Due ex Wallabies sostengono la candidatura sogno di Quade Cooper per il Mondiale 2027
L'ex apertura australiana non ha mai annunciato il ritiro e punta a un posto nella rosa per la Coppa del Mondo di casa. Mitchell e Giteau: "Se è all'altezza, l'età non conta"
Due ex Wallabies sostengono la candidatura sogno di Quade Cooper per il Mondiale 2027 - ph. Tan Shung Sin/Action Images
Il ritorno di Quade Cooper si fa più consistente? L’ex apertura dei Wallabies aveva già fatto sapere di non aver ancora chiuso definitivamente con il rugby internazionale. Escluso a sorpresa dalla spedizione australiana per la Coppa del Mondo 2023 dall’allora ct Eddie Jones, ha ribadito di voler provare a conquistare un posto nella nazionale che disputerà il Mondiale casalingo del 2027. Un obiettivo ambizioso, che trova però il sostegno di due ex compagni di squadra come Drew Mitchell e Matt Giteau.
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Quade Cooper: “Non mi sono mai ritirato”
Cooper, 80 presenze con la maglia dell’Australia, non disputa una partita da professionista dal maggio 2025. Nella stagione 2025-26 ha ricoperto un ruolo tecnico con i Kintetsu Liners in Giappone, circostanza che aveva fatto pensare a un ritiro dall’attività agonistica.
Lo stesso giocatore ha però chiarito che la sua carriera non è mai stata ufficialmente conclusa. In un’intervista rilasciata a The Australian, Cooper ha spiegato di aver semplicemente attraversato un periodo di forte stanchezza mentale e di aver colto altre opportunità professionali, senza mai prendere la decisione di appendere gli scarpini al chiodo.
L’ex apertura ha aggiunto che la prospettiva di un Mondiale disputato in casa rappresenta una motivazione enorme e che, a suo giudizio, è ancora in grado di competere ad alto livello.
Ritorno Quade Cooper: Drew Mitchell, “Se è abbastanza forte, l’età non conta”
Tra i primi a sostenere pubblicamente la candidatura di Cooper c’è stato l’ex trequarti Drew Mitchell. Intervenuto al programma The KOKO Show, Mitchell ha spiegato che l’età non dovrebbe rappresentare un criterio di valutazione. “Chi se ne importa di quanti anni abbia, se è ancora capace?”, ha dichiarato.
“Ha avuto un anno di pausa, adesso dovrà dimostrare di essere ancora all’altezza. Ma che abbia 18 o 38 anni non cambia nulla: se sei abbastanza forte, sei abbastanza forte”. Secondo Mitchell, il passaggio decisivo sarà trovare un contratto in una franchigia di Super Rugby nella prossima stagione, così da poter accumulare minuti e convincere il nuovo staff tecnico dei Wallabies.
Ritorno Quade Cooper: anche Matt Giteau apre alla possibilità
Sulla stessa linea si è espresso anche un altro storico numero 10 australiano, Matt Giteau. L’ex Wallabies ha ammesso di aver inizialmente pensato che la carriera internazionale di Cooper fosse ormai conclusa, ma ritiene che il rapporto con il nuovo commissario tecnico Les Kiss possa rappresentare un elemento favorevole.
Giteau ha comunque sottolineato come il percorso non sarà semplice. Cooper è attualmente legato ai Kintetsu Liners, ma la presenza di Manie Libbok nel ruolo di apertura potrebbe ridurre notevolmente il suo spazio, rendendo difficile accumulare il minutaggio necessario per rilanciare la propria candidatura.
Ritorno Quade Cooper: i dubbi di Les Kiss e la concorrenza nel ruolo
Il nuovo ct australiano Les Kiss, succeduto a Joe Schmidt dopo il termine del Nations Championship, non ha chiuso la porta a possibili convocazioni future, ma al momento preferisce concentrarsi sui giocatori già inseriti nel gruppo.
Per i test contro il Giappone ha infatti convocato tre aperture — Carter Gordon, Ben Donaldson e Declan Meredith — spiegando che eventuali valutazioni successive saranno affrontate solo più avanti.
La situazione nel ruolo di numero 10 resta comunque uno dei principali temi in casa Wallabies. Nell’ultimo anno Schmidt ha alternato ben nove giocatori diversi in cabina di regia, segnale di una ricerca ancora aperta del profilo ideale in vista del Mondiale 2027.
Non solo Cooper: altri veterani guardano al Mondiale
Quade Cooper non è l’unico veterano intenzionato a rientrare nel giro della nazionale australiana. Anche Bernard Foley, 76 presenze internazionali, e James O’Connor, fermo a 68 caps, starebbero valutando un ritorno nel Super Rugby australiano proprio per aumentare le possibilità di convincere Les Kiss a inserirli nella rosa che preparerà la Coppa del Mondo casalinga.
Per Cooper, però, il primo passo sarà dimostrare di poter tornare a giocare con continuità: soltanto allora il sogno di una nuova maglia dei Wallabies potrà trasformarsi in una concreta possibilità.