per non scivolare sulla fatidica buccia di banana e impostare una partita d’attacco.

I dubbi potrebbero riguardare l’impiego di Tom Willis e Tom Curry, entrambi usciti anzitempo contro la Scozia: in caso di assenza forzata Ben Earl scivolerebbe a numero 8 e troverebbero il campo Chandler Cunningham-South e Ben Curry, i due sostituti naturali. Lo stesso vale per il seconda linea George Martin, che non ci sarà per infortunio e lascerà spazio con ogni probabilità a Ollie Chessum.

Steve Borthwick fin qui ha cambiato le cose solo quando è stato obbligato a farlo e il penultimo match del Sei Nazioni non sembra quello migliore per stravolgere la sua filosofia.

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Riabbracciare il pubblico di Twickenham

L’Italia sa di dover affrontare una squadra molto forte in ogni reparto, tuttavia l’Inghilterra non è un ‘paziente’ guarito al 100%. Lo staff tecnico ha dovuto affrontare mesi difficili, costellati da poche vittorie (a novembre il pubblico ha gioito solo per il successo con il Giappone) e molte critiche.

Adesso il XV della Rosa sembra di nuovo capace di portare a casa dei risultati pesanti, ma deve anche alzare il livello di continuità nel corso degli 80 minuti. Contro la Scozia la difesa feroce degli ultimi minuti ha fatto la differenza, mentre con la Francia i giocatori inglesi hanno brillato per pragmatismo nei momenti decisivi di un match trasformato in una vera e propria battaglia di nervi.

Lo stadio di Twickenham è popolato da un pubblico esigente, che vuole vedere un rugby dominante. L’obiettivo degli inglesi per la sfida di domenica è riuscire a conciliare le esigenze di risultato con una performance rassicurante, magari arricchita da movenze spettacolari e marcature a ripetizione. All’Italia il compito di non finire schiacciata dall’atmosfera del tempio del rugby, magari ripartendo da quelle combinazioni offensive che hanno fatto male alla Francia nei primi 40 minuti dell’ultimo match giocato all’Olimpico.

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