Il Midi Olympique: “Questa nuova regola dei 33 ‘protetti’ rischia di compromettere il Mondiale della Francia”
Per la stampa francese questa regola, nonostante le buone intenzioni, rischia di rendere ancora più caotico l'avvicinamento alla Rugby World Cup
Il Midi Olympique: "Questa nuova regola dei 33 'protetti' rischia di compromettere il Mondiale della Francia" (ph. Sebastiano Pessina)
Doveva essere un’iniziativa per tutelari tutti: Nazionale, club e giocatori. E invece l’idea di creare questo elenco di 33 giocatori “protetti” da salvaguardare in realtà rischia di non accontentare davvero nessuno. Lo scrive il Midi Olympique, in un articolo a firma del capo-rubrica Arnaud Beurdeley, che mette a nudo tutte le incongruenze di questa nuova iniziativa.
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“Con l’introduzione di questa nuova ‘regola sperimentale’ la nazionale francese si trova davvero nelle migliori condizioni possibili per preparare la Coppa del Mondo 2027” inizia l’articolo, nel quale Beurdeley passa in rassegna tutte le varie “trovate” francesi degli ultimi tempi.
“La creatività istituzionale sembra non avere limiti. Avevate già difficoltà a seguire il meccanismo della lista dei 42 giocatori per ogni raduno della Francia prima che 14 venissero liberati a metà settimana? Oppure la lista dei “Premium”, protetti prima o durante determinati periodi delle competizioni internazionali? Vi consigliamo di prepararvi una tisana prima di leggere il resto”.
Questa nuova regola infatti prevede un riposo forzato ai 33 giocatori presenti nella lista: un weekend di stop ogni 4 giornate di campionato oppure 2 partite di stop per ogni blocco di 8, e soprattutto fissa un tetto massimo di presenze in Nazionale: massimo 9 sulle 12 complessive previste tra luglio, novembre e Sei Nazioni.
Il Midi Olympique però evidenzia alcune storture: “Sulla carta l’intenzione è lodevole: tutelare la salute dei giocatori e allentare le tensioni con i club. Nei fatti, toccherà al commissario tecnico Fabien Galthié spiegare al pubblico francese perché potrebbe rinunciare a uno o più elementi importanti in Irlanda-Francia, possibile finale del prossimo Sei Nazioni il 13 marzo”.
“La realtà del campo rischia di sconfinare nell’assurdo. Giocatori di primo piano come Matthieu Jalibert hanno già disputato le prime tre partite del Nations Championship a luglio. Risultato: il loro credito è già stato consumato per un terzo prima ancora dell’autunno” prosegue l’articolo: “Galthié potrebbe quindi essere costretto a rinunciare a diversi “Premium” a novembre o durante il Sei Nazioni”.
“Viene quasi da pensare che, mentre le principali nazioni ottimizzano la preparazione dei propri giocatori di riferimento, la Francia si stia impantanando in un sistema macchinoso, frutto più di compromessi politici che di logiche sportive. Imponendo questo nuovo esercizio contabile allo staff della nazionale, il rugby francese non sta chiaramente mettendo il XV de France nelle migliori condizioni per affrontare l’appuntamento più importante di tutti” conclude Beurdeley.